Abatemarco risorsa che dall’Esaro arriva in città In evidenza

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Abatemarco, operai al lavoro sulle condutture Abatemarco, operai al lavoro sulle condutture

SAN MARCO ARGENTANO  - Tra i venticinque comuni serviti dall’acquedotto Abatemarco, ben nove appartengono al più ristretto territorio dell’Esaro. Partendo da San Donato di Ninea, dove c’è la sorgente “Nascejume”, le condutture passano per Altomonte, San Sosti, Mottafollone, Sant’Agata d'Esaro, Malvito, Santa Caterina Albanese, Roggiano Gravina e San Marco Argentano, centro un po' capofila del comprensorio, per poi immettersi nella valle del Crati e raggiungere l’Università, l’area urbana e quindi la città capoluogo.

Inutile dire che l’acquedotto è una risorsa che spesso fa le “bizze” per i molti inconvenienti dovuti alla fragilità del territorio ed alla sua vetustà, ma che alla fine serve una popolazione davvero importante della provincia. Proprio per le tante problematiche, che spesso hanno provocato anche danni (non ultimo una mezza alluvione a Malvito) la Regione Calabria ha convocato nei giorni scorsi i sindaci dei centri interessati per esporre una nuova proposta. Infatti, l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Musmanno ha parlato ai presenti di “realizzazione di un progetto a sistema unico che prevede interventi per 23 milioni di euro: 10 per lavori infrastrutturali sulla condotta adduttrice; quasi 13 milioni di euro sulle reti comunali ed alcune importanti innovazioni nella gestione amministrativa del servizio idrico”. Musmanno ha ritenuto importante “incontrare i sindaci perché l’Abatemarco ha da sempre rappresentato forti criticità polarizzate soprattutto a Cosenza ma che, anche in seguito a diversi incontri con le Prefetture e all'emergenza siccità del 2017, ci si è resi conto che riguardano tutti comuni e per questo c’è bisogno d’intervenire in maniera organica e strutturata”. Presenti all’incontro anche il dirigente generale della Presidenza e commissario dell'Aic (Autorità idrica Calabria), Domenico Pallaria e il commissario di Sorical, Luigi Incarnato, per illustrare il cosiddetto “Cantiere Abatemarco” con un protocollo d'intesa che sarà approvato dalla Giunta regionale e regolerà i rapporti fra la Regione, l’Aic, la Sorical e le amministrazioni locali. Non sfugge, infine, che in passato si è sempre parlato di un raddoppio delle condutture proprio perché sono molto datate e, al tempo stesso, di un possibile collegamento con la Diga sull’Alto Esaro che potrebbe essere un’adduttrice importante per l’acquedotto vista l’acqua che potrebbe invasare per il suo utilizzo plurimo tra i quali il potabile.

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  • Occhiello: Si è sempre parlato di raddoppio delle condutture
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