Oh Capitano - mio capitano: dove sei?

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Il mio Capitano non risponde. / Esangui e immobili le sue labbra, / Non sente il mio braccio, / Non ha battiti, / Volontà…
Ma, o cuore, cuore, cuore! / Gocce rosse di sangue / Dove, sul ponte, / Il mio Capitano giace / Caduto freddo morto.
O Capitano! Mio Capitano! / Alzati a sentire le campane; / Alzati -per Te la bandiera è gettata- / Per Te la tromba suona, / Per Te i fiori, i nastri, le ghirlande - / Per Te le rive di folla, / Per Te urlano, in massa, oscillanti, / I volti accesi verso di Te: ecco Capitano!

E così è stato! Nel 1989, il Capitano ha letto e recitato la sua parte, la sua vita-la sua morte, nel film di Peter WEIR, nei versi insuperabili di Walt WHITMAN, che nelle Foglie d’erba sparse, sollevate al vento impetuoso del tormento, ha scritto il proprio destino d’Uomo, superiore, d’Uomo d’altri Tempi e d’altri Luoghi. Forse i Luoghi dell’Infinito che… sfociano nei sogni e nelle chimere, negli amuleti e nei petali di rosa…
Ruit hora! Carpe diem! L’Attimo fuggente è una scintilla e un pàlpito, una carezza e un bacio… forse una nota di sax o di violino o di chitarra battente che… sussurra sfiora lusinga, ma che non si lascia prendere dalla mano, dalla nostra mano di Viandante consapevole…
Cogli l'attimo, / cogli la rosa quand'è il momento, / perché, strano a dirsi, / ognuno di noi / un giorno smetterà di respirare, / diventerà freddo e morirà.
Robin WILLIAMS - John KEATING se n’è andato! A sessantatrè anni. Gli anni giusti per il Viaggio…
Gli idioti che parlano commentano dicono, oggi, sono tanti. In tutti i Tempi. In tutti i Luoghi del mondo… Ma, sono corvi che gracchiano nella melma e che guardano, invidiosi gelosi astiosi, verso il Parnàso dell’Aquila reale che nemmeno scorgono…
John KEATING - Robin WILLIAMS - se n’è andato! In un giorno di piena estate, col solleone, in solitudine, ma non solo… Anzi, con schiere e schiere di convitati al Simpòsio del Fascino intellettivo…
Come un clown un buffone un pagliaccio. Forse, di più, come un Istrione - uno Sciamano. Perché guaritore è stato, eccome, il Professore! Namasté!
E come l’ape-regina, che dopo avere fecondato l’universo-mondo di sorriso e ironìa, di delusioni e illusioni, di paura e coraggio, muore; alla stessa maniera il Capitano giace freddo morto ed è, ormai, inutile pregarlo di non morire, di smettere di morire: O Capitano! Mio Capitano! / Alzati a sentire le campane (…). Padre caro, / Questo mio braccio sotto la nuca! / È un sogno che sulla tolda / Sei caduto freddo morto. / Il mio Capitano non risponde. / Esangui e immobili le Sue labbra, / Non sente il mio braccio, / Non ha battiti, / Volontà…
I conti non tornano. Ma, sorella Morte ci sorprende sempre. La depressione è una foglia d’erba piccola, ma così piccola che… di più non si può. Briciole. Coriandoli. Fole. Gocce. Faci…
Epperò! Epperò, i conti non tornano. Anche se mescoliamo, energicamente, Uno, nessuno e centomila con gli spasmanti tormentosi spasmodici inquietanti catulliani sussurri: Da mihi basia mille, deinde centum, / dein mille altera, dein secunda centum / deinde usque altera mille, deinde centum. / Dein, cum milia multa fecerimus, / conturbabimus illa, ne sciamus, / aut nequis malus invidere possit, / cum tantum sciat esse basiorum.

Grazie, Capitano!
Con Te Ti porti un po’ del mio sorriso, pio, e della mia ironìa. Ti porti la lieve intuizione della precarietà della Vita, dello stare come d’autunno sugli alberi le foglie… Anche se so, eroicamente, ormai, che: Non son chi fui / Perì di noi gran parte: / Questo che avanza è sol languore e pianto…
Grazie, dunque, Capitano!
E con Te mi chiedo: Oh me, ho vita! / Domande come queste / Mi perseguitano, / Infiniti cortei d’infedeli, / Città gremite di stolti, / Che vi è di nuovo in tutto questo? / Oh me, ho vita! / Che tu sei qui, / Che la vita esiste e / L’identità, / Che il potente spettacolo continui, / E che tu puoi contribuire / Con un verso.
Grazie, infine, Capitano!
Lacrime. Emozione. Commozione e Tenerezza. Pietà. Com-passione. Umana com-prensione…
Un brivido alla schiena àlita Mistero: -O Capitano! Mio Capitano! (…). La nave è all’àncora sana e salva, / Il viaggio finito, / Dal duro viaggio la nave vincitrice torna, / Raggiunta la meta. / Esultate rive, / Suonate campane! / Ma io, con passo funebre, / Cammino sul ponte / Dove il mio Capitano / Giace freddo / Morto…

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