A Trebisacce si celebra la giornata mondiale del rifugiato

A Trebisacce si celebra la giornata mondiale del rifugiato
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TREBISACCE - Si è svolta lo scorso martedì 27 giugno a Trebisacce (CS) la “Giornata Mondiale del Rifugiato”. Già da alcuni anni, ormai, la cittadina jonica si fa promotrice di accoglienza nei confronti degli immigrati presenti sul territorio. Quest’anno, il progetto Sprar del Comune di Trebisacce ha organizzato in collaborazione con le Associazioni (La Kasbah Onlus, Coop. Soc. Le Nove Lune Onlus, Passaggi, L’arte delle Nuvole, Cool Frame e ASD Calcio over 40) e con il Patrocinio del Coordinamento Provinciale SPRAR di Cosenza e del Servizio Centrale l’edizione 2017 della Giornata Mondiale del Rifugiato. La giornata si è svolta all’insegna dello scambio interculturale con musica popolare, cibi tradizionali e tanti colori, a far da sfondo il bellissimo lungomare della città.

Alle 17.30 presso il Campo Sportivo “A. Lutri” di Trebisacce si è svolta la “Partita di Calcio Interculturale” tra il Trebisacce Over 40 del Mister Pasquale Corbo e lo Sporting Trebisacce di Mister Antonio Bandiera e della Presidente Giusy Coco.
Qualche ora più tardi all’Anfiteatro trebisaccese sito sul lungomare sono stati adibiti:  un angolo “Narghilè”, una mostra fotografica e proiezione video con protagonisti i beneficiari del progetto Sprar, un grosso telo bianco dove poter lasciare la propria “impronta” a colori, una postazione “10 parole da tutto il mondo” arricchita da cartelli scritti in lingua straniera, uno stand informativo e un profumatissimo buffet “FOOD FUSION” di piatti dolci e salati di differenti tradizioni culinarie, raccontate anche fiabe tratte da “Le mille e una notte” con stralci in lingua originale.
L’obiettivo principale dell’ evento, che si celebra ormai da tre anni, è quello di promulgare lo spirito d’accoglienza, di interazione, di dialogo multiculturale al fine di far mescolare culture che sembrano apparentemente tanto diverse, ma che si ritrovano simili per circostanze di vita. La giornata ha voluto mostrare all’intera comunità quelle che sono le tradizioni, gli usi e i costumi di queste popolazioni che ormai da tempo coabitano nel nostro territorio al fine di garantire una maggiore apertura e tolleranza, favorendo lo scambio tra popoli.

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