Esaro, amianto a Triscioli problema comprensoriale In evidenza

  • Chiesti alla Regione lo smantellamento e la bonifica
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I capannoni di amianto a Triscioli I capannoni di amianto a Triscioli

SAN MARCO ARGENTANO - L’amianto presente sui capannoni dismessi di un’ex fabbrica di laterizi in località Triscioli di Santa Caterina Albanese è un problema comprensoriale. Geograficamente, infatti, l’ormai famosa zona dov’è ubicata questa vera e propria “bomba ecologica” appartiene al comune santacaterinese.

La stessa, però, si trova praticamente al confine tra Fagnano Castello e San Marco Argentano ed ha altri comuni, ad esempio Malvito e Roggiano Gravina, non molto lontani dal sito. Non a caso i comuni interessati e confinanti hanno deliberato di recente in merito, chiedendo alla Regione Calabria l’intervento urgente e straordinario per la bonifica dell’amianto presente presso l’ex opificio. «I capannoni ed i resti della fabbrica abbandonata da anni e le cui vicende – si legge nell’atto del Comune sammarchese – si sono concluse con sentenza di fallimento dell’11 novembre ’98 del Tribunale di Cosenza sono note a tutti». La curatela fallimentare, però, non ha mai posto in essere alcuna misura di messa in sicurezza del sito né tantomeno di bonifica dell’area interessata, anzi, s’è opposta all’Ordinanza 18/2010 con la quale il sindaco di Santa Caterina ha ingiunto al curatore la messa in sicurezza dell’area. Il Tar ha concesso la sospensiva dell’ordinanza sindacale, ma il giudizio di merito si è poi concluso con il rigetto del ricorso presentato dalla curatela cui compete - per legge - l’obbligo della messa in sicurezza e bonifica. A tutt’oggi ancora nulla, nonostante il sito rappresenti un luogo d’alta pericolosità per la salute pubblica, come più volte accertato dai numerosi interventi per la valutazione delle condizioni ambientali. Il persistere dello stato d’altissimo rischio sanitario è stato comunicato più volte sia alla Prefettura che all’Arpacal (Centro geologia e amianto) ed all’Asp (Area territoriale di Castrovillari, Dipartimento di prevenzione) per gli adempimenti competenza ed il comune di Santa Caterina è impossibilitato a sostenere le spese necessarie alla bonifica del sito. L’area ora è sotto sequestro da parte dei Carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano per lo stato d’abbandono, il degrado delle coperture in cemento-amianto, la presenza di presenza di rifiuti illecitamente abbandonati. Alla Regione Calabria, quindi, la richiesta di farsi carico dell’intervento urgente e straordinario finalizzato alla bonifica delle strutture dell’ex fabbrica di laterizi. Gli atti, oltre che al Presidente della Giunta Regionale, sono stati inviati all’Autorità Giudiziaria competente; all’Asp, all’Arpacal, al Wwf ed all’Ona, Onlus molto vicina al problema amianto.  

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