Gli ex Lsu-Lpu dell’Esaro attendono - come gli altri - il rinnovo In evidenza

  • Ritenuti da tutti lavoratori “indispensabili” per i Comuni
Presidio Lsu-Lpu a San Marco Argentano Presidio Lsu-Lpu a San Marco Argentano

SAN MARCO ARGENTANO  - I lavoratori ex Lsu-Lpu dell’Esaro, come le altre migliaia sparse in tutta la Calabria, sono in trepida attesa per la firma di rinnovo del loro contratto che scade il 31 dicembre. Il maxi-emendamento, già approvato in Senato che attende ancora il passaggio alla Camera per diventare definitivo, porterà le risorse necessarie, insieme ai 39 milioni storicizzati dalla Regione Calabria, al loro mantenimento in servizio.

Per quello che si legge almeno fino al 31 ottobre 2019. La parola “indispensabile” è allora un “tra d’union” proprio per ciò che rappresentano i lavoratori, nel senso che lo stanziamento è direttamente proporzionale alle attese e speranze che si sono materializzate nelle proteste dei giorni scorsi, ma soprattutto al loro utilizzo, perché ciò può rappresentare l’anticamera della stabilizzazione. Dalle assemblee permanenti di San Marco Argentano alle “preoccupate” riunioni con gli amministratori a San Sosti, fino alla protesta più eclatante verificatasi nell’aula consiliare di Sant’Agata d’Esaro, dove i lavoratori hanno dormito insieme al sindaco, si è passati così alle manifestazioni di piazza a Roma ed ora, dopo la nota della triplice sindacale, all’attesa che tutto si risolva nelle prossime ore. Padri e madri di famiglia, per lo più ultracinquantenni, che attendono (anche negli altri centri come Malvito, Mottafollone, Roggiano, San Donato, ecc.) una parola chiara sul loro futuro e su quelle delle loro famiglie, che da oltre vent’anni attendono di trasformare il loro “precariato” in una stabilità dignitosa per una vita meno problematica. L’auspicio è, dunque, quello che nelle prossime ore si arrivi alla firma materiale di questo rinnovo da parte dei lavoratori e che nei prossimi dieci mesi si trovi una soluzione definitiva all’atavico problema. In sostanza, garantire la continuità di reddito per lavoratori e famiglie, in una zona già gravemente interessata al fenomeno della migrazione e spopolamento, può consentire agli enti locali del comprensorio di continuare a garantire servizi essenziali dando quella presenza del pubblico e dello Stato, baluardo di ogni deriva d’illegalità. Il fine ultimo è sempre quello di completare il percorso di stabilizzazione del personale Lsu-Lpu che tramite il rinnovo contrattuale può riavere prospettive concrete future.

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