Protocollo d’intesa tra l’Università di Siena e l’Arco In evidenza

Siena, la prof.ssa Cusi, il rettore Frati, il prof. Correale, il prof. Pirtoli ed il presidente Provenzano (Arco) Siena, la prof.ssa Cusi, il rettore Frati, il prof. Correale, il prof. Pirtoli ed il presidente Provenzano (Arco)
Hostaria Antico Borgo

ROGGIANO GRAVINA - I rappresentanti dell’Università di Siena e dell’Associazione ri-uniti Calabria oncologia, con sede legale nella Valle dell’Esaro, si sono appena incontrati per la firmare un accordo di ricerca su una cura antitumorale la cui sperimentazione clinica è già iniziata con risultati promettenti e che potrà continuare grazie all’accordo sottoscritto.

All’incontro con il rettore dell’Università senese Francesco Frati, hanno partecipato il presidente di Arco, il roggianese Francesco Provenzano, Pierpaolo Correale, direttore dell’Unità operativa d’oncologia dell’ospedale metropolitano di Reggio Calabria, la professoressa Maria Grazia Cusi, microbiologa del dipartimento di Biotecnologie mediche ed il professor Luigi Pirtoli dell’Università di Siena, già direttore del dipartimento oncologico dell’Azienda ospedaliero- universitaria. È grazie al dottor Correale, attuale direttore dell’oncologia reggina ed all’Arco, che opera anche nella città dello Stretto, che «la fase due della sperimentazione avverrà su pazienti ricoverati in Calabria e in altri centri che aderiranno, mentre l’analisi dei risultati sarà svolta in collaborazione con l’Università di Siena». In pratica, è la prosecuzione della sperimentazione del «farmaco antitumorale TSPP», che dopo i risultati incoraggianti della prima fase vede passare al secondo step di ricerca sulla cura antitumorale. È la prima volta che un’associazione di familiari di pazienti oncologici contribuisce a finanziare un brevetto, contribuendo così attivamente alla sperimentazione clinica e allo sviluppo di un farmaco. Il prodotto, nella prima fase è stato sperimentato su 52 pazienti, di cui 42 affetti da cancro del colon-retto ad uno stadio avanzato, con buoni risultati. Gli esiti sono stati pubblicati a più riprese ed ora la “fase due” permetterà di valutare il prodotto su un numero maggiore di pazienti, focalizzandosi sui tumori colon-rettali, dando così risultati più certi sulla sua efficacia. «Questa terapia - si legge in una nota - può rappresentare una speranza in più per chi soffre della grave patologia: permette di migliorare la qualità della vita dei pazienti e rallentare la progressione della malattia, con un sostanziale prolungamento della sopravvivenza, poiché già nella prima fase c’è stata - in alcuni casi - la regressione del tumore».A supporto dell'intesa, tra le prime c'è stata l'Amministrazione comunale di Sant'Agata d'Esaro, dimostratasi sensibile alla sperimentazione in atto. 

© Riproduzione riservata
Torna in alto

Video di Approfondimento

ozio_gallery_lightgallery
Ozio Gallery made with ❤ by Open Source Solutions

Sport

Editoriali

Rubriche

Informazioni

Partners