Lo Polito: "Le Civiche non hanno ragione sulla chiusura del centro trasfusioni a Castrovillari" In evidenza

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Domenico Lo Polito Domenico Lo Polito

CASTROVILLARI – Non solo disagi ma anche attriti politici, che si inaspriscono ulteriormente, sta ingenerando la delicata questione sulla sanità a Castrovillari. Come detto, tutto nasce dal decreto Scura che da un lato lascia presagire (così dicono le Civiche) la chiusura del centro trasfusionale dell'ospedale di Castrovillari, dall'altro il sindaco Domenico Lo Polito che evidenzia come ciò non possa accadere. Così, a meno di 24 ore dalla riunione urgente della Commissione Territoriale per la Sanità, i pareri continuano a divergere fra chi dice di avere ragione per l'una e per l'altra versione. Dalla sua pagina Facebook il sindaco Lo Polito, nel ringraziare quanti hanno preso parte all'incontro “dando il proprio contributo alla formulazione di un documento di protesta contro il decreto Scura, che incide su servizi importanti quali reumatologia ed oculistica, chiedendone la modifica”, tiene a fare le opportune precisazioni.

«Si tratta -scrive- di un decreto che riduce i posti letto per riabilitazione intensiva, ridimensionando ruoli e funzioni degli ospedali di Lungro e Mormanno». E se tutto è stato positivo, per Lo Polito le Civiche sbagliano a dire "avevamo ragione". «Il fatto -spiega- è che non solo non hanno ragione, il centro trasfusioni non chiude a Castrovillari e non può farlo perché si tratta di un ospedale spoke con 700 nascite all'anno (circostanza, questa, confermata al sottoscritto dal direttore generale Asp), quanto perché dimostrano che l'unica cosa che a loro interessa è coltivare quell'infinitesimale spazio politico che occupano. Ma allora mi chiedo: a che serve la commissione territoriale votata in consiglio comunale all'unanimità se, si chiude una riunione con l'impegno di redigere un comunicato unitario, delegando il sottoscritto alla redazione dello stesso, e poi ognuno esce raccontando una parte dei fatti, piegata ai propri tornaconti politici? Può buttarsi ogni cosa in polemica personale anche quando si discute la sorte della sanità dell'intero territorio? Se non si vuole riconoscere il sindaco della propria città, perché di schieramento opposto, almeno si portasse rispetto ai tanti sindaci e figure istituzionali che si sono seduti, anche con voi delle liste Civiche, intorno ad un tavolo, per intraprendere una battaglia, anche dura, a difesa della salute e non della propria parrocchia politica. La difesa dei cittadini non ha colore politico». Così Lo Polito replica agli avversari politici evidenziando come dall'incontro sia emersa “chiara e forte la determinazione di non fare sconti a nessuno e battersi con qualunque mezzo a difesa del territorio”.

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