Cammarata dice NO all’invasione dei rifiuti da tutta Italia In evidenza

Cammarata dice NO all’invasione dei rifiuti da tutta Italia

CASTROVILLARI - Si è svolto a Castrovillari, nel Centro Servizi Sociali di Cammarata, un importantissimo e affollatissimo incontro per parlare ancora una volta del gigantesco impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti, che dovrebbe portare rifiuti di ogni genere, provenienti da tutta l’Italia centro-meridionale, nel cuore del Distretto Agroalimentare di Qualità di Sibari. Ad organizzare l’evento, coordinato da Elvira Costabile, Ferdinando Laghi, Leonardo Golia e Vincenzo Veltri, è stato il gruppo “Cammarata Forum per la tutela e la valorizzazione del territorio”.

Tanti gli interventi a sostegno dei diritti di tutti e contro l’ipotesi di un improprio e certamente disastroso utilizzo della Piana di Cammarata: Mario Caligiuri Vice Presidente del Distretto Agroalimentare di Qualità di Sibari, Maria Belmonte per ISDE-Italia Medici per l’Ambiente, Franco Aceto Presidente regionale Coldiretti, Gabriele Iazzolino di FederAgri, Matteo Perciaccante di Confagricoltura Giovani, Francesco Martire dell’Associazione “Solidarietà e Partecipazione” di Castrovillari, Claudio Zicari Presidente del Gruppo Archeologico del Pollino, Mirella Ieno Presidente dell’Associazione Ambientalista “Il Riccio”, Mariella Buono Presidente dell’“Associazione Pensieri Liberi Pollino”. Ha fatto pervenire la sua adesione anche Silvano Lanciano Segretario Generale “FLAI-CGIL Pollino-Sibaritide-Tirreno”. I lavori sono stati conclusi dagli interventi dei parlamentari M5S Pino D’Ippolito e Paolo Parentela.
La sala, stracolma, ha ascoltato con attenzione gli interventi, preceduti da una sintesi di questa inaccettabile e interminabile vicenda. Già a metà dicembre scorso, infatti, il Forum aveva scritto al Governatore Mario Oliverio e all’Assessore alla Tutela dell’Ambiente, Rizzo, per manifestare la netta contrarietà all’impianto e per chiedere delucidazioni sullo stato dell’arte dell’iter autorizzativo. Risposta non pervenuta. La lettera aveva fatto seguito ad una serie di iniziative di contrasto allo scellerato progetto: mobilitazioni popolari, Consigli comunali straordinari, presentazione alla Regione di un fascicolo di osservazioni da parte di Enti, Istituzioni, Imprenditori, Associazioni, Cittadini e Comitati a difesa del territorio, a cui era seguito, da parte della Regione, un lungo periodo di silenzio assordante, che nulla di buono lasciava intravedere. E, puntualmente, ad ottobre scorso, si viene a sapere che la pratica per il rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione dell’impianto “camminava” tra i cassetti degli uffici regionali. Attraverso una richiesta di accesso agli atti, fatta dai deputati del M5S Paolo Parentela e Pino D’Ippolito, si è poi scoperto che si stava per concludere la procedura AIA/VIA, prodromica dell’Autorizzazione Unica. Lo studio dei documenti pervenuti dalla Regione, tuttavia, evidenziava irregolarità procedurali, immediatamente e ripetutamente contestate agli Uffici regionali, divenute anche argomento di interrogazioni parlamentari. E, come se non bastasse, il sito scelto per lo sciagurato progetto ha anche una grandissima rilevanza archeologica, come evidenziato in una dettagliata relazione, redatta dal “Gruppo Archeologico del Pollino” e inviata al Ministero dei Beni Culturali. Tutto, insomma, dice no a questo progetto illogico, inopportuno, pericoloso per ambiente e salute, e che metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro. A Cammarata la preoccupazione ha, ancora una volta, raggiunto livelli di guardia e la gente è pronta fin da subito a nuove e imponenti mobilitazioni per la difesa dei propri diritti e dell’economia dell’intero territorio.

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