San Lorenzo, Ciliberti attacca Marranghello e a Rimoli dice: "Dimettetevi" In evidenza

Eugenio Ciliberti durante il comizio Eugenio Ciliberti durante il comizio

SAN LORENZO DEL VALLO - «Marranghello? Cosa ha fatto per migliorare il paese? Troppo facile dare la colpa agli altri. Rimoli? Troppi silenzi e troppe attese. Che fine hanno fatto la trasparenza e la socializzazione?». Eugenio Ciliberti è un autentico fiume in piena: ne ha per tutti, nessuno escluso. Nel corso del suo ultimo attesissimo comizio, il noto imprenditore - che già alla vigilia della campagna elettorale della scorsa primavera era sceso in piazza per dire la sua - ha puntato, senza mezzi termini, il dito sia contro il sindaco uscente Luciano Marranghello che contro l'attuale compagine di governo del sindaco Vincenzo Rimoli.

Bocciato il primo, rimandato il secondo. Ciliberti non era candidato in alcuna lista e, soprattutto, non è un politico di mestiere. Alla demagogia, alle promesse strumentali, all'ipocrisia e alle prospettive disegnate senza alcuna cognizione di causa preferisce in maniera drastica e brutale i fatti. Tutto il resto non gli interessa. Né tantomeno è un politico da passerella, perché antepone l'impegno al ricatto del voto e la concretezza al fumo. E ancora, non è un politico perché ha le idee chiare. E la sua vita e i suoi successi imprenditoriali sono lì a dimostrarlo. «Il fatto che abbia deciso di tenere un comizio suscita perplessità? - ha detto - Lo capisco, ma ho deciso da tempo di prendere parte alla politica amministrativa del paese». Quindi, a mo' di introduzione: «Parlerò sia dell'ex amministrazione che della nuova. Marranghello, dopo 10 anni di gestione, è venuto a fare un comizio tombale, ci ha schiaffeggiato e ha detto di aver fatto ogni cosa per bene. E, addirittura, ha ancora dei sostenitori. I nuovi amministratori, invece, dopo aver “liberato” il paese dall'ex sindaco ci stanno costringendo a doverlo “liberare dai liberatori”. Ad ogni modo, “in medio stat virtus” dicevano i latini. Non chiedo applausi, ma solo di ascoltarmi e di condividere nel vostro animo le mie osservazioni». Ciliberti ha poi aggiunto: «Non ci sono né vinti né vincitori, bensì solo un'amara condizione economico-sociale. Marranghello è un ottimo oratore, ci ha ingannato per lunghi anni, ma ahimè parla bene ma razzola male. Condivido la sua posizione sul dissesto finanziario: non andava dichiarato. D'altro canto era fatto solo per colpire la vecchia amministrazione e metterne in evidenza il fallimento». Quindi, sulla giunta Rimoli: «C'è davvero una sola amministrazione? No, ce ne sono due: una reale e fisica e un'altra virtuale con un burattinaio che tira le fila dietro le quinte e usa la tecnica di tenere tutti in pugno con le sue capacità cattive. Ha avuto rapporti con i nostri dirigenti per anni, conosce i loro “segreti”, ha molti documenti a casa, e sfrutta la loro paura. Ma il paese lo boccia nelle urne». Tornando a Marranghello: «Cosa ha fatto per migliorare davvero il paese? Troppo facile scaricare le colpe sugli altri. Dice che la politica non gli interessa più? In realtà aspetta solo che qualcuno lo proponga. Era stato schiacciato con oltre mille voti di distacco, e adesso è lì, pronto a tornare». E poi giù con la vicenda paradossale legata ai contributi agricoli in un paese assurdamente dichiarato a “vocazione industriale”. Roba da fantascienza! Parole di fuoco anche in merito all'alienazione dell'ex campo sportivo. «Non contesto la vendita - le parole di Ciliberti - ma il metodo. Eh già, perché quando uno parla troppo, qualche fesseria la dice sempre. Nella delibera di vendita si parlava di sollievo della disoccupazione, ma nei fatti questo non è mai stato attuato. Ci sono stati avvisi pubblici per la vendita? No! Marranghello ha venduto un pezzo del paese e lo sport: vergogna! E lo stadio nuovo che aveva promesso l'abbiamo visto solo nei sogni. Ha realizzato solo una gradinata nei pressi dell'abitazione della madre». E ancora: «Quando ci si candida bisogna lasciare fuori gli interessi privati Marranghello conosce le regole, però… Cosa dire del concorso dei vigili urbani? Sicuramente il nipote è stato bravissimo, riuscendo ad avere la meglio anche su una serie di professionisti. Ma mi dicono che a scuola non fosse poi così brillante. E se Marranghello troverà gli estremi per denunciarmi, beh faccia pure. Ha invocato la punizione di San Lorenzo contro i suoi detrattori, ma i santi perdonano, non fanno vendette: solo alcuni uomini le fanno». Sulla nuova amministrazione guidata da Rimoli: «È passato il santo ed è finita la festa. Al di là di qualche parata esibizionista, poi più nulla. Socializzazione a zero. E questo nonostante le grandi attese. Il loro comizio? Noioso.». Ciliberti, impietoso e sarcastico, ha inoltre osservato: «Il numero 3 della maggioranza ha parlato solo di percorsi, ma non abbiamo capito quali. Mentre il numero 2 solo di buche e del loro metodo di misurazione. Dopo 100 giorni di amministrazione hanno detto solo questo. Invece, sarebbero dovuti venire in piazza e andare a ritroso ripercorrendo tutte le tappe della passata gestione Marranghello per analizzare la situazione economica dell'ente e capire cosa era successo». Sul dissesto: «Le spese legali relative al ricorso presentato dalla minoranza gravano sul bilancio comunale e potevano essere evitate. Anche perché alla fine non hanno nemmeno avuto la coerenza di restare fermi sulla loro decisione». Sulla sparizione delle cartelle con le pezze giustificative dell'Economato: «Quella del 2014 è stata ritrovata e dagli scontrini colesterolici emergono cene, cenette e via dicendo. Eppure la nuova amministrazione ha preferito il silenzio. Così come ha fatto per la gestione ed i contributi della Multiservice. Senza mai puntare il dito contro gli ex amministratori. È questa la trasparenza e l'amministrazione partecipata di cui parlavano? Non si vergognano? Non gli resta altro da fare che chiedere la “vicinanza” di Marranghello, tanto il “gancio” ce l'hanno». L'imprenditore ha poi rivendicato: «Io dico no alle lobby, non me ne fotte niente. Non ho paura di loro e pago regolarmente le tasse: con 55mila euro all'anno sono uno dei primi, se non il primo contribuente del paese e nessuno può tapparmi la bocca. Resto un uomo libero. Non ho mai chiesto inciuci e non difendo interessi di parte. Rispetto Rimoli, ma non il suo silenzio». E se in campagna elettorale aveva appoggiato proprio il progetto politico di Rimoli, ora rivela: «Mi sono battuto per una lista più qualificata, ma invano. E questo è il risultato. Tra graduati e soldati semplici». Dito puntato anche contro la situazione caotica e pericolosa del traffico, contro la mancanza di dossi artificiali («Non li mettono per via delle ambulanze? Ridicolo: allora non dovrebbero metterli da nessuna parte!») e contro l'affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti ad una ditta di Corigliano Calabro. Sul centro anziani: «Avevamo pensato ad un centro di aggregazione e di ritrovo, nonché ad allestire delle mense in occasione delle festività per i poveri e per coloro che non hanno parenti con cui condividere quei momenti». Ciliberti ha, inoltre, manifestato perplessità anche in merito alla conferma dei dirigenti («Quando si cambia amministrazione di solito si cambiano. Qui, invece, è rimasto tutto uguale») e all'orario di ricevimento degli uffici comunali («Hanno tutto questo carico di lavoro? Assurdo»). Sui vigili urbani: «Non esistono. Viviamo in un paese senza regole, in mezzo ai parcheggi abusivi. Hanno detto ai vigili di chiudere un occhio? Ma se già dormono!». Ciliberti, sempre più a suo agio nelle inedite vesti di “osservatore”, si è poi soffermato su un impegno che l'attuale sindaco Rimoli avrebbe assunto in campagna elettorale nella sede del Movimento politico cittadino “San Lorenzo libera - Bene comune”. «Chiedo ufficialmente a Rimoli, che è una persona seria - ha detto - se ha intenzione di mettere effettivamente il suo stipendio da sindaco a disposizione dei bisognosi. Contribuirò, così come può fare chiunque, anch'io a questo fondo. Lo facciamo?». Sempre più deluso, l'imprenditore ha sottolineato: «Povero paese: prima era in mano all'arroganza manifesta, adesso a quella nascosta e degli inciuci. Prima c'era la democrazia negata, ora sospesa». E ancora sul dissesto: «Avevate detto che fare il bilancio significava imbrogliare. Adesso vi apprestate ad approvarlo: se siete coerenti, non fatelo. Ma se proprio volete, almeno restituite di tasca vostra i 15mila euro di spese legali. Vi chiedo un atto di dignità amministrativa: dimettetevi!». Dopo aver, quindi, auspicato il coinvolgimento delle figure intellettuali del paese nell'ambito della gestione amministrativa del paese, Ciliberti ha proposto la costituzione di una lista unica composta da professionisti «affiancati da soldati semplici» al fine di «salvare il paese all'insegna dell'onestà e della trasparenza».

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