Il Sindaco di Sant'Agata riaccende la questione della Diga dell'Esaro

Il Sindaco di Sant'Agata riaccende la questione della Diga dell'Esaro
SANT’AGATA DI ESARO - Il sindaco di Sant’Agata d’Esaro, Luca Branda, riaccende le attenzioni sulla delicata vicenda della Diga dell’Esaro con una lettera ai propri concittadini. Infatti, nel documento informa del consiglio dello scorso 21 dicembre in cui si è “discusso sull’annosa questione” e ci si è “confrontati sulla necessità di prendere atto, con urgenza e realismo, del fallimento del progetto di costruzione di quella che sarebbe dovuta diventare la più grande diga d’Europa e che, invece, è diventata una delle opere incomplete più costose d’Italia”.
Così Branda punta il dito contro quella che ritiene essere divenuta la causa “dell’impoverimento del territorio”, informando come il Consiglio abbia valutato la possibilità “di intraprendere un percorso diverso rispetto a quello degli anni passati”. «Un percorso -scrive il sindaco- che possa portare ad una soluzione definitiva di questa vicenda per farci riprendere il nostro territorio e restituirlo alla nostra gente». È noto, infatti, come Branda abbia proposto in passato la realizzazione di un grande campo da golf con strutture ricettive annesse da far sorgere al posto della Diga. Ad ogni modo nella missiva il sindaco aggiunge: «In questa triste e infinita vicenda, il nostro Comune e tutti noi cittadini, siamo la parte lesa e oltraggiata per tutto ciò che ci è stato negato e, soprattutto, per i numerosi e gravi danni che abbiamo subìto, che hanno pesantemente compromesso il tessuto ambientale ed economico del paese. Danni ambientali permanenti per il territorio dovuti al fatto che la “confisca” dei terreni ha comportato il venir meno di ogni cura del territorio, con l’abbandono di una vastissima zona all’incuria più totale». A ciò si aggiunge la “compromessa possibilità di sviluppo della zona” con conseguente “impoverimento della popolazione”. Insomma, per Branda la diga “non s’adda più fare” e vuole attivare ogni strumento di legge per “agire su più fronti”, quindi il consiglio ha deliberato di conferire incarico a legali per acquisire pareri su “problematiche relative alle azioni e/o omissioni nella realizzazione dell’opera”; valutare “soluzioni alternative di gestione del territorio, posto che la mancata esecuzione dell’opera pubblica non può risolversi in un totale abbandono del territorio”; valutare se c’è la possibilità “di risarcimento dei danni a favore dell’Ente comunale e della cittadinanza”; esaminare gli elementi “che riguardano il danno ambientale creatosi a causa dello stravolgimento del territorio”; valutare ogni altro aspetto che “possa permettere all’Ente di attivare azioni in sede civile, penale e amministrativo per tutelare gli interessi e i diritti del Comune”. Su queste note, Branda si dice non più disposto ad “assistere passivamente alle false promesse dei politici di turno”.
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