Mario Gaudio

Mario Gaudio

Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

Long Island, 1922. Il giovane e rampante Jay Gatsby allieta centinaia di persone con sontuose feste capaci di attirare nel suo giardino una variegata umanità amante della vita e dei più stravaganti divertimenti. Lo stesso padrone di casa − elegante, ricco e misterioso − sembra godere di queste atmosfere che si consumano tra luminarie, note di jazz e il fruscio degli eleganti abiti femminili. C’è, tuttavia, una ruga che offusca impercettibilmente la fronte serena del giovane milionario e ne condiziona l’esistenza. Si tratta di un antico e mai sopito amore conclusosi, cinque anni prima, a causa della sua non florida situazione economica.

I colori dell’Arbëria protagonisti del film su Van Gogh

ROMA - Lo scorso 3 gennaio, presso la multisala “Eurcine” di Roma, si è tenuta la prima proiezione del film “Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità”, ultima fatica del regista statunitense Julian Schnabel.
La pellicola porta sul grande schermo la vita e i tormenti di Vincent Van Gogh (magistralmente interpretato da Willem Dafoe), genio indiscusso del pennello e talentuoso alchimista dei colori che affidò ad un colpo di pistola la fine della sua creativa e fragile esistenza.

Inaugurata a Lungro la mostra del pittore Senise

LUNGRO - Col favore di una gradevolissima serata estiva, è stata inaugurata venerdì 3 agosto, presso la sala consiliare di Lungro, la mostra pittorica del maestro Francesco Senise.
La manifestazione ha avuto inizio col prezioso intervento di Antonino Martino, consigliere comunale con delega alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, che ha evidenziato, tra colte citazioni di Kant e Walter Benjamin, la necessità di ricercare le proprie radici e coltivare la bellezza della storia affinché si costruisca quell’incentivo capace di trattenere le nuove generazioni nelle non molto fortunate terre calabre.

"Alchimie di Versi" di Giuseppe Cuda

Scrivere è sempre stato un atto di coraggio, ma farlo in Calabria – lasciando, tra l’altro, le comodità della prosa per cimentarsi con i ritmi del verso – è addirittura segno di eroismo. Se a compiere tale impresa è poi un giovane, il plauso diventa d’obbligo e la riflessione necessaria.

Il mestiere di vivere di Cesare Pavese

Per comprendere appieno “Il mestiere di vivere” occorre partire dall’ultima annotazione scritta dal suo autore il 18 agosto 1950, appena tre mesi dopo aver ricevuto il premio Strega: «Tutto questo fa schifo. Non parole. Un gesto. Non scriverò più». È l’addio di Cesare Pavese alla letteratura, un lapidario e freddo commiato che anticipa il volontario congedo dalla vita che lo scrittore consumerà nella notte tra il 26 e il 27 agosto in uno dei più noti alberghi di Torino.

"Il potere logora… ma è meglio non perderlo" di Giulio Andreotti

Nel 1980 Giulio Andreotti, chiamato a pronunciare un discorso celebrativo per il centesimo compleanno dell’arcivescovo Alfonso Carinci, esordì con una famosa citazione di Menandro («Muor giovane colui ch’al cielo è caro») suscitando l’ilarità generale e mostrando quel sottile e invidiato senso di educata ironia che da sempre accompagnava i suoi interventi pubblici e privati.
Questo è soltanto uno degli innumerevoli esempi di uno stile espressivo che divenne, col passare degli anni, una vera e propria weltanschauung, indizio di una mente raffinata e colta capace di applicare con naturalezza e cognizione di causa l’antico adagio latino «castigat ridendo mores».

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