Anna De Blasi

Anna De Blasi

Tecniche di sopravvivenza in attesa del bus

Ore otto ed un quarto del mattino. Io e Ginevra aspettiamo l’autobus che ci porterà all’asilo. Passerà fra dieci minuti, traffico permettendo. La primavera non è ancora inoltrata, non è al suo pieno splendore, ma si sente nell’aria, con essa anche sbalzi termici e conseguenziali mal di gola per mamma e figlia. Ma cosa vuoi che sia un mal di gola, rispetto al sole e ai fiori che riempiono di bellezza il paesaggio e l’anima? La mattina, come ogni mattina, è iniziata presto (ore 7.00, già tutti in cucina), fra un misto di concitazione, la colazione per Ginevra, sottofondo i cartoni, ancora tanto sonno, e l’agognato caffè come una rianimazione! L’attesa di un autobus con bimba treenne ed impaziente a seguito può essere davvero lunga!

Il poeta Evtushenko ci lascia a 84 anni

E’ morto il poeta e romanziere russo Eugenij Evtushenko, aveva 84 anni. Era malato da tempo. E’ stato sicuramente tra i poeti più significativi della generazione post stalinista. Giovanissimo esordì con “Gli esploratori dell’avvenire”, opera che subisce le suggestioni della poesia di Majakovskij. Nelle sue opere di denuncia si è scagliato contro gli arrivisti ed i burocrati. Le sue opere più prettamente poetiche, liriche, sono quelle dedicate alla sua terra di Siberia: “La stazione di Zima”, “La centrale idroelettrica di Bratsk”, “Cadono bianche le nevi”. Il suo primo romanzo, “Il posto delle bacche”, è stato pubblicato nel 1981, a cui segue “Non morire prima di morire”. Ha anche diretto film: “Giardino d’infanzia”, “Il funerale di Stalin”.

In ricordo di Mago Zurlì e dei sogni regalati a tanti bambini

Il 23 Marzo un pezzo dell’infanzia di noi tutti è andato via. Perso nelle praterie del ricordo: è morto Gino Tortorella, il nostro Mago Zurlì. È stato amatissimo dai bambini. Avrebbe compiuto 90 anni a Giugno. Ha emozionato ed entusiasmato diverse generazioni di giovanissimi spettatori. Ha condotto lo Zecchino d’oro per quasi 50 anni. Ha regalato attraverso uno schermo un mondo fatato, essendo stato egli stesso fiabesco. La sua vita è stata quasi totalmente dedicata alla tv, come presentatore, autore e regista.

In ricordo del romano de Cuba Tomàs Miliàn

Il 22 Marzo scorso ci ha lasciato l’attore cubano Tomàs Miliàn, era nato a L’Avana il 3 Marzo del 1933, aveva 84 anni. Era realmente un esule cubano, non come Tony Montana a “causa” di Castro, ma per via del dittatore Fulgencio Batista, che arrestò ed internò il padre. E’ stato oltre che attore anche sceneggiatore e cantante. Il grande successo è arrivato fra gli anni Settanta ed Ottanta, come protagonista di film polizieschi all’italiana. In Italia, per tutti, è stato Nico Giraldi, un maresciallo (poi diventato ispettore) di polizia, romano, dai modi un po’ bruschi, che conosce bene gli ambienti malavitosi, avendone fatto parte in gioventù, ma soprattutto è stato “Er Monnezza”. Un irresistibile ladruncolo romano.

La mamma, "La più campionessa del reale"

I giorni, con il loro ritmo serrato ed inesorabile, non sempre possono essere vissuti con poetica leggerezza. Io resto convinta che essa sia più che necessaria: assieme alla bellezza ci salverà. Nell’attesa della salvezza ci tocca vivere, con tutto ciò che l’agire quotidiano comporta. Assaporare gli istanti a volte è più impegnativo che crearli, c’è sempre un’urgenza. Un impegno, un tram da prendere, un orario al quale attenersi  senza deroghe alcune: la vita non aspetta, la Lombardia men che meno… Il semplice chiacchierare con il proprio compagno di vita diventa una corsa agli ostacoli, un inseguire le parole, continuamente interrotti da bimba treenne (lei sì poetica e leggera, inconsapevolmente e sempre). D’altronde lei abita totalmente il presente, l’attimo che fugge, il “poi”, o “dopo” o “aspetta” non sono contemplati nella sua sete di vita, e parole, e giochi, e caos.

La pioggia non bagna il nostro amore

Dopo tempo, dopo troppo tempo, anche in Lombardia è arrivata la pioggia. Pioggia salvifica, spazzerà via un po’ di inquinamento. Il cielo, per dirla con Guccini, “È un qualche cosa di viola carico”. Consapevole che il benessere del pianeta viene molto prima dei miei piccoli problemi quotidiani, mi preparo al mio tragitto quotidiano verso l’asilo, con Ginevra per mano e munita di ombrelli, piumini, borse e borsette, e tutta (o quasi) la pazienza del mondo. L’autobus in ritardo, succede anche in Lombardia, Ginevra che ha trovato il suo passatempo mattutino nell’attesa: togliersi e mettersi il cappello, giocando con l’ombrello in una sua personalissima rivisitazione di “I sing in the rain”. E finalmente l’autobus arriva.

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