Il mondo delle Idee di Platone

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Il mondo delle Idee di Platone

Platone per la prima volta nella storia della Filosofia elabora una teoria originale dell’esistenza di un mondo esistente al di là del cielo che chiama Iperuranio.
Questo mondo rappresenta il mondo della perfezione perché secondo lui la realtà che noi percepiamo non è La vera realtà ma una realtà distorta e fallace in quanto non è altro che una copia mal riuscita del mondo delle idee. Infatti, racconta, un demiurgo, una semi divinità, trovandosi davanti alla materia informe volle darle una forma e guardando il mondo delle idee cercò di plasmarla materia ad immagine e somiglianza delle idee. Ma la cosa non riuscì alla perfezione perché la materia non si modellava perfettamente per cui il mondo che ne uscì fuori fu un mondo fatto di cose imperfette.

Le cose o mondo fenomenico essendo imperfette non possono garantirci una conoscenza perfetta che si può ottenere solo con la scienza e la filosofia. Ma come la scienza e la filosofia possono condurci alla conoscenza perfetta?
Platone parte dalle affermazioni di Socrate che aveva detto di essere un ostetrica delle anime, pertanto non era in grado di consegnare la conoscenza bella e fatta agli uomini, ma poteva aiutarli a partorire le idee. Ma se le idee stanno dentro di noi come ci sono pervenute? Secondo Platone, che aderisce alla teoria pitagorica della Metempsicosi cioè la trasmigrazione dell’anima, noi possediamo le idee perché un tempo la nostra anima viveva nel mondo delle idee, però ad un certo punto queste anime furono chiamate a scegliere un corpo e la scelta fu casuale. A questo punto ogni anima si trovò imprigionata in un corpo ed il corpo essendo di materia fece perdere all’anima la memoria del mondo in cui era vissuta in precedenza. E allora come facciamo a pervenire alla conoscenza perfetta? Il mondo ci può aiutare a raggiungere la vera conoscenza? Partendo dal fatto che le cose, per quanto imperfette, sono copie dei prototipi che esistono nell’Iperuranio per cui con l’esercizio e l’impegno possiamo risalire al mondo della perfezione. Infatti noi sappiamo che esiste la giustizia, la felicità ecc. ma sulla terra non esistono nel grado assoluto e quindi dobbiamo cercare di ricordare com’erano nel mondo delle idee. Quindi possiamo dire che conoscere è ricordare. Nel Menone Socrate fa dimostrare ad uno schiavo, che non aveva nessuna nozione di matematica, il teorema di Pitagora. Questo significava che con l’esercizio e l’applicazione si poteva risalire alla conoscenza originaria. Però per Platone esistevano vari gradi di conoscenza che andava da quella più bassa fino alla più alta che era quella filosofica. A questi gradi di conoscenza corrispondevano le diverse classi sociali che compongono lo Stato.
La conoscenza più bassa apparteneva ai tiranni, quella un po’ più alta alla classe degli artigiani e dei produttori più in generale e la più alta apparteneva ai filosofi che proprio perché possedevano la conoscenza più alta erano chiamati al governo della città.
Ma qual era il sistema attraverso cui si realizzava la differenza di conoscenza? Platone ancora una volta ricorre al mito e spiega che dopo la morte del corpo l’anima è posta su un carro trainato da una coppia di cavalli bianchi che tirano verso l’alto e una coppia di cavalli neri che tirano verso il basso. Se l’uomo durante la vita è stato malvagio prevale la coppia dei cavalli neri per cui nella successiva incarnazione l’anima si incarnerà nel corpo di un bruto. Se invece si è comportato bene l’anima si incarnerà nel corpo di un filosofo.
Tutto questo lo spiega in un’opera famosa: La Repubblica che è la teoria dello stato in Platone.

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