Sciopero dei dipendenti del Consorzio di Bonifica, occupata la diga del Farneto

Sciopero dei dipendenti del Consorzio di Bonifica, occupata la diga del Farneto
ROGGIANO GRAVINA Stato di agitazione per i dipendenti del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini Settentrionali del Cosentino che, ieri mattina intorno alle 8, si sono ritrovati sulla diga del Farneto, nel comune di Roggiano Gravina, occupandola, decisi a far sentire il proprio grido di allarme. Secondo quanto riferiscono i rappresentanti interni dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, il blocco delle attività proseguirà ad oltranza, almeno fino a che le istituzioni e i rappresentanti dell’Ente non prospetteranno un’azione concreta per la risoluzione della questione.
Sono circa 60 gli operai rimasti senza stipendio da sette mesi, che oggi, dopo “le tante promesse mai mantenute”, hanno deciso per la mobilitazione. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, e gli organi di informazione, solo nel pomeriggio intorno alle 16 il presidente e il vice presidente del Consorzio sono giunti sul posto, e secondo quanto trapela hanno promesso di sottoporre immediatamente lo stato dei fatti ai vertici della politica regionale. Sulla questione, lo ricordiamo, molte le discussioni che si sono susseguite nel corso dell’ultimo anno, e in particolare dal mese di luglio i rappresentanti delle istituzioni e del Consorzio si sono incontrati in diverse occasioni per affrontare il problema. L’ultima, in ordine di tempo, lo scorso 6 novembre quando i rappresentanti del Consorzio e alcuni sindaci del comprensorio avevano incontrato il governatore della Calabria, Mario Oliverio, in quell’occasione erano 6 le mensilità arretrate. A margine del colloquio era emersa la volontà di cercare una soluzione che garantisse continuità nei pagamenti per i dipendenti. A circa tre settimane nulla è cambiato tranne che le mensilità sono ora arrivate a 7. «Abbiamo garantito i servizi essenziali che il Consorzio eroga -spiega Carmelo Aiello, rappresentante sindacale- per non lasciare gli agricoltori senz’acqua. Viviamo appesi ad un filo dal 2011, riceviamo lo stipendio a singhiozzo, sempre con notevoli ritardi». Secondo quanto riferiscono da più parti, è mancata una azione concreta di riordino da quando il Consorzio Sibari Crati è stato inglobato in quello dei Bacini Settentrionali. «La Regione -spiega Aiello- deve al Consorzio 4 milioni di euro, debiti pregressi, certificati ma che non sono stati erogati.
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