Imprenditori della Ss534 bloccano lo Scalo di Spezzano Albanese In evidenza

  • Le imprese devono avere 4,5milioni di euro dal gruppo Vidoni
Imprenditori della Ss534 bloccano lo Scalo di Spezzano Albanese
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SPEZZANO ALBANESE - È decisa la protesta delle imprese che lavorano sulla Ss534 e che stamattina hanno stabilito di manifestare pacificamente al quadrivio di Spezzano Albanese Scalo. Oltre 4 mesi il fermo dei cantieri sull'importante bretella di collegamento fra lo svincolo autostradale di Firmo e la Ss106 jonica e 4,5 milioni di euro che la ditta Vidoni deve erogare alle imprese che stanno lavorando nei cantieri. Il tutto con gravi ripercussioni sull'utenza che, quotidianamente, si ritrova a percorrere quella strada. La manifestazione, annunciata nei giorni scorsi dal coordinatore degli imprenditori Pasquale Bauleo, si è aperta intorno alle 8 con il raduno dei manifestanti nei pressi del bivio della Ss283 di Torre Mordillo.

Un importante dispiegamento di Forze dell'Ordine (Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza) ha presidiato la zona nei due punti nevralgici della protesta. Intorno alle 9 i manifestanti hanno imboccato la Ss283 e a piedi si sono diretti verso il bivio di Spezzano. Imponente la colonna di traffico creatasi per chi proveniva da Sibari verso lo Scalo arbëresh. Nel gruppo dei manifestanti da notare la presenza del sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, accompagnato alla consigliera Maria Silella, del sindaco di Firmo, Gennarino Russo, del già sindaco di Cassano Jonio Gianni Papasso. Evidente, come qualcuno ha sottolineato, l'assenza dei sindacati, che non molti mesi fa si erano resi protagonisti di un'altra imponente manifestazione, e dei sindaci o rappresentanti istituzionali di Spezzano Albanese, comune in cui è avvenuta la protesta. Per il primo cittadino di Firmo, Gennarino Russo, molte sono le criticità che si stanno rilevando. «Andiamo incontro alla stagione estiva -ha affermato-, con tutte le aziende del comparto agricolo di Cammarata che avranno notevoli difficoltà per raggiungere il posto di lavoro. Ci sono lavori sospesi dal mese di ottobre, per un rimpallo sicuramente di responsabilità tra aziende, committente e gruppo Vidoni. Le aziende locali che forniscono i servizi lamentano un arretrato che ammonta a oltre 4milioni di euro e la cosa si ripercuote sul traffico locale. Firmo e Sibari sono i centri che sicuramente ne risentono di più, ma ne risentono anche i centri di Spezzano Albanese, Cassano allo Jonio e Castrovillari. Tutti passano da questa importante bretella. I lavori, se dovessero riprendere, non si ultimerebbero se non entro almeno 10 o 12 mesi, con le difficoltà che si protrarranno. Ci auguriamo che la vertenza a livello ministeriale possa essere seguita, come avevano promesso di fare sia Vidoni che Anas in seduta col prefetto. Siamo qui per dare sostegno alle imprese, agli imprenditori agricoli e ai cittadini che si lamentano con noi sindaci per le difficoltà del traffico locale. L'iniziativa di oggi è legittima e organizzata ad hoc, perché i tavoli istituzionali non sono riusciti a sbloccarli, siamo qui insieme alla nostra gente a protestare». Dal canto suo il sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, che nei giorni scorsi aveva organizzato nel centro del Pollino un tavolo per parlare di questo argomento, ha affermato: «È un problema serio che investe un po' tutti i settori, dalla viabilità (perché chi viene dallo Jonio verso il tribunale ha grosse difficoltà) agli imprenditori del settore agricolo. Tutti hanno grosse difficoltà perché i mezzi non riescono ad arrivare con facilità. Le imprese hanno anticipato somme e adesso rischiano di saltare e con esse anche i lavoratori. Quella che doveva essere la soluzione al problema sta diventando un problema, perché essendo un finanziamento comunitario c'è il rischio concreto che, se non vengono rendicontate entro marzo 2017, le somme debbano essere disinvestite e non esiste un altro finanziamento Anas per completare i lavori e si rischia che questa situazione la si ritrovi per diversi anni. Le istituzioni con lavoratori, sindacati e imprese devono sollecitare la risoluzione del problema. Ecco perché nell'incontro a Castrovillari è venuta Anas. Se l'impresa che si è aggiudicata i lavori non è in grado di continuare, o va riappaltata alle altre che seguono in graduatoria oppure va fatta una cessione di ramo d'azienda se c'è qualcuno in grado di proseguire. Metteremo in campo tutte le forze affinché la situazione si risolva immediatamente, anche perché poi non ci saranno i tempi per completare i lavori». Dal canto suo il promotore dell'iniziativa, Pasquale Bauleo, ha affermato: «Siamo stati costretti fare questa iniziativa, creando anche un po' di disagi e chiediamo scusa a tutti, ma siamo imprenditori, quelli che stavano lavorando sul quarto macro lotto della Ss534. Da ottobre in poi il gruppo Vidoni non ci ha più pagati, per un importo di 4,5milioni di euro, 20 imprese e 350 dipendenti. Abbiamo aspettato pazientemente, ci siamo recati più volte a Udine per capire i veri problemi. Ma abbiamo capito che la società era in grossa crisi finanziaria. Abbiamo chiesto un incontro al vice prefetto Greco che ha subito parlato col prefetto Tomao il quale, il 3 febbraio, ci ha convocati a Cosenza con tutte le parti. In quella riunione è venuto fuori che giorno 10 a Roma ci sarebbe stato un incontro dove si sarebbe parlato dei nostri problemi. Ciò non è accaduto, l'incontro è saltato e non sappiamo le ragioni. Questa mattina lo scopo della manifestazione è quello di pretendere, abbiamo già fatto richiesta al Prefetto, di convocare urgentemente un tavolo di trattativa ai massimi livelli dell'Anas, in modo che blocchino i soldi che Vidoni deve prendere e i soldi vengano dati alle imprese fornitrici e prestatori dei servizi, per pagare gli stipendi dei dipendenti. La nostra vocazione è lavorare non manifestare. Possibile che dobbiamo essere noi a sollevare il problema e nessuno dice nulla?». Sul posto anche Gianni Papasso che ha affermato: «Credo sia doveroso, per chi sul territorio svolge un ruolo pubblico, essere qui. Sono stato sindaco fino a 4 mesi fa, poi mi hanno cacciato, perché così è, ma io non ho mai smesso di fare il sindaco di strada. Mi considero un sindaco in cassa integrazione, e aspetto fiducioso le elezioni di giugno, quando saranno i cittadini a stabilire se io devo continuare o meno a fare il sindaco, non possono essere 10 persone a decidere su oltre 5mila che mi hanno eletto. Da parte mia è doveroso stare sul territorio, soprattutto quando ci sono tensioni sociali, stare accanto a lavoratori e imprenditori per la soluzione di problemi che riguardano gli imprenditori che adesso rischiano di saltare perché non vengono pagate. Solidarietà a imprese e maestranze, ma chiediamo qui che fine farà questa strada. In Calabria ogni morte di papa si fa un'opera pubblica di una certa consistenza, poi quando questa inizia non vede mai la fine. E allora, chiediamo ad Anas e Governo un impegno forte perché i lavori possano essere completati. Ci accingiamo ad entrare nella stagione estiva e i turisti per raggiungere le nostre zone avranno tantissime difficoltà. Siamo un territorio anche agricolo e per commercializzare i nostri prodotti ci sono serie difficoltà. Sono quasi 5 mesi che i lavori sono fermi e abbiamo visto solo dichiarazioni. Sollecitiamo anche inizio lavori della Sibari-Roseto Capo Spulico, che è un macro lotto direttamente collegato con la Sibari-Firmo».
Intorno alle 10.30 il presidio si è sciolto in attesa di sviluppi.

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