Il giardino delle idee (6)

L’avvio di una rubrica dal titolo “Il giardino delle idee” ha l’intento di avviare un ragionamento sulla cultura occidentale che si è sviluppata nel corso dei secoli a partire dal pensiero greco per arrivare ai nostri giorni.
L’dea è nata dalla consapevolezza che è necessario conoscere, almeno per sommi capi, il mondo in cui viviamo e la nostra formazione etico-culturale per avere la possibilità di muoverci più agevolmente in questo labirinto sociale in cui siamo stati cacciati al momento della nascita.
Pertanto la rubrica si occuperà di problemi storici e filosofici, quelli che più significativamente hanno segnato la società contemporanea. Naturalmente gli argomenti saranno sviluppati nel modo più semplice possibile per dare la possibilità a tutti coloro che intendono avvicinarsi a questi argomenti di comprendere e riflettere sulle cose lette.  Sì, perché il fine della rubrica è quello di sviluppare una riflessione collettiva sulle nostre origini culturali, sull’evoluzione della conoscenza umana e su come storicamente ha trovato terreno fertile per affermare il nostro modello di vita.
Spero di poter aprire un dialogo con il lettore in modo da costruire momenti di arricchimento reciproco non avendo la pretesa di ergermi a maestro che predica la sua verità senza interlocutori.
In questa rubrica saranno trattati:
 temi di natura storica attinenti la nastra realtà quali la questione meridionale, il brigantaggio, il ritorno al feudalesimo tra Ottocento e Novecento, la lotta per l’occupazione delle terre nel secondo dopoguerra, la riforma agraria, l’emigrazione.
Dal punto di vista dello sviluppo del pensiero prenderemo in considerazione alcuni personaggi che hanno contribuito in modo significativo a tale sviluppo a partire da alcuni pensatori greci del VI-V secolo avanti Cristo mettendo in evidenza come la Magna Grecia (attuale Italia meridionale) sia stata culla di civiltà per molti secoli.
Infatti molti secoli prima dell’era cristiana nell’Italia meridionale si sviluppano importanti movimenti di pensiero che avranno una grande influenza sull’evoluzione del pensiero scientifico e filosofico, ma anche morale e politico Pensiamo a Pitagora che da Samo isola natia si trasferì a Crotone dove fondò la scuola che prese il suo nome e dove esercitò una grande influenza politica. Pensiamo ancora ad Euclide e ad Archimede che fondarono le basi per la geometria.
Poiché sono convinto che la conoscenza di fatti, avvenimenti ed idee aiutano a comprendere i fenomeni che ci riguardano più da vicino, propongo ai lettori di ripercorrere insieme i momenti salienti della nostra cultura per meglio affrontare i problemi di oggi.

Mario Bosco

La Riforma Agraria

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Il problema della distribuzione della terra è di vecchia data e risale ai fratelli Gracchi nella Roma repubblicana, in particolare a Tiberio. Eletto nel 133 a.c. tribuno della plebe presentò un progetto di riforma agraria che prevedeva la limitazione della proprietà privata e la distribuzione delle terre, riacquistate dalla stato, ai contadini che ne facevano richiesta. Tale legge continuò ad esistere tanto che Virgilio, il grande poeta latino, fu vittima di un’ulteriore distribuzione, questa volta ai veterani dell’esercito.
Durante il Medio Evo la questione non si pose dal momento che col feudalesimo le terre erano nelle mani della nobiltà e i contadini erano ridotti a servi della gleba, anche se periodicamente esplodevano moti rivendicativi specialmente in Francia e nel Nord Italia.

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Pitagora e i pitagorici

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Oggi parliamo di un personaggio molto importante per la cultura occidentale tanto che ancora oggi sono ricordate le sue teorie e i suoi teoremi.
Di Pitagora non conosciamo molto, sappiamo che nacque a Samo nel 571/570 a.c. e, dopo aver viaggiato molto in Asia minore e in Egitto, si trasferì a Crotone dove fondò una scuola di carattere religioso che prese il suo nome. Fu un personaggio molto influente nella città che amministrò per molti anni finchè una rivolta popolare non distrusse la scuola e lo costrinse a lasciare Crotone per recarsi a Metaponto dove morì nel 495 a.c. circa.

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Il brigantaggio: la storia vista dagli sconfitti

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Quando Garibaldi giunse in Sicilia emanò il proclama di Calatafimi con cui invitava i siciliani ad unirsi al suo esercito per cacciare Francesco II ed unire il Meridione al nuovo stato italiano in cambio della distribuzione delle terre demaniali.
Ben presto i Mille divennero migliaia tanto che nel giro di poco tempo sbaragliarono lo sgangherato esercito borbonico continuando la marcia trionfale fino al Volturno dove avvenne la battaglia decisiva con la sconfitta dei Borboni.
Tutto sembrava filare liscio, se si eccettua l’episodio di Bronte dove alcuni contadini invasero la tenuta dell’Ammiraglio inglese Nelson con conseguente fucilazione.

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Esiste ancora una questione meridionale?

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La questione meridionale nasce all’indomani dell’unità d’Italia a causa delle difficili condizioni economico-sociali in cui si è venuto a trovare il Mezzogiorno. La definizione di questione meridionale la troviamo per la prima volta nel 1873 in un discorso parlamentare sul Mezzogiorno d’Italia, da quel momento è divenuta simbolo della precarietà del meridione. Per poter parlare della questione meridionale bisogna esaminare le condizioni in cui versava il Regno delle Due Sicilie prima dell’arrivo di Garibaldi. Nella ricostruzione della storia economica e politica del Regno di Napoli ci possiamo rifare a due studi condotti dal professor Paolo Malanima, direttore dell’istituto di studi sulle società del Mediterraneo del CNR, e del professor Vittorio Daniele dell’università “Magna Grecia” di Catanzaro che hanno svolto una ricerca approfondita sul Prodotto Interno Lordo del Nord e del Sud Italia nel 1861.

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E' morto un giusto? Socrate e il suo tempo

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Socrate è vissuto tra il 470/69 ed il 339 a.C., il padre Sofronisco era uno scultore e la madre Fenarete una levatrice. Nato e vissuto ad Atene, seguì tutte le trasformazioni che la città subì in quegli anni, a partire dalla vittoria dei Greci sui persiani fino all’avvento dei trenta tiranni che decretarono la sua morte.
Atene in quel tempo era la più importante e potente città-stato della Grecia, era il periodo in cui un grande uomo politico, Pericle, governò la città con saggezza e lungimiranza facendola diventare la più ricca sia dal punto di vista economico che artistico, con la costruzione di numerosi monumenti che ancora oggi sono ammirati da tutto il mondo.

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Origini della cultura occidentale

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Nello specchio di mare tra la Grecia e la Turchia esiste un gruppo di isole abitate, tra il VI e V secolo a.C., da una popolazione di mercanti che, per interessi economici, si spostavano sia verso Est che verso Ovest, venendo a contatto con popoli che avevano sviluppato conoscenze e competenze sia di tipo matematico che astronomico.
Pensiamo agli Assiro-Babilonesi che abitavano la Mesopotamia (l’attuale Iran) o ai Medi o agli Egiziani, i quali avevano sviluppato un sistema di matematica e geometria molto utile per stilare calendari o per la misurazione delle terre in Egitto dopo le inondazioni del Nilo.

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