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Il consigliere Federico attacca il PD di Luzzi

Il consigliere Federico attacca il PD di Luzzi

LUZZI - E’ scontro nel Partito Democratico. A neanche due mesi dalla tornata elettorale per le amministrative, il consigliere comunale uscente Umile Federico attacca duramente il locale circolo del Pd che - a suo dire - si è dimostrato “chiuso “e “ad personam”. Un duro attacco che Federico sferra all’indirizzo del Pd. “Sono deluso per lo scenario politico che si sta delineando nella nostra cittadina, uno scenario disordinato, - afferma Umile Federico - in cui l’unico scopo è “prendere voti”; la mia politica non si è mai basata sui personalismi, - prosegue - ma sulla cooperazione, in quanto credo che nessun uomo possa soggiogare l’altro”. Il consigliere Federico ritiene che nella cittadina luzzese “le persone che occupano posti di potere politico da circa venticinque anni debbano lasciare il posto a chi ha voglia di fare, poiché questo status di cose ha come unica conseguenza un’ulteriore distruzione di Luzzi.

Provengo da una cultura socialista-progressista e ho aderito al progetto del PD, con cui sto collaborando per la creazione di una coalizione competente e produttiva; anzi, - precisa Umile Federico - credevo di collaborare a questo progetto, dal momento che avevo dato la mia disponibilità come candidato a sindaco, da intendersi come valore aggiunto ad una futura coalizione che poteva governare con onestà, rettitudine morale, aggregazione con la società civile e con le forze politiche luzzesi, valori che mi hanno sempre contraddistinto in questi anni”. Uno sfogo amaro, dunque, quello di Umile Federico che dice di essere venuto a conoscenza di riunioni “tenutesi in sordina” e che adesso si chiede: “Chi è che vuole tenermi ai margini del partito?”. Nello stesso si rivolge ai cittadini puntando l’indice contro il partito. “Cittadini, il PD di Luzzi non mi ha consentito di esprimere i miei progetti ed i miei ideali finalizzati alla crescita e allo sviluppo del nostro paese; si è rivelato un partito chiuso, ad personam, ma io - incalza Federico - non mostro ossequio nei confronti di nessun “leader”, perché, in una repubblica democratica, ognuno di noi ha diritto di esprimere ciò che pensa, in quanto non bisogna dimenticare che la sovranità appartiene al popolo. Mi hanno insegnato - prosegue il consigliere comunale uscente - che la politica è dialogo, confronto e alla fine fare sintesi, ma questo non è avvenuto nel PD”. Infine, l’augurio che “il PD di Luzzi possa cambiare atteggiamento, perché il partito deve soddisfare le esigenze dei suoi aderenti”.

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