Progetti di accoglienza, a Firmo se ne parla in assemblea pubblica In evidenza

Progetti di accoglienza, a Firmo se ne parla in assemblea pubblica

FIRMO – Si è appena concluso a Firmo l'incontro pubblico sull'emergenza migranti chiesto dal consigliere di minoranza Antonio Bellizzi e accolto favorevolmente dalla maggioranza guidata dal sindaco Gennarino Russo. L'evento, utile a chiarire i dubbi scaturiti dalla manifestazione di disponibilità ad aderire ad eventuali progetti di accoglienza, richiesta direttamente dalla Prefettura di Cosenza a tutti i sindaci della provincia, è stato colorato da non pochi interventi alcuni anche colorati e forse fuori luogo. Ad ogni modo, a cercare di fare chiarezza già nel suo intervento di apertura è il sindaco Russo che parla di ingiustificato allarmismo sulla questione migranti. Lo stesso spiega come la lettere del prefetto alle amministrazioni comunali abbia chiesto attenzione sul tema dei migranti che potrebbe provocare un eccessivo posizionamento dei migranti su uno stesso territorio.

«Di circa 8mila comuni italiani -spiega Russo- solo 2000 accolgono i richiedenti asilo e gli altri 6000 non rientrano nei sistemi di accoglienza come i Cas, centri gestiti dalle prefetture, e quello degli Sprar, ossia centri gestiti dalle associazioni. Gli Sprar -aggiunge- sono risultati essere il sistema migliore anche per le ricadute economiche e sociali sul territorio».
Russo, inoltre, scongiura l'invasione di persone sfortunate che, ha detto, “scappano da guerre, carestia e persecuzioni”. Inoltre spiega come la prefettura potrebbe decidere di inviare a tutti i comuni i migranti, evidenziando che secondo i calcoli per abitante a firmo toccherebbe accogliere ben 9 persone. Lo stesso ricorda come nel passato la comunità fosse stata sempre accogliente, sobbarcandosi oneri che questa volta non ci sarebbero a dispetto, invece, di ritorni sociali ed economici per la comunità.
«Il mio timore -ha detto- è che sull'onda di una cattiva informazione, si possa creare un allarme sociale per cui i sindaci potrebbero dire di no. Da qui, se non ci fossero disponibilità il prefetto potrebbe inviare anche numeri più elevati di quelli previsti, fermo restando le condizioni».
Dal canto suo Bellizi chiede come mai ci fosse stata l'esigenza di dare disponibilità senza prima informare la cittadinanza, evidenziando come nella provincia di Cosenza solo 70 comuni avessero accettato. Fa l'esempio di Altomonte che ha convocato apposito consiglio comunale e, vista la titubanza sull'argomento, ha rinviato.
A seguire vari interventi hanno sollevato perplessità fino all'intervento del sindaco di Acquaformosa, Gennaro Capparelli, chiamato per portare la testimonianza della propria esperienza nei progetti Sprar. Dal canto suo è stato importante evidenziare come i richiedenti asilo oltre ad essersi ben integrati nella comunità abbiano portato risvolti positivi per il paese. Infine, aderire ai progetti di accoglienza -è stato detto- dovrebbe servire, in primis, a far capire che la gente accolta fugge da “situazioni di reale pericolo”.

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