Il ministro Costa a Castrovillari per far visita ai feriti di Civita In evidenza

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Castrovillari, il Ministro Costa esce dal nosocomio con i vertici istituzionali Castrovillari, il Ministro Costa esce dal nosocomio con i vertici istituzionali

CASTROVILLARI - "Siamo vicini alle famiglie ed a tutte le persone che hanno perso i propri cari; questo è l’elemento più importante. Io vengo qui a nome del Governo per essere vicino alle famiglie, al popolo calabrese che ha subito questo danno ma a tutte le famiglie che hanno subito i lutti o i ferimenti per prima cosa e poi anche per capire chi doveva fare cosa: se è sciatteria, negligenza o fatalità".

Sono state queste le prime parole rilasciate dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, giunto appositamente da Roma, che ha incontrato presso il nosocomio "Ferrari" del centro del Pollino, il Prefetto di Cosenza Paola Galeone, il Procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla, il capo della Protezione Civile Calabria, Carlo Tansi, il Comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Piero Sutera e tutti i vertici istituzionali calabresi, e sopratutto per portare la solidarietà ai feriti che si trovano ricoverati dopo la tragedia di Civita che ha già un bilancio pesantissimo: dieci morti accertati, undici feriti, un incerto numero di dispersi.    
"Vengo qui apposta qui - ha aggiunto il Ministro al microfono del nostro direttore Emanuele Armentano - e ritornerò sicuramente quanto prima, riferirò già in giornata al Presidente del Consiglio su questo argomento. Adesso però è il momento della vicinanza e sono venuto apposta in Ospedale per la vicinanza ai bimbi che hanno perso i propri genitori, alle mamme ed ai papà che hanno perso i congiunti, perché questo è un momento di sofferenza da una parte; dall’altra, sull’altro binario, di capire appunto fino in fondo cosa è accaduto".
Cosa succederà dopo questa tragedia: Civita, le gole, gli accessi anche non regolamentati?
"È proprio questo il punto, chi doveva fare cosa; su cosa succederà bisognerà capire questo: se è stato fatto o non fatto, è questo l’elemento dirimente. Adesso rispondere su chi doveva fare cosa non è facile. Sulle indagini penali da una parte, che sono in totale autonomia, non mi permetto di dire nulla; però su quella amministrative e gestionali invece si poiché come Governo abbiamo chiesto alla Prefettura  di relazionare immediatamente come Organo di Governo Territoriale. Ci diranno delle cose e noi ci muoveremo in questa direzione, perché posso dire – come rappresentante di Governo – che l’Italia si è stancata di piangere morti. Basta, siamo stanchi di piangere morti in generale e poi due tragedie cosi ravvicinate alle quali diciamo basta e se è sciatteria o negligenza non va bene. Basta con tutto questo, perché chi deve fare cosa, lo faccia".
È possibile che, anche in questo caso, ci siano dei funerali di Stato?   
"Non lo so, in ogni caso sarebbero delle esequie solenni perché i funerali di Stato sono normati da una Legge particolare; sarebbero esequie solenni ma questa è una competenza del Premier, quindi prima riferisco al Primo ministro e poi vedremo le famiglie che cosa vogliono fare per le salme, tutto nel sacro rispetto delle volontà delle famiglie. Vedremo, perché a quanto ho capito alcune famiglie che hanno subito la perdita dei congiunti erano qui in ferie e non sono del territorio e magari hanno il desiderio di portare le salme a casa. Questo non lo sappiamo a dire la verità. Adesso è il momento di condividere il dolore e dall’altra parte di capire fino in fondo chi doveva fare cosa, fare in modo che sia chiaro chi doveva fare cosa".
Qual è la situazione attuale, cosa sta succedendo, cosa accadrà?
Credo che questo lo possa dire o il Comandante provinciale dell’Arma che ha dei dati precisi in questo momento o la Protezione civile", aggiunge il Ministro. 
C’è qualcosa di certo, quanti sono i morti, quanti dispersi, qual è la situazione, cosa farete adesso?
"La situazione certa in fatto di dati relativi ai numeri non ce l’abbiamo – risponde il Colonnello Piero Sutera, Comandante provinciale dei Carabinieri –  comunque abbiamo dieci deceduti che sono stati identificati, undici feriti che sono stati ripartiti tra gli Ospedali di Castrovillari, Cosenza, Rossano e una bambina è stata trasportata ieri in elisoccorso al Gemelli di Roma in codice rosso, sui dispersi ovviamente lasciamo una riserva ma siamo fiduciosi che la situazione possa anche definirsi in questo modo. Lasciamo una riserva, in considerazione che ci sono dei gruppi che si sono mossi in autonomia e quindi dobbiamo cercare di chiudere il cerchio. Questo è il dato ad oggi aggiornato, al momento".
Ci sono vittime del territorio?
"Ce ne sono alcuni originari anche dell’area circostante al luogo della tragedia, ma sulle provenienze lascerei perché in questo momento non è quello il problema né tanto meno può cambiare le cose, al momento comunque una minima parte".
Al momento, quindi, il problema è capire se ci sono stati degli accessi non autorizzati?
"Dal punto di vista generale ci sono varie situazioni che sono in corso – risponde il Procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla – sono in evoluzione e stiamo cercando di capire dove ci sono stati dei problemi e dove, invece, non ci sono stati. In questo momento è assolutamente preliminare parlare di questo. È stata aperta un’attività d’indagine a carico di ignoti, procediamo per il reato di inondazione colposa, omicidio colposo e omissione di atti d’ufficio a carico di ignoti. Si tratta di ipotesi di partenza per poter lavorare con un quadro completo quando in breve tempo si spera si avranno ulteriori elementi".   
    
         
      

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello: Dieci morti accertati, undici feriti, un numero incerto di numerosi dispersi.
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