Acqua non potabile a Spezzano, un cittadino dà mandato ad un legale In evidenza

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SPEZZANO ALBANESE – Il problema dell'acqua potabile torna a interessare la cittadina di Spezzano Albanese. È di ieri, infatti, l'ordinanza firmata dal sindaco Ferdinando Nociti che impone il divieto di utilizzo dell'acqua potabile per consumo umano ed alimentare in tutto il territorio del comune di Spezzano Albanese ad esclusione dello Scalo e delle Terme cittadini. Nel documento si legge come l'acqua possa essere utilizzata “solo per scopi domestici e pulizia personale (tranne il lavarsi i denti), e ad uso potabile dopo bollitura di almeno dieci minuti”.

La decisione, si legge nel documento del sindaco, si sarebbe estesa a tutto il territorio comunale a scopo “cautelativo”, fino a quando la situazione non rientra nei limiti di legge, considerato che dalle analisi dell'Asp di Cosenza emerge la non potabilità della distribuzione idrica in località San Giovanni e zone limitrofe.
Ieri sera, quindi, l'amministrazione comunale ha ritenuto necessario anche far girare un'auto che annunciasse la non potabilità dell'acqua. La cosa, lo ricordiamo, era stata sollevata su queste colonne dal consigliere di minoranza Luigi Serra che, appunto, lamentava la problematica nella località San Giovanni e anche in altre zone del paese. Lo stesso Serra, nella precedente legislatura guidata dall'allora sindaco Giovanni Cucci, si era reso protagonista di una battaglia personale sull'acqua che lo aveva portato a prendere le distanze dalla sua stessa maggioranza. La cosa, a quanto pare, oggi ha dato fastidio anche a qualche cittadino spezzanese che ha dato mandato al proprio legale, Luciano Marranghello (ex sindaco di San Lorenzo del Vallo), per essere difeso “nei suoi diritti in relazione alla grave vicenda della non potabilità dell'acqua”. Se la cosa sia o no strumentale da parte del cittadino non ci è dato sapere, sicuramente interessante è la posizione di Marranghello che parla di “inequivocabile responsabilità di soggetti istituzionali”. Nella sua nota lo stesso legale evidenzia come «Le conseguenze sul piano del pregiudizio alla salute possono essere molteplici e i relativi effetti, in molti casi, potrebbero anche manifestarsi nel tempo. Peraltro la notizia della non potabilità dell’acqua crea inevitabilmente un danno patrimoniale anche alle attività economiche di ristorazione e di somministrazione di alimenti e bevande locali, essendo l’acqua un elemento fondamentale e necessario per l’attività stessa. Nei prossimi giorni -promette-, nell’interesse del mio cliente, avvierò i conseguenti atti di legge». Gli sviluppi, quindi, nelle prossime puntate.

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