I sindaci arbëreshë si incontrano a Spezzano per avviare il processo di unificazione dell'Arbëria In evidenza

I sindaci dell'Arbëria I sindaci dell'Arbëria

SPEZZANO ALBANESE – L'Arbëria si incontra e manifesta la propria volontà di fare fronte comune nel far sentire la propria voce alla politica regionale. È questa la sintesi di una serata in cui ben 11 sindaci di comunità albanofone della provicincia di Cosenza, ieri sera a Spezzano Albanese, si sono incontrati per avviare i lavori di collaborazione al fine di ridefinire i confini di quella città “virtuale” che conta circa 40mila abitanti e chiamata, appunto, Arbëria.

Ad ospitare la serata è stato il sindaco spezzanese Ferdinando Nociti il quale, nel saluto ai colleghi, ha evidenziato la soddisfazione per essere riuscito a riunire la “quasi completessa dei sindaci arbëreshë”, nel suo progetto di promuovere queli attrattori che caratterizzano la comunità locale quale, appunto, l'albanesità.
«Dobbiamo costruire e costituire l'arbëria -ha detto Nociti-, in senso lato. Unire la Calabria, l'Italia e l'Albania facendo un salto di qualità. Le leggi sono state un fallimento, con pochi spiccioli che si sono dovuti dividere senza poter fare grandi cose. Si tratta di una battaglia importante da affrontare». Lo stesso, inoltre, ha riflettuto sulla situazione spezzanese che da un lato annovera la popolazione più ampia in Italia ma che si trova a rischio poiché “circondato da tre paesi italioti”. «Da tempo ormai -ha detto- i matrimoni misti stanno mettendo in pericolo la nostra peculiarità visto che stiamo rischiando la perdita dell'identità e della lingua». Così nel suo progetto Nociti ha evidenziato la necessità di creare un fronte comune al fine di essere “protagonisti nel ruolo di intermediari fra iIalia e Albania”, il tutto facendo l'appello ai sindaci di “essere uniti”. E l'unione è stata richiesta anche nel lavorare a progetti condivisi che possano portare pure ad avere un “programma estivo condiviso” fra i comuni arbëresh.
Per il sindaco di San Demetrio Corone, Salvatore Lamirata, l'appuntamento spezzanese è stato importantissimo poiché fino ad oggi è “mancato il guardarsi in faccia”. Per il collega di San Martino di Finita, Armando Tocci, le “distanze non agevolano le unioni” ma propone di ripetere gli incontri con cadenza periodica e programmata. Per Gianni Gabriele, sindaco di San Giorgio Albanese, questo incontro dovrà essere “l'inizio di una nuova vita di tutta l'arbëria. Abbiamo bisogno -ha detto- di conoscerci, stiamo assieme, questo è lo spirito giusto”.

I sindaci alla fine dell'incontro

Giuseppe Rizzo, sindaco di Cerzeto, chiama i colleghi a compiere “un cambio di passo” che, dice, “deve essere politico”. «Occore incontro con il presidente Oliverio dopo esserci costituiti -sottolinea- per dire che ci siamo. Da qui -conclude- bisogna passare all'azione e fra le vorie cose si deve costruire una filiera turistica che oggi manca».
Per il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, bisogna «far partire una macchina senza guardare al colore politico. In Albania -afferma- ci amano più del governo italiano. Facciamo la battaglia insieme». Angelo Catapano, sindaco di Frascineto, lamenta la mancanza del dato politico. «Non c'è -afferma- il riconoscimento da parte di chi deve avere attenzione verso queste cose. Ci sono tre minoranze in Calabria e alla Regione  manca un assessorato».
All'incontro, inoltre, erano presenti il sindaco di Santa Sofia d'Epiro, Gianfranco Ceramella, di Vaccarizzo, Antonio Pomillo, di san Benedetto Ullano, Rosaria Capparelli, e di San Cosmo Albanese, Damiano Baffa.

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