Diga Esaro, si torna a parlare dell’Invaso ancora incompleto

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Diga dell'Esaro, lavori fermi da alcuni anni Diga dell'Esaro, lavori fermi da alcuni anni

SANT’AGATA D’ESARO - A seguito della recente notizia che il presidente regionale Mario Oliverio darà corso ad una serie d’incontri e sopralluoghi con i tecnici per verificare lo stato dell'arte di alcuni invasi calabresi tra i quali l’Esaro, si è riacceso il dibattito attorno alla Diga incompleta. Intanto, sono stati promossi una serie d’incontri con tutti i soggetti competenti che hanno responsabilità nell’utilizzazione dell'acqua, al fine di far fronte anche in Calabria all’emergenza siccità.

Sulla questione “Invasi” connessi anche all’idropotabile, il primo ad intervenire sulla vicenda “Alto Esaro” è l’ex sindaco di Malvito Fulvio Callisto, oggi capogruppo di minoranza. «Pare che l’iniziativa – afferma l’ex primo cittadino – s’inquadri, da un lato, nel percorso per la definizione delle “Grandi opere incompiute” e, dall’altro, nella più ampia strategia per la difesa dai cambiamenti climatici. Pur senza facili illusioni – prosegue – i sopralluoghi vanno intesi quale ricognizione dello stato in cui versano le opere, oltre ad essere una tappa per focalizzare le azioni da intraprendere per riavviare prima possibile i lavori delle opere sospese o abbandonate, com’è il caso della diga sull’Esaro a Cameli di Malvito». A parere di Callisto «una grave responsabilità va ascritta alla giunta regionale presieduta da Scopelliti e, per la diga dell’Esaro, alle Amministrazioni locali di Malvito e di Sant’Agata che non hanno saputo incalzare il governo regionale e la classe dirigente per affermare e confermare il valore strategico dell’opera rispetto allo sviluppo della Calabria». Solo a dicembre del 2015 «si tornò a parlare correttamente della diga dell’Esaro, dopo anni di malcelate avversioni locali e di cervellotiche proposte alternative come quella di voler ricavare dall’intera area un campo da golf». La maggioranza che ancora governa Malvito, comunque, all’epoca prese le distanze “in modo categorico dal paventato progetto alternativo” come ribadì il capogruppo Walter Maccari. Esiste, quindi, la possibilità che attraverso i due milioni di euro stanziati nel “Patto per la Calabria”, firmato il 30 aprile 2016, si possa riaprire uno studio di fattibilità inerente il completamento della diga dell’Esaro. «Il tutto, però – conclude Callisto – va approvato e concluso entro quest’anno».



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