Intensificata l'attività dell'Ona per la lotta all'amianto

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Infusini Infusini

COSENZA - Da una parte i Comuni, alle prese con la non facile gestione del problema amianto, dall’altra le scuole, dove è sempre più sentita la necessità di educare le nuove generazioni al rispetto della salute e dell’ambiente ed alla conoscenza dei mali che li affliggono. Ma non solo. C’è il mondo associazionistico che pure necessita di essere permeato da una nuova sensibilità.

A loro è rivolto il progetto “Ambiente e amianto”, messo in campo dall’ONA Cosenza (Osservatorio Nazionale Amianto) con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha mosso i primi passi nei giorni scorsi. In mezzo, una squadra di giovani volontari che l’associazione guidata da Giuseppe Infusini (Coordinatore Provinciale ONA) e Beniamino Falvo (Commissario Regionale ONA) – con il contributo determinante dei soci Rosaria Ginese e Franco Falco – sta formando attraverso una serie di corsi tenuti dai propri esperti nella sede messa a disposizione dal Comune di Cosenza. Sono i volontari, infatti, che dovranno affiancare i due Comuni individuati per questo percorso che durerà dieci mesi, Montalto e Rose, per gli adempimenti che riguardano il censimento e la bonifica dell’amianto presente nei territori e per l’organizzazione e gestione dello sportello amianto, previsto dalla legge regionale 14/2011. E sono sempre loro che si occuperanno di organizzare lezioni, incontri, dibattiti, convegni nelle scuole (l’istituto superiore I.T.C.G.T. “Falcone” di Acri e l’I.I.S. IPSIA “Marconi “ di Cosenza) e presso l’associazione socio-culturale “In dulcedine societatis“ di Rende.
Un percorso innovativo contro un problema vecchio di decenni. Il progetto è venuto alla luce a fine 2016, quando l’ONA Cosenza ha partecipato al bando del Ministero, risultando l’unico, tra i 65 progetti ritenuti meritevoli di finanziamento, ad avere al centro il settore ambientale, occupandosi nello specifico di verifica, controllo e classificazione del materiale contenente amianto nei territori comunali. Scopo dell’associazione, oltre alla sensibilizzazione al problema e alla diffusione della cultura del volontariato, è quello di creare modelli di interventi concreti da poter “esportare” anche in altri comuni calabresi, dove la presenza di amianto è stata a lungo sottovalutata e che si ritrovano oggi a fare i conti con anni di inadempienza da parte delle istituzioni. Inadempienza pagata dalle comunità locali, esposte a seri rischi per la salute. Ed è in definitiva a loro che questo progetto è rivolto, perché grazie alle buone pratiche e agli atti concreti che si riuscirà a mettere in campo potranno essere le beneficiarie ultime di un percorso che si spera possa continuare a dare i suoi frutti anche dopo la data di scadenza.

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