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Gli ex amministratori della BCC di Spezzano Albanese assolti In evidenza

  • Dopo lunghi anni si chiude la vicenda penale della banca
Gli ex amministratori della BCC di Spezzano Albanese assolti

SPEZZANO ALBANESE - Finalmente l’odissea giudiziaria degli ex amministratori della BCC della Sibaritide, fallita nell’anno 2013, si è conclusa. Nella tarda mattinata di ieri (31.03.2025), il Tribunale penale di Castrovillari in composizione collegiale (Ferrucci, Antonaci e Bruno) ha assolto, ai sensi dell’art. 530 comma 2 c.p.p, gli amministratori della banca perché il fatto non sussiste per il delitto di bancarotta fraudolenta aggravata.

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A seguito del fallimento, avvenuto nell’anno 2013, della BCC della Sibaritide, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari aveva presentato, dopo una lunga fase investigativa, richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di: Lucchetti Nicola (Presidente C.d.a.), Graniti Francesco, Cucci Alessandro, Gallucci Gianfranco, Ferrari Andrea, Luci Anna, Motta Pasquale, Pellegrino Mario, Migliano Cesare, Filippelli Ranieri Marcello, Pesce Alessandro, Caruso Angelo Serafino, Forte Francesco, Calderaro Giuseppe (tutti Consiglieri di amministrazione), Mauro Vincenzo (ex Direttore generale della BCC) e Gallo Gianpiero (ex Direttore generale della BCC).
A questi venivano contestati i delitti di cui agli articoli 81 c.p., 223 c.p. comma 1 in relazione agli articoli 216 n.1 e 219 comma 1 e 2 n.1 legge fallimentare (concorso in bancarotta aggravata), perché secondo l’accusa, avrebbero, in disprezzo dei criteri di sana e prudente gestione, deliberato una serie di operazioni di affidamento creditizio, il cui risultato ha determinato la disgregazione del patrimonio sociale, producendo un deficit patrimoniale di circa venti milioni di euro e lo stato d’insolvenza della Bcc della Sibaritide.
Il Collegio difensivo era formato dagli Avvocati Nicola Carratelli, Ugo Celestino, Nicola Rendace, Alcide Simonetti, Francesca Straticò, Filomena la Gamma, Luigi De Seta, Giuseppe Sabella, Giovanni Nicodemo, Maria Calderaro, Elisabetta Verrina, Rosita Mortati e Giuseppe Tagliaferri.
Senonché il Gup di Castrovillari, Dott. Lelio Festa, in data 18/01/2023, aveva subito  emesso una sentenza di non luogo a procedere (ormai irrevocabile) nei confronti di Gallucci Gianfranco, Ferrari Andrea, Luci Anna, Motta Pasquale, Pellegrino Mario, Gallo Gianpiero in ordine al reato a loro ascritto perché il fatto non sussiste.
Per i restanti amministratori è stato disposto il rinvio a giudizio il cui epilogo di ieri, dopo una istruttoria complessa ed articolata, ove sono stati sentiti il Commissario liquidatore della BCC, Dott. Varriale, gli ispettori della Banca d’Italia e i consulenti della difesa, ha escluso ogni responsabilità penale degli amministratori, ritenendo le contestazioni del tutto infondate.
Grande soddisfazione, dunque, da parte degli ex esponenti aziendali per l’esito positivo che, dopo circa 12 anni di lotta processuale, ha riconosciuto la correttezza e buona fede del loro operato. In questi lunghi anni, i protagonisti di questa vicenda hanno sempre lamentato, con numeri alla mano, che la vicenda della Bcc della Sibaritide fosse “espressione di dinamiche e logiche di potere strumentale, slegata da reali criticità di natura economico- finanziaria dell’istituto”.

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