Attivate ad Acquaformosa borse lavoro per migranti

Attivate ad Acquaformosa borse lavoro per migranti
ACQUAFORMOSA - È stata approvata dalla giunta comunale di Acquaformosa la presa d’atto della convenzione, fra l’ente municipale e l’associazione Don Vincenzo Matrangolo per l’attivazione di borse lavoro per i rifugiati residenti nel piccolo borgo arbëresh.
A darne notizia è il sindaco Gennaro Capparelli il quale fa sapere che con questa convenzione il comune utilizzerà gli ospiti del progetto Sprar per lavori di pubblica utilità. «Attualmente -afferma il sindaco- lavorano quattro immigrati assegnatari di borsa lavoro da parte dell’associazione», cosa che porta benefici sia sotto il profilo prettamente lavorativo che sotto quello sociale, considerato che in questo si aggiunge un importante tassello nella direzione dell’integrazione. A ciò si unisce il finanziamento del progetto Sprar per minori non accompagnati che è stato accordato qualche giorno fa allo stesso comune di Acquaformosa, che risulta essere tra gli enti che sono stati ammessi a finanziamento dal ministero dell’Interno. Stando alla convenzione firmata fra il comune e l’associazione, si precisa come la Borsa Lavoro sia uno strumento educativo/formativo utile a facilitare l’inserimento nel mercato del lavoro di soggetti appartenenti alle cosiddette fasce deboli, il tutto attraverso un’esperienza lavorativa. Nella premessa, inoltre, si precisa che le associazioni che gestiscono progetti Sprar possono attivare borse lavoro o promuovere tirocini di formazione e orientamento. In quest’ottica, dunque, il comune di Acquaformosa, noto alle cronache per essere stato fra i primi in Calabria ad aver aperto le porte, assieme al comune di Riace, ai richiedenti asilo provenienti da territori afflitti, ha deciso di investire sulle persone che sono ospitate nella comunità che conta a stento mille anime. In tal senso i quattro immigrati sono stati impiegati per fare pulizie nel centro storico. «Evidente -commenta Capparelli- il contributo che danno alla cittadinanza intera in quanto le borse lavoro che vengono assegnate ai migranti si riferiscono a lavori di pubblica utilità. Una rifugiata politica, che insegnava inglese all’università del Kuwait, organizzerà, invece, sempre mediante assegnazione di una borsa lavoro da parte dell’associazione, un corso di inglese, aperto a chiunque sia interessato, della durata di 1 mese. Queste iniziative, molto apprezzate dalla popolazione, comunque rafforzano ancora più l’integrazione con gli acquaformositani, e il particolare legame di stima e rispetto reciproco che fa della mia cittadina un esempio non solo di accoglienza ma soprattutto di integrazione».
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