Diga Esaro, ex lavoratori e sindacalisti in onda stasera su Tv7 (Rai Uno) In evidenza

  • L’inviato Riccardo Giacoia è stato sul cantiere dell’Invaso
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L’inviato Riccardo Giacoia intervista un operaio sul cantiere dell’Invaso L’inviato Riccardo Giacoia intervista un operaio sul cantiere dell’Invaso

MALVITO  - In Italia ci sono ben 31 opere idriche incompiute: dighe, impianti d’irrigazione, adduttori ed altre. Spesso sono state interrotte per contenziosi sugli appalti, interruzioni del finanziamento o ragioni diverse. Per realizzarle sarebbero sono già stati utilizzati finanziamenti per oltre 537 milioni di euro la stima del costo per ultimarle è di oltre 620 milioni. Le regioni che hanno più incompiute sono la Campania e la Calabria con sette a testa, e tra queste la Diga sull’Alto Esaro.

Per scandagliare l’attuale situazione c’è stata sul cantiere dell’Invaso una troupe di Tv7, il settimanale d’approfondimento del Tg1 che andrà in onda stasera 27 ottobre, dopo le 23,30, sulla rete ammiraglia della Rai. L'inviato, Riccardo Giacoia, ha avuto modo di sentire gli umori di ex lavoratori di Malvito e Sant’Agata d’Esaro e sindacalisti, questi ultimi della Filca - Cisl con il segretario generale calabrese Mauro Venulejo, accompagnato da Franco Ventarola e Franco De Vuono. Nel corso delle riprese la parola “amarezza” s’è mescolata a “speranza”, perché se è vero che l’opera rappresenta un monumento allo spreco con i diversi miliardi di vecchie lire spesi ed i successivi milioni di euro, a volte neanche utilizzati, è altrettanto vero che il suo eventuale completamento può e forse dev’essere il possibile sviluppo dell’intero comprensorio dell’Esaro. «Questa diga s’ha da fare», insomma è l’appello che parte dai cantieri dismessi di un Invaso che sarebbe dovuto essere uno dei più grandi d’Europa. E la sollecitazione giunta va a collimare con quanto asserito dal presidente della Regione Mario Oliverio lo scorso 30 settembre proprio a Malvito, quando - spiazzando anche qualche scettico - ha detto chiaramente che «la diga dell’Esaro si farà». Si potrebbe così offrire finalmente alla Calabria un bacino d’acqua per l’agricoltura, l’energia elettrica e per gli usi civili e potabili, vista anche la siccità patita la scorsa estate. Nella conferenza Stato-Regioni, infatti, la Calabria ha discusso del problema siccità. E per fronteggiarlo la Regione ha definito un piano-dighe che, in parte, sarà finanziato da risorse già programmate, ma che dovrà trovare sostegno e copertura nel programma nazionale dighe con adeguate risorse da prevedere in parte nella prossima legge di stabilità ed in parte da negoziare in sede europea.

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