Roggiano, Vano (Pd) vuole la verità sulla revoca alla Addino In evidenza

  • Arriva la solidarietà all’ex collega di maggioranza e Giunta
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La presunta scalinata della "discordia" La presunta scalinata della "discordia"

ROGGIANO GRAVINA - In attesa d’una replica ufficiale da parte della “defenestrata” vice sindaco, la politica roggianese vive intensi momenti di fibrillazione. Il prossimo civico consesso vedrà la ratifica della decisione presa dal sindaco Ignazio Iacone e, al tempo stesso, la possibile nomina di un nuovo vicesindaco. Probabile anche un rimpasto di Giunta, poiché l’esecutivo deve sempre avere due componenti femminili.

Il dubbio, però, resta sui numeri che sono davvero sottilissimi: da una parte i sette consiglieri rimasti in maggioranza rispetto ai nove eletti nel 2016; dall’altra i sei che nel frattempo sono lievitati in minoranza, oltre al gruppo di “Insieme per Roggiano”, con le due defezioni avvenute in poco più di un anno. Una di queste è l’unica esponente Pd Pina Vano, peraltro ex assessore. È la prima ad esternarne il suo pensiero soprattutto per sapere “dove sta la verità in merito alle revoche delle deleghe ad Ilenia Addino”. La stessa Vano, intanto “assicura che anche da questa parte può essere fatta una buona, sana e costruttiva politica che salvaguardi gli interessi di tutti i roggianesi”. Esprime pertanto “la più totale vicinanza all' ex collega di maggioranza”, che dovrebbe ritrovare ora in minoranza, con la quale – prosegue – “ho collaborato per poco più di un anno”. L’esponente “democrat” trova un’analogia tra lei e l’ormai ex vicesindaco per “le motivazioni utilizzate del sindaco nella revoca delle deleghe e della carica”. A suo parere, però, “c’è una differenza a dir poco abissale nelle rispettive ragioni, almeno per ciò che si percepisce all’esterno”. In altre parole, alla consigliera Vano non convince la storia che “il tutto sia avvenuto solo per una colata di cemento sull'ex scalinata del centro storico”, perché questa “sarebbe stata solo la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso”. A ragion veduta, quindi, Pina Vano stenta “a capire le vere motivazioni che, invece, si vogliono conoscere, soprattutto perché – a suo dire – oltre ad intimare le revoche alla Addino, potrebbero significare per il sindaco anche la sua caduta, e non certo solo di stile”.
 

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