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Saracena, opposizione in campo su tasse e sanità

  • Richiesti interventi urgenti per il futuro del paese
Saracena, opposizione in campo su tasse e sanità

SARACENA - In un’affollata assemblea svoltasi domenica scorsa nella Sala consiliare del Comune, le forze di opposizione di Saracena - sono intervenuti i consiglieri Luigi Pandolfi e Leonide Spinelli e l’ex sindaco Domenico Metaponte - hanno presentato due petizioni su fisco locale e sanità.

La prima, riferita all’imposta sugli immobili, muove dal presupposto che paesi come Saracena, classificati come “svantaggiati” o “marginali”, ovvero esposti a rischio di spopolamento e di deprivazione sociale, con un livello dei redditi della popolazione residente «inferiore al primo quartile della distribuzione dei comuni italiani», dovrebbero godere di un regime agevolato per quanto riguarda la tassazione sulle case. Ciò, in virtù del fatto che «lo spopolamento e la desertificazione economica ha reso insostenibile il peso della tassazione sugli immobili per i cittadini residenti, sempre di meno in rapporto al numero dei fabbricati, a loro volta di scarsissimo valore commerciale e nient’affatto profittevoli». Il ragionamento prosegue con la considerazione che «il numero di vani disponibili sproporzionato rispetto alla popolazione ed alle esigenze abitative dei residenti è da ascrivere all’aspettativa delle generazioni del passato che i propri figli e i propri nipoti sarebbero rimasti in questi piccoli centri, grazie alla crescita delle opportunità lavorative e di carriera, dopo la stagione dell’emigrazione nelle regioni del nord del Paese e oltreconfine». Purtroppo le cose non sono andate così. Ed oggi «all’emigrazione dei giovani sta seguendo il trasferimento dei genitori anziani presso le sedi di residenza e di lavoro dei propri figli». Saracena, come tanti comuni italiani, è insomma un «paese di case senza persone», che anche per questa ragione si trova, dal punto di vista contabile, in una condizione di “predissesto”, quindi obbligato a fissare le aliquote IMU al loro limite massimo. Ma la situazione di squilibrio strutturale del bilancio è figlia anche della condizione socio-economica di “svantaggio” di questi comuni, ovvero dello «squilibrio tra livelli dell’azione impositiva e livelli di reddito della popolazione residente». “Un cane che si morde la coda”, a ben vedere. Per questo, l’opposizione di Saracena si rivolge al governo nazionale ed alle forze parlamentari, per chiedere che per i comuni individuati come “marginali” e “svantaggiati” come Saracena “si applichino disposizioni speciali in materia di IMU, slegando al tempo stesso la tassazione sugli immobili dalle procedure di risanamento dei bilanci”. E che a compensazione delle minori entrate derivanti dall’abbattimento delle aliquote IMU «sia istituito un Fondo ad hoc e permanente per i comuni “svantaggiati”, la cui ripartizione tenga conto delle previsioni d’entrata relative agli ultimi cinque anni». «Parliamo di qualche centinaia di milioni di euro, non di miliardi», dicono i promotori dell’iniziativa. Un intervento assolutamente «fattibile, oltre che necessario». La seconda petizione è rivolta invece alla Regione Calabria ed all’Asp di Cosenza e riguarda i servizi sanitari del territorio. Nel documento, la perdita di servizi sanitari è messa in relazione al fenomeno dell’abbandono dei piccoli borghi marginali. Si rileva che «a favorire la spinta all’emigrazione sia essenzialmente la mancanza di opportunità di lavoro, ma anche la scarsa offerta di servizi, socio-sanitari, ma anche culturali». «La santà -si legge in esso- è la cartina di tornasole di ciò che non va e su cui è necessario intervenire con urgenza e risolutezza. Saracena non ha più un Servizio di continuità assistenziale (guardia medica) in grado di soddisfare pienamente le esigenze dell’utenza, che spesso lavora a intermittenza e si avvale di un solo medico. I medici di base non coprono l’intera utenza, cosicché molti cittadini, anche anziani, sono costretti a “scegliere” il loro medico tra quelli, sempre più pochi, dei paesi limitrofi. C’è il rischio poi che il Servizio di fisioterapia presso il Centro socio educativo - Poliambulatorio, a seguito del congedo della professionista associata, possa venire meno». Tutto questo, concludono i promotori, si inserisce in un quadro di «crisi e depauperamento delle strutture ospedaliere, e più complessivamente della medicina del territorio, nonostante sulla carta alcune strutture siano state ridenominate ai sensi del Decreto 23 maggio 2022 n. 77 (linee del Pnrr)». Chiedono quindi che il Servizio di continuità assistenziale (Guardia medica) «sia garantito in maniera piena e continuativa nel corso della settimana »; che nell’attesa che tutta l’utenza di Saracena sia assorbita dai medici che prestano servizio in loco, venga siglato un accordo tra L’Asp ed i sindacati dei medici, affinché i pazienti rimasti senza medico di base «possano farsi visitare e prescrivere farmaci da qualsiasi altro medico, anche se non si appartiene alla loro lista di mutuati»; che agli utenti rimasti senza medico di base, previo accordo Regione/Sindacati dei medici, sia data la possibilità di «accedere alla Aggregazione Funzionale Territoriale (A.F.T.) per la prescrizione di farmaci per patologie croniche, per esami relativi a screening programmati, ovvero per controlli relativi a gravi patologie (tumori, diabete, ecc.)»; che nei locali della Guardia medica di Saracena venga ospitata una articolazione dell’A.F.T., ripristinando anche il punto prelievi per gli esami ematologici. Infine, chiedono che «nel Distretto Esaro Pollino sia data piena attuazione al Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale».

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