La grande Bellezza di Anton Nikё BERISHA - L’Arte della Parola - le Parole dell’Arte

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francesco fuscaLe Riflessioni poetiche sull’arte della parola sono proprio ‘riflessioni’ e non ‘pensieri’. Ovviamente, la differenza semantica sta proprio nell’andare in profondità, che è l’agire mentale della ‘riflessione’; o nell’andare in superficie, che è l’agire mentale del ‘pensiero’.
Insomma, l’Uomo/la Donna sostanzialmente continuamente ‘normalmente’ ‘pensa’; di quando in quando, invece, ‘riflette’. È chiaro che l’un modo di ‘comportarsi’ della mente si intreccia in modo funzionale, armoniosamente, con l’altro… Sempre. In alcune Persone di più, in alcune altre di meno.


Ebbene, IL FULGORE DELLA BELLEZZA - Riflessioni … (Pellegrini, Cosenza 2.014) sono una cinquantina di PAGINE DI PASSIONE che, probabilmente, rappresentano il punto più avanzato dello scrittore di Prishtina (che è nella Kosòva) … e pensare che non leggiamo in Lingua shqipe che, pure, il testo offre! …
Resta confermato -se ce ne fosse bisogno!- che un testo voluminoso non è necessariamente un ‘gran’ testo; e, viceversa…
Forse, quelli di Berisha, si possono definire carmi (quattordici). A noi così sembra. Proprio nel senso di Componimento lirico, tipico della letteratura italiana, di argomento elevato e tono solenne…
In effetti, è un elogio della Parola proprio nel senso di verbum. La Parola lega e collega, intreccia e attorciglia -nel bene e nel male- l’Io (il soggetto) al Mondo (l’oggetto): all’Altro, agli Altri, alle azioni e ai fatti, …
Pertanto, ed è ciò che succede nelle pagine di Berisha, dire una Parola è selezionare scegliere organizzare idee, esprimere l’universo- mondo delle sensazioni e delle emozioni umane, sino… alle vibrazioni dell’Arte. Cioè della Cultura.
E tutto questo richiama alla mente la lezione magistrale di Italo CALVINO, che ci ha dimostrato e insegnato come la vera Poesìa è sempre Prosa e come la Prosa è sempre Poesìa. Ed è ciò che accade nel PRUSHI I BUKURISЁ - Pёrsiatje poetikё pёr artin e fjalёs.
Il mio lavoro di scrittore -annota felicemente Calvino- è stato teso sin dagli inizi a inseguire il fulmineo percorso dei circuiti mentali che catturano e collegano punti lontani dello spazio e del tempo. (…).
Come per il poeta in versi così per lo scrittore in prosa, la riuscita sta nella felicità dell’espressione verbale, che in qualche caso potrà realizzarsi per folgorazione improvvisa, ma che di regola vuol dire una paziente ricerca del “mot Juste”, della frase in cui ogni parola è insostituibile, dell’accostamento di suoni e di concetti più efficace e denso di significato.
Sono convinto che scrivere prosa non dovrebbe essere diverso dallo scrivere poesia; in entrambi i casi è ricerca d’un’espressione necessaria, unica, densa, concisa, memorabile (Lezioni americane; 2, Rapidità, pp. 55-56)-
Parafrasando Sigmund FREUD che scrisse tanto sul Sogno e, tra l’altro, che: -Tu sei tutto nel sogno che fai (e: -Niente ti appartiene di più dei tuoi sogni); in SAN TOMMASO vi sono cenni significativi del verbum che, nello scorrere del Tempo, diviene sempre più, evidentemente, Parola Verbo Voce. E ciò anche nella percezione che è la Parola pensata e detta che dà Significato e Senso, nel bene e nel male, alle cose... Insomma, dalla Parola interiore immaginata che significa per la mente alle cose e alle azioni sul/con le cose (fatti, Persone, …).
-Ma, come è possibile!?- si chiederebbe l’Amico Ibrahim KODRA, se fosse ancora tra noi.
È possibile, perché la ‘magìa’ della Parola: groviglio di vipere direbbe, causticamente, Charles BAUDELAIRE; perché il ‘miracolo’ della giungla ancestrale-atavica dei segni e dei codici, dei registri mentali consci-inconsci, dei suoni voci rumori vibrazioni onde brusii … dell’Umanità nella Storia, ebbene tutto ciò compie la Metamorfosi sino… all’Epifanìa dello Spirito errante funambolo sognatore dell’Istrione o dello Sciamano o …
Lirica prelibata tersa onesta, i lunghi versi del Poeta della Kosòva sono come acqua di ruscello che scende a valle -briosa canterina gorgheggiante- e abbellisce, accarezzando, lungo la Via -sinuosa morbida tenera- le rive, i sassi, le rene… Per sfociare nell’Ocèano, che attende e che, sfiorando lambendo baciando, con/in un unico abbraccio avvolge la Vita, la sua Avventura, il suo Mistero. E non ammette distacchi…
Nostalgìa -sino alla Malinconìa e alla Tristezza- sono i versi elegiaci del kosovàro-arbёresh di Calabria. Che ritorna, dolcemente sognante, teneramente/perdutamente, negli echi santi della sua Terra d’origine: di Madre TERESA DI CALCUTTA - ANJEZE GONXHE BOJAXHIU che, in verità, era di Skopje, che si trova in Albania (p. 25); del fiume Drini i Bardhё, che si trova “in Kosovo” (p. 27); delle montagne Pashtrik e Lepeten (p. 21).
Un Carme solo o forse quattordici. E nel Carme… le voci della Voce, i suoni del Suono, le bellezze della Bellezza.
La grande Bellezza è, dunque, la Poesìa di Anton Berisha che si sfoglia come una rosa o, meglio, come un fiore di campo al suono antico della chitarra battente.
Il ‘ritmo’ si snoda con il ‘sei’. Del verbo ‘essere’ (non del verbo ‘avere’) e indica la profondità dell’essenza, forse l’Infinito, forse il Noùmeno…

I quattordici componimenti presentano, ognuno, un grappolo di versi introduttivi e poi, armoniosamente, si svolgono con il ‘sei’:
Sei la luce divina che nasce e rinasce…
Sei la vergine affascinante che non invecchia mai…
Sei l’inno alle meraviglie del Creato…
Sei il tizzone quieto che riscalda…
Sei la sorgente del calore del Sole…
Sei la bellezza stessa - un dono divino
Sei l’incudine e il martello che plasmano la vita…
Sei il richiamo antico di parole - rugiada dell’arcobaleno
Sei la serenità piacevole che rinasce da sempre
Sei l’espressività di un mare di pensieri…
Sei la scia sfolgorante dell’alba…
Sei la bellezza ornata dall’immaginazione…
Sei la gloria dell’azione che lascia il segno…
Sei l’ammasso di candide nuvole a ghirlanda nuziale…
Sei l’eco delle strida delle aquile…
Sei il silentium che proferisce assiduamente…
Sei il pegno del fuoco amoroso…
Sei la prova dell’esistenza del silenzio…
Sei la ricerca assidua della perfezione…
Sei l’anima mistica di ogni creazione…
Sei la lieve carezza delle gocce di pioggia…

Con la Traduzione a cura di Albana ALIA e una pagina introduttiva, bella, di Padre Gjergj FISHTA (del 1913), il libro offre una Prefazione dell’autore, che riflette sulla molteplicità dei significati della “parola poetica”, con questa frase di René WELLEK, con cui vogliamo chiudere: (…) una parola porta con sé non solo il suo significato lessicale, ma tutta una atmosfera di sinonimi e di omonimi, poiché le parole non solo hanno un loro significato, ma evocano il significato di parole affini per suono, senso o derivazione, e perfino di parole che si contrappongono e che si escludono (pp. 9-10).

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