Quale cultura della valutazione?

0
0
0
s2smodern
Seguici
powered by social2s

Quale cultura della valutazione? - Percorso lento tortuoso confuso della Politica scolastica governativa -

francesco fuscaLo aspettavamo il volume-ricerca-proposta di Loredana GIANNICÒLA sulla Valutazione ed è, finalmente!, arrivato.
Non ci ha delusi (e questo era prevedibile); ma amareggiati, sì! E questo, anche, lo sospettavamo. E l’amarezza è avallata da una indagine scientifica complessa -al di sopra di ogni sospetto minimalista o spettegolante- che intreccia i fili e li integra e li disperde tra: (A) Storia della Valutazione (e della Cultura della Valutazione) in Italia e oltre; (B) Senso e significato di Valutazione: parola ‘calda’ che, cliccando, apre un ventaglio di notizie interessanti e di informazioni colte, che sintetizzano la ricerca pedagogico-didattica di oltre mezzo secolo; (C) lo stato dell’arte in Italia, ad oggi (2.014), tra normativa sfilacciata e contraddittoria; ‘pennacchi’ di questo o di quello studioso (e dei correlati accoliti e lobby); ‘uscite’ da prima donna di questo e di quel Ministro/a del Governo per la Pubblica Istruzione, i quali -Governi e Ministri- si sono succeduti tra di loro troppo in fretta e nel tempo breve, nell’ultimo mezzo secolo, tra ‘frastuoni’ ‘rumori ‘voci’, confondendo ulteriormente le idee.


 Il libro della Giannicòla -dopo il suo: Vivere la cittadinanza. Convivenza civile e nuove responsabilità educative- non solo affronta in profondità, scientificamente, il tema/problema della Valutazione (e del Sistema-Valutazione, della Complessità, …) in Italia e in altre parti del mondo, attraverso le ricerche accreditate di studiosi e di ricercatori di chiara fama; ma, offre uno spaccato storico-politico della Scuola del nostro Paese (e del suo andamento zigzagante tra molte luci e non poche ombre, tra le sfide della Cultura pedagogico-didattica e i grovigli di vipere della Politica governativa nazionale, …) almeno dell’ultimo mezzo secolo.
Una pregiudiziale, tuttavìa, è indispensabile, per collocare nella giusta posizione (tra i prodotti culturali sul tema ad oggi editi) il lavoro della Giannicòla: essa è sintetizzabile nelle seguenti idee:
Non c’è un unico linguaggio teorico -per Ilya PRIGOGINE e Isabelle STENGERS (in: La nuova alleanza, 1979)- in cui si esprimono le variabili a cui possa essere attribuito un valore ben definito che possa esaurire il contenuto fisico di un sistema.
I vari linguaggi possibili e i vari punti di vista sul sistema sono complementari. Essi riguardano la stessa realtà, che straripa da ogni possibile linguaggio, da ogni possibile struttura logica.
A questa ‘pregiudiziale’ si aggiunga, intrecciata, un’altra riflessione, profonda, di Josephine CONDEMI: Accettare di convivere con il disordine, l’incertezza, il dubbio; analizzare le relazioni tra le parti, tra queste e il contesto nonché l’osservatore, specificandone sempre il punto di vista e la posizione: la sfida della complessità è più attuale che mai e non può prescindere dalla pluralità. (…).
Linguaggi complementari e nello stesso tempo antagonisti.
La complessità, più che una definizione - Lloyd nel 2001 ne ha contate quarantadue -, è una questione di de-finizione, ovvero di (ri)negoziazione dei confini.
Nata per descrivere fenomeni di autorganizzazione in condizioni lontane dall’equilibrio, tra ordine e caos, la complessità continua a essere frontiera.
“Parola-problema” per Edgar Morin; per la stessa Isabelle Stengers non potrebbe costituire un paradigma scientifico ma, al più, un discorso sulla scienza. Un discorso che l’epistemologia della complessità cerca di affrontare, tra teoria del caos, meccanica quantistica, intelligenza artificiale, cibernetica, termodinamica, ecologia, teoria dei sistemi.
Una delle metafore per illustrare la differenza tra ‘complicato’ e ‘complesso’ è quella tra un nodo e un maglione … (…). (In: Il Sole 24 Ore, 11 maggio 2.014).

* *** *

Giannicòla, ricca della sua esperienza d’insegnamento (anche universitario) e di funzione direttiva nelle Scuole del nostro Paese, si chiede più volte, lungo l’anno 2.014, per poi formalizzare -infine- in un testo: -A che punto siamo? Qual è lo stato dell’arte della Valutazione e, soprattutto, della Cultura della valutazione in Italia e oltre? E, particolarmente: -Quali sono gli intrecci tra una Valutazione scolastica tout court e una Valutazione che implichi la crescita e lo sviluppo socio-culturali ed economici dell’Italia nell’Unione Europea?
 La risposta è enucleata in una articolata, simmetrica, ‘costruzione’ del volume e dei suoi capitoli-paragrafi.
Da I confini del problema: tra questioni metodologiche e orientamenti di senso a La valutazione in Italia. Lo stato dell’arte; da La valutazione nei Paesi dell’Unione Europea alla Qualità dell’istruzione e valutazione.
Entriamo nel merito. (A) Consapevoli del fatto che la Cultura della Valutazione è un “problema internazionale”, che le Scuole affrontano diversamente per risolverlo, utilizzando metodi diversi, approcci diversi, strumentazioni (reali - virtuali) diverse; (B) Condiviso che oggi: l’assenza di un’idea di Scuola e, dunque, di un’organizzazione che strutturalmente modifichi la concezione conservatrice pervasivamente radicata nelle visioni generali, attraverso un chiarimento delle attività, dei comportamenti e dei risultati ritenuti utili e da perseguire, vanifica ogni tentativo di introdurre, nell’attività ordinaria della Scuola, processi valutativi complessivi e sistemici (p. 82); (C) Si può concludere, amaramente, che: la valutazione, così com’è ancora praticata nel sistema scolastico italiano, si configura come la principale responsabile della discriminazione sociale, le cui conseguenze sono date da un profilo di scuola che da ascensore sociale si è trasformata in luogo di riproduzione classista e di debolezza meritocratica, i due grandi mali della nostra scuola (p. 84).
L’indice puntato verso - le denunce cocenti dell’autrice di Cassano all’Ionio sono chiare esplicite precise. In esse non c’è gioia o compiacimento, ma dispiacere e delusione…
La deficienza politica dei responsabili dei Governi italiani dell’ultimo ventennio (e oltre) e la mancanza di una visione armoniosamente eclettica e di una strategia composita -di sistematicità e di complessità- della Scuola sostanzialmente unica portatrice del CAPITALE INVISIBILE -che ha ricadute di Civiltà globale e di ricchezza anche ‘materiale’ del/nel Paese- ebbene, tutto ciò conferisce al nostro Sistema-Scuola poca fiducia sociale e scarsa credibilità formativa (di Educazione e di Istruzione: dalla Scuola dell’infanzia all’Università) …
Ovviamente, punte di diamante -in un Sistema-Scuola che scommette su una Valutazione di qualità nel senso più avanzato degli studi scientifici- sono la funzione direttiva e la funzione ispettiva. A queste Giannicòla dedica ricerca profonda e pagine ‘sentite’.
Nel tempo, l’indebolirsi della figura del dirigente tecnico, che ha subìto numerosi riordini nella struttura, con la drastica riduzione del personale, ha in qualche modo frantumato la tenuta del sistema di valutazione. Una prova è data dal decreto dipartimentale del 9 ottobre 2013, n. 32, in attuazione del DPR 80/13, che istituisce il nucleo di coordinamento e supporto all’attuazione del S. N. V. (p. 112).
Ci sarebbero, davvero, tante cose da dire, da denunciare, per accusare, onestamente liberamente ... Ma, non è il caso! La ‘filosofìa’ del vogliamoci tutti bene, perché figli di Dio ha nuociuto e nuoce fortemente. E non solo all’immagine già sbiadita scontornata della Scuola italiana, ma anche alla credibilità politica del Paese, perché conta poco e pesa pochissimo nelle scelte politiche europee e internazionali. La credibilità garanzia affidabilità della Politica governativa d’Italia e della sua Scuola sono, ancora oggi, allo sbaraglio; sostanzialmente, si naviga a vista: come nave sanza nocchiere in gran tempesta …
Si dirà: -Ma, oggi c’è RENZI! Certo, aspettiamo ancora un po’, per esprimere, poi, un giudizio valutativo, serio onesto responsabile, della/sulla sua Politica complessiva… (se non cade, per una ragione o per un’altra, il suo Governo …).
Roger ABRAVANEL, leggendo criticamente il Documento-Renzi su La buona SCUOLA (3 settembre 2.014) scrive, tra l’altro: Le scuole verranno misurate in base a una non meglio precisata ‘autovalutazione’. Cosa ne faccia il ministero di questa ‘autovalutazione’ non è chiaro (Corriere della Sera, 4 settembre 2014).
Giannicòla, opportunamente, intreccia la Cultura della Valutazione con l’Autonomia delle Istituzioni scolastiche e, dunque, con il curricolo, inquadrando il tutto, ancora opportunamente, dentro quello che chiamiamo il Federalismo scolastico, che è, poi, il Federalismo tout court, di cui alla nostra Costituzione ‘modificata’ (malamente!). Intreccia, inoltre, il Diritto allo studio con i dettami della Carta costituzionale e, in particolare, con gli artt. 2 e 3, per la realizzazione piena attiva consapevole, dell’obbligo scolastico e dell’obbligo formativo di studenti e di studentesse.
Le ‘critiche’. L’autrice di Valutazione e Scuola esprime, chiaramente e bonariamente, una serie di ‘critiche’ (osservazioni, precisioni, ombre, nì, …) assai interessanti. Eccone alcune:
Il sistema-scuola è attraversato da una serie di contraddizioni … (p. 155); La convinzione diffusa nelle Scuole che la valutazione sia per lo più un’operazione che riguarda la conclusione dell’anno scolastico… (p. 156); Altra questione di criticità è rappresentata dalla difficoltà di costruire modelli di valutazione in grado di coniugare la valutazione quantitativa e la valutazione qualitativa … (p. 157); Un punto di debolezza è rappresentato dal rapporto tra valutazione esterna e autovalutazione (p. 157); Un ulteriore elemento di disagio è dato dall’antinomia soggettività/oggettività nella valutazione (p. 158); Nel nostro Paese la valutazione è una questione aperta … (p. 121); L’attuale scenario istituzionale appare ancora caratterizzato da una forte incertezza sui principi di fondo che ispirano la creazione di organismi di valutazione … (p. 73): Nell’attuale disegno riformatore della politica scolastica italiana, la valutazione istituzionale ha ancora un ruolo marginale … (p. 91); La valutazione non assurge a strumento generativo del cambiamento e di miglioramento (…), perché considerata una procedura “superflua e inutile” (p. 92); L’assenza di un sistema di valutazione (…) non crea le condizioni per un’offerta formativa di qualità in grado di garantire standard formativi adeguati alla crescita delle intelligenze immaginative, creative e imprenditoriali prefigurate dalla Strategia UE 2020 (p. 93).

* *** *

Valutazione e disabilità. Ci sta, questa materia, particolarmente a cuore. E da molti anni …
Non è un argomento di poco conto. Intanto, perché riguarda Persone che sono diverse COME noi, sia in Famiglia che a Scuola, che in Società; poi, perché, il tema/problema -Valutazione e Disabilità- è un ‘grattacapo’ di non poca entità, per tutti, considerata anche la continua, attenta ricerca di Salvatore NOCÈRA, esperto e conoscitore ‘profondo’ della Disabilità e della Cultura della Disabilità tra Senso e Orientamento, Valutazione e Lavoro.
Loredana Giannicòla sgombra, subito, il campo da equivoci dubbi ambiguità, annotando come sia necessario e opportuno fondare la valutazione sulla valorizzazione del differenziale di apprendimento e sulle capacità personali: valorizzazione delle capabilities, ovvero delle capacità presenti in ciascun soggetto (pp. 169-170).
L’opportuno ri-chiamo a Lev VYGOTSKIJ e alla sua nota magistrale teoria della Zona di sviluppo prossimale chiarifica e orienta verso una concezione che possiamo in-scrivere ‘dentro’ la
filosofia del nuovo Umanesimo in fieri e che si fonda, in primis, sulla Solidarietà: in linea, tra l’altro,
con la Convenzione ONU per i diritti delle Persone con disabilità (13 dicembre 2.006) e, in particolare, con l’art. 3: Princìpi generali.
Il lungo riferimento all’O. M. n. 90/01 21 maggio: Norme per lo svolgimento degli scrutini e degli esami nelle scuole statali e non statali di istruzione elementare, media e secondaria superiore - Anno scolastico 2000-2001 e dopo il cenno alla strategìa - I. C. F. (International Classification of
Functication Disability and Health) e, cioè: alle Classificazioni Internazionali elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: ICD e ICIDH) e, in particolare, nel 2.001, alla Classificazione Internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute.
Il giannicòlapensiero, in sintesi, è questo: oggetto di riferimento della valutazione è la Persona dello studente in azione nella sua interazione con i fattori del contesto di apprendimento e della vita quotidiana. I processi di insegnamento-apprendimento diventano funzionali alla costruzione di saperi significativi per il soggetto e per la sua realizzazione personale (p. 174).

* *** *

Il libro, parafrasando Oscar WILDE, è scritto bene. Lo stile, il periodare, l’aggettivazione -nell’uso rigoroso di sintassi e di grammatica- ne fanno una lettura piacevole e profonda, sobriamente complessa, rigorosa, che non ammette, però, distrazioni, squilli di telefono, bip di vario tipo, …
Anche in un testo di Cultura pedagogico-didattico-organizzativa e di Politica governativo-istituzionale occorre scrivere bene: saper scrivere! Che non è affatto una “cosa scontata” solo perché, magari, il libro è di uno studioso noto, affermato, universitario o non … Anzi!
La Scrittura è Respiro Sangue Vita. Essa riflette la Weltanschauung dello Scrittore, la sua prospettiva teorico-pratica, la sua -più o meno esplicita- Utopìa …
Parole e Ricerca scientifica, Letteratura ed Epistemologia sono intrinsecamente fuse intrecciate con-fuse. Difatti, da un lato, il corredo di sinossi, figure, grafici, griglie, presenti nel volume; dall’altro, la Bibliografia essenziale; dall’altro, ancora, la Direttiva n. 11 del 2.014 18 settembre (Ministero I. U. R.) e l’opportuna e attualissima: Appendice - Valutazione ai nastri di partenza, con la quale la Giannicòla propone e illustra la Direttiva triennale sulle priorità strategiche del sistema nazionale di valutazione per gli anni scolastici 2014/15, 2015/16 e 2016/17, in ottemperanza a quanto stabilito dall’art. 2, c. 3, del D.P.R. n. 80/2013 (p. 187), ebbene tutto ciò costituisce il repertorio di tessere del variopinto vivace colorato mosaico della Cultura della Valutazione nella Storia della Scuola italiana dell’ultimo mezzo secolo e oltre.

Loredana GIANNICÒLA, Valutazione e Scuola - Problemi e prospettive della pratica valutativa, Prefazione di Massimo Baldacci, Jonia Editrice, Rende (Cosenza) 2014, pp. 200 –

0
0
0
s2smodern
Torna in alto

Sport

Editoriali

Rubriche

Informazioni

Partners