Non hanno ancora un nome i resti umani rinvenuti nello Jonio In evidenza

  • Il cranio è custodito presso l'obitorio di Corigliano
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Non hanno ancora un nome i resti umani rinvenuti nello Jonio

CORIGLIANO - Non ha ancora un nome il cranio rinvenuto lo scorso 16 marzo al largo dello Jonio. Le indagini proseguono a ritmo serrato, ma risalire all’identità dei resti umani rinvenuti appare estremamente difficile.
Dopo un primo esame sui resti, effettuato dal medico legale Trotta, il cranio è attualmente custodito presso l’obitorio di Corigliano Calabro.
L’ipotesi che si tratti del trentottenne materano scomparso mesi fa nella zona di Rocca Imperiale durante una pescata, sembra essere la più accreditata. Per il momento nessuna pista resta esclusa. I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro stanno effettuando indagini anche sulle denunce di persone disperse nella zona pervenute negli ultimi mesi.

L’equipaggio del peschereccio “Nicola Andrea” reduce dalla straziante scoperta, è ancora incredulo a quanto è accaduto qualche giorno fa durante la loro quotidiana battuta di pesca. I pescatori hanno assistito con i loro occhi alla presenza di tali resti umani nella rete insieme a tutto il bottino di pesca. Momenti difficili per i tre uomini esperti di mare che, non appena avvisata la Capitaneria di porto, si sono diretti verso il porto di Corigliano Calabro.
Giunti sul posto, dove ad attenderli c’erano anche i Carabinieri di Corigliano, i loro volti sono apparsi provati e commossi ad ormai cinque ore dalla sconvolgente scoperta. I tre pescatori, dei quali uno giovanissimo, non appena diciottenne, si sono messi immediatamente a disposizione degl’inquirenti.
Gli addetti della Capitaneria di porto hanno effettuato un primo sopralluogo di quaranta minuti circa all’interno dell’imbarcazione, prelevando i resti ritrovati. Gli stessi restano tutt’ora a disposizione della Magistratura di Castrovillari in attesa di una risposta concreta nei prossimi giorni.

© Riproduzione riservata
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