La Buona Scuola In evidenza

0
0
0
s2smodern
Seguici
powered by social2s

Lo sapevamo. Come ogni Governo, che inizia il suo lavoro istituzionale (politico-socio-culturale), anche il Governo di Matteo RENZI ha sparato… le sue cartucce… (ottime mediocri inutili? Il Tempo, che è sempre galantuomo, ce lo dirà, tra non molto. Ancora, però, è presto e non ce la sentiamo di esprimere una valutazione-giudizio, limpido responsabile onesto, nel merito…).
    In Calabria si dice: -Strusci i scupa nova! e si allude all’oggetto usato dalle casalinghe che, per pulire il pavimento, adoperavano (usavano) la scopa. Che, quando è nuova, fa un abbondante alto esuberante rumore…


    Renzi (e Stefania GIANNINI, ministra della P. I.), ai primi di settembre 2.014, ha presentato alla Società italiana il suo PROGETTO DI VITA DELLA SCUOLA: Scuola italiana - Scuola europea. Bene. Auguri. Noi gli diamo, volentieri, una mano. Ovviamente, critica problematica libera, ma ri-versata, tranquillamente, sul positivo. Di più verso le luci, di meno verso le ombre… A patto che il “Governo Renzi” duri tutta la legislatura…
 
Centotrenta pagine di passione! Perché?
Perché, evidentemente il Progetto di vita della Scuola è un Progetto a tuttotondo, che punta i riflettori un po’ su una VISIONE OLISTICA DEL MONDO (armoniosa ed eclettica sino… all’opera d’Arte), sicuramente; ma, in particolare, sull’intreccio, stretto, tra la buona SCUOLA che fa sviluppare crescere migliorare anche l’Economia e la Finanza del Popolo italiano - Popolo europeo… Abbastanza in linea, questo, con la tesi che CON LA CULTURA SI MANGIA, ECCOME! Si veda, a proposito, il bel volume di Bruno ARPAIA e Pietro GRECO: La cultura si mangia! (Guanda, Parma 2.013).
Insomma, la SCELTA DI POLITICA OLISTICA di Renzi, da un lato, non è un ‘sistema’ ri-ducibile (ovvero, ri-conducibile) alla somma delle sue parti; dall’altro, essa tende ad avverare il sotto ‘sistema’-Scuola come un tutt’uno con il sovra ‘sistema’-Società (che raccoglie e armonizza le Istituzioni sociali tutte, sì; ma, dialetticamente, ‘dentro’ le Regole del gioco della Democrazia, anche sulla scia dell’etica lezione di Norberto BOBBIO).

Centotrenta pagine di passione che si snocciolano, semplicemente (e, quindi, complessamente), e che, attraverso sei ‘capitoli’ e venticinque ‘paragrafi’, intrecciano organizzano regolano gli ASPETTI CULTURALI SCOLASTICI della Pedagogia, della Didattica, della Legislazione scolastica, della Metodologia, della Professionalità del personale scolastico, della Cultura del computer ‘funzionale’ all’insegnamento e all’apprendimento, … con gli ASPETTI CULTURALI POLITICI degli organici (dei Docenti, del personale Ata, …), della meritocrazia (Valutazione, Orientamento, …), dei concorsi, …
    Non è un’operazione facile. Gestire amministrare dirigere condurre un milione circa di Persone della Scuola (più o meno direttamente interessate coinvolte implicate) e di una Scuola che ha una ‘sua’ storia (sostanzialmente, importante!), ‘dentro’ la Costituzione e la Riforma della Legge n. 53/03 (e successive norme applicative) e l’Autonomia delle Istituzioni scolastiche (che hanno “rango costituzionale”), ebbene tutto ciò è davvero complesso e reticolare, e abbisogna, da una parte, di coraggio orgoglio passione; dall’altra, di creatività fantasìa “mano sinistra” (Jerome S. BRUNER).

Se passiamo in rassegna i sei ‘capitoli’ de la buona SCUOLA -chiosando e puntualizzando tanto quanto aiuta il dibattito e la “grande consultazione” (settembre-novembre 2014)- scopriamo che la VISIONE OLISTICA si compone e si scompone:
(A) Sui Docenti (assumerne, reclutarne, formarne, incentivarne, …). I concorsi ‘chiacchierati’; l‘ope legis come “strumento demagogico” che ha affossato (se non ‘ucciso’) la Scuola italiana; i ‘tagli’ a dismisura oggi, tempo delle “vacche magre”, dopo un tempo che si pensava delle “vacche grasse” senza che lo fossero…
 Il Governo, per sanare la crisi della Scuola, punta sulla NUOVA FORMAZIONE DOCENTE
e crede di avere trovato una panacèa nei seguenti quattro elementi fondamentali: (a) Ruolo centrale dei docenti;
(b) Valorizzazione delle Associazioni professionali dei docenti;
 (c) Centralità delle Reti di Scuole;
(d) infine, formazione dei docenti al digitale (p. 47).
 Va registrato, altresì, con forza, la positività della scelta governativa di rendere OBBLIGATORIA LA FORMAZIONE IN SERVIZIO di tutti i docenti. Lo diciamo con chiarezza e lo scriviamo sulle varie testate giornalistiche, le tivù, …, ormai da molti anni; ma, nessuno, ovviamente!, ha mai sentito o sente (è noto il destino del grande don CHISCIOTTE della Mancia…). O tempora, o mores! Si scrive di meritocrazia. Si dice: il “Piano straordinario di assunzioni” (quasi 150 mila docenti da immettere in ruolo nell’a. s. 2.015-16) «deve andare di pari passo con un nuovo modo di fare carriera all’interno della scuola: introducendo il criterio del merito per l’avanzamento e per la definizione degli scatti stipendiali…» (p. 7).
(B) Sulla struttura portante della Scuola, che è l’Autonomia e le sue declinazioni organizzative: INTERNE: saperi/conoscenze funzionali alla maturazione -colta civile libera- delle personalità degli studenti/esse; saperi/conoscenze funzionali alla comprensione e padroneggiamento critico della Società conoscitiva, complessa e glocale (sì, alla Mente ben fatta selezionante organizzata; no, alla Mente ben piena: secondo la nota lezione di Edgar MORIN); saperi/conoscenze funzionali alla trasparenza degli atti tout court; all’efficienza ed efficacia di ogni ‘azione’ pedagogico-didattica, organizzativa; ai risultati (successo) visibili accessibili comprensibili (da parte di tutti e di ciascuno; va bandito, era ora, il burocratese …); economicità (chi gestisce i fondi, tante volte li gestisce male o non li spende affatto…).
ESTERNE: il rapporto con il Territorio, attraverso una strategìa sinergica di programmazione azione valutazione, INSIEME (e senza confusione di ruoli…). In primis, con i Genitori, in/con un Patto di corresponsabilità modulato su condivisione consapevolezza impegno (vero testimoniato sostenuto); e poi con le altre Istituzioni della Società: gli Enti locali, le Aziende sanitarie, le Università, l’Associazionismo, le Chiese, il Volontariato, … Si tratta di “agenzie potenzialmente educative” rispetto alla Scuola che è, invece, “agenzia intenzionalmente educativa” per conto e in linea con i Principi costituzionali.
(C) Sulle conoscenze, gli apprendimenti, i saperi, … Ma, Autonomìa è, prima di tutto, autonomìa pedagogico-didattica del docente (del “far Scuola” per “esser Scuola”, ontologicamente, insegnando…). Va precisato, tuttavìa, che -e non si tratta di lana caprina da cardàre, perché nelle 130 pagine circa questo c’è…- la parola ‘Pedagogia’ viene sempre prima della parola ‘Didattica’ e non, mai, viceversa, come nel testo succede. Difatti, senza un quadro socio-culturale personale di riferimento non si può insegnare nulla, concretamente (la Didattica), a chicchessìa…
Lo stralcio che segue, significativo e verissimo, potrebbe diventare la bandiera pedagogico-didattica (non ‘didattica’) che Renzi e il suo Governo dovrebbero continuamente, convintamene, issare al cielo azzurro dell’innovazione (e della sperimentazione, di cui, ahimé!, si scorgono rare tracce…). Eccolo: «Siamo il Paese di Montessori e di Don Milani, di Don Bosco e di Malaguzzi: giganti che hanno, dal basso e dalla periferia, rivoluzionato il modo di educare i giovani in tutto il mondo. Quest’epoca di innovazione non è finita: la nostra scuola è piena anche oggi di innovatori silenziosi». Il Rapporto, come si vede, ha delle intuizioni a metà. Difatti, non si dice: -Costruire una BANCA-NOMI di ‘innovatori’ e ‘sperimentatori’ (senza raccomandazioni intrallazzi traffici… come sempre, purtroppo! è accaduto); ma, solo valorizzare e mettere in rete gli innovatori naturali… Della serie: -Lo sappiamo che ci sono, sparsi nelle contrade della Scuola italiana, ma sinora sono stati… persi e dis-persi…, commettendo -i Governi degli ultimissimi decenni- il più grave peccato che si possa compiere… Perché gli “innovatori naturali” non sono mai piaciuti al potere e ai potenti di turno, che hanno governato la Scuola italiana dal punto di vista culturale, economico-finanziario, politico, … Difatti, del ‘destino’ di Maria MONTESSORI (conosciuta e studiata più all’estero che in Italia), di don Lorenzo MILANI (confinato sul cocuzzolo della montagna e ‘maltrattato’ dalla Chiesa, dai Partiti politici, dai Sindacati), …, vogliamo parlarne o stendiamo un velo pietoso e lasciamo cadere?
(D) Contro la burocrazia tout court e, in particolare, contro la burocrazia scolastica. Si pensi ai direttori generali e ai capi Dipartimento di Viale di Trastevere, Roma, a mo’ d’esempio; e si rifletta sul fatto che loro sono la vera struttura portante della Storia della Scuola del nostro Paese e non i vari ministri della P. I., che si sono susseguiti e si susseguono, incessantemente, tra Governi che ‘cadono’ a ogni soffio di vento… Semplificare è parola bella, ma è… chimèra!
(E) Continuità sintonìa sbocco del Mondo della Scuola nel Mondo del lavoro e nel Mondo delle imprese. Cioè, nella Società i cui ‘titolari’ sono sia gli adulti sia i giovani.
Se ne parla. Si prova. Si perde tempo. il ‘carrozzone’ della Scuola italiana è stato sempre lento. Ci vuole coraggio! Bisogna ‘osare’!
La Germania insegna. E si vede e si tocca… economicamente e politicamente… Ma, chi impara? La Scuola secondaria di 2° grado è fiore all’occhiello ieri e, oggi, della Angela MERKEL e della Società tedesca.
La Scuola APERTA, tutto il giorno; APERTA al Territorio. Bisogna crederci! Scuola APERTA alla Comunità. Gli Organi Collegiali sono del 1974. Quarant’anni dopo… Cosa abbiamo capito? Cos’è maturato? «Di cosa s’impara a scuola deve parlare tutto il Paese, in un grande dibattito aperto: perché dai libri che i nostri figli studieranno, dalle esperienze che faranno a scuola, dipende il futuro di ciascuno di noi». Ok!
(F) Lascia perplessi e amareggiati, però, la totale mancanza di attenzione ‘politica’ alla SCUOLA DELL’INFANZIA - SCUOLA MATERNA: alla PRIMA SCUOLA davvero significativa, fondamentale, per lo sviluppo e la maturazione della personalità del bimbo/a di tre/sei anni. Queste parole sono ampiamente avallate dalla ricerca scientifica mondiale… Perché questa disattenzione disinteresse distrazione nei confronti di un “segmento legale” del Sistema scolastico italiano voluto, espressamente, anche dalla Legge di Riforma n. 53/03? Inspiegabile! Forse perché non è una Scuola obbligatoria? Allora, chiaramente, sfugge, se così fosse, a Renzi-Giannini (e ai loro collaboratori-esperti) che oltre il 90% dei bambini/e di quella fascia d’età frequenta, in Italia, una Scuola dell’infanzia (statale, paritaria, …)?
Lascia perplessi e amareggiati, altresì, la scarna paginetta (p. 78) dedicata alla CULTURA DELLA DISABILITÀ, all’Inclusione, all’Insegnante specializzato/a per il sostegno, … Perché? Perché, se è vero che l’attenzione del Governo va rivolta, alla pari, a tutta la popolazione scolastica del Paese; è altrettanto vero che Diversità e Uguaglianza delle/tra le Persone si declinano con un ‘diverso’ approccio culturale solidale giusto. Insomma, con un approccio umano secondo la LEZIONE PROFONDA DEL COM-PRENDERE di TERENZIO. Il testo è rapido e la Legge di stabilità, ad oggi, punisce le Persone ‘deboli’ socialmente culturalmente economicamente. La denuncia dei rappresentanti del Terzo settore è esplicita e inchiodante alle responsabilità Renzi e il suo Governo…
(G) La buona SCUOLA della buona governance. (pp. 69-71). A parte la bizzarrìa di chiamare ‘presidi’ quelle Persone che, per Legge non per capriccio!, sono di fatto “dirigenti scolastici” (quando il ‘pesce’ puzza dalla testa e quando il ‘centro’ confonde le idee alla ‘periferia’ che… ce l’ha già confuse di suo!), si precisa che: «è stato deciso di recente di prevedere che la selezione… venga fatta tramite il corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, ossia dalla stessa istituzione che seleziona e forma tutti i dirigenti dello Stato». Grazie al Decreto Legge n. 58/14, entro il 2.014, sarà bandito il “primo corso-concorso” e “nell’anno scolastico 2014-2015 ci sarà la nomina di 620 dirigenti scolastici…”.
(H) Dulcis in fundo. Gli Ispettori tecnici – Dirigenti (pp. 69-71). La ‘perlina’ che Renzi-Giannini si potevano evitare -per non ‘sputtanarsi’ alla grande, dallo scranno istituzionale più alto- riguarda il reclutamento del Dirigenti Tecnici. Sentite: «si potrà accedere al ruolo fondamentale di Dirigente Tecnico, da dirigente scolastico come sviluppo di carriera…».

È vero che, da quasi vent’anni, la FUNZIONE ISPETTIVA, un poco alla volta, è stata sminuita rimpicciolita svilita ‘uccisa’ -forse perché gli Ispettori sono il VERO UNICO ONESTO ‘OCCHIO’, competentissimo professionalmente, per lo Stato e per il Ministero, quando questi vogliono conoscere davvero la SCUOLA REALE del Paese- ma arrivare alla nomina ad personam, a questo, proprio no!, non si pensava. Perché, evidentemente, la nomina ad personam suona e sa ed è come la Legge ad personam. Che tutti (meglio: molti) abbiamo bocciato accusato condannato come un obbrobrio, una “via mafiosa” o giù di lì, essendo, sicuramente, gli Italiani, un Popolo di santi, poeti e navigatori, ma anche -notoriamente!- il Paese della raccomandazione diffusa, del ‘comparaggio’, del “mi manda Picone”, del ‘padrismo’ e ‘nepotismo’ (si veda, a mo’ d’esempio, in alcune università), …
    E non ci parlate di spoil system per l’Italia, perché ci fate ridere. A crepapelle… Ciò, sempre a mo’ d’esempio, non certo per gli Stati Uniti…
Difatti: Nell'accezione più negativa, le forze politiche al governo distribuiscono a propri affiliati e simpatizzanti le varie cariche istituzionali, la titolarità di uffici pubblici e posizioni di potere, come incentivo a lavorare per il partito o l'organizzazione politica, e in modo da garantire gli interessi di chi li ha investiti dell'incarico.
E l’”accezione più positiva”, in Italia si può realizzare? … uno su mille ce la fa …

Queste cose, Giannini-Renzi, le sanno? No! E da dove vengono? Dove vivono? Domande legittime e oneste… E allora viene il sospetto, atroce, che la nobile colta civile FUNZIONE ISPETTIVA si voglia affossare, cioè: uccidere e sotterrare… Va bene? No, va malissimo!
Disturbava proprio tanto, il ‘timoniere’, il concorso nazionale, con tre prove scritte (per superare le quali, valutate separatamente, occorreva non meno di dodici su quindici) e una prova orale “da incubo”? E non si parla continuamente di MERITOCRAZIA e non la si sbandiera, ormai da anni, ai quattro venti? Scusate, Renzi-Giannini, se il Cittadino-nano vi ricorda -a voi Cittadini-GIGANTI- queste cose…
Scusate lo sfogo, tutti, se potete. Un confronto di idee su ciò -nell’àmbito de la buona SCUOLA- non sarebbe male! Confronto, ovviamente, pubblico, con tivù e con tutto… l’armamentario multimediale…
Probabilmente, la FUNZIONE ISPETTIVA tradizionale -nel senso alto colto competente professionale)- solo la Politica scolastica dell’Unione Europea la salverà… Altro che… gli Ispettori di sua maestà, la Regina d’Inghilterra!
O tempora, o mores! Sic transit gloria mundi. Amen…

Scarica l'articolo in formato PDF

0
0
0
s2smodern
Altro in questa categoria: « Rino Gattuso, surreale: lettera aperta
Torna in alto

Sport

Editoriali

Rubriche

Informazioni

Partners