Persone con disabilità intellettiva

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Recentemente, in un nostro articolo di dialogo cultural-operativo con Gian Antonio STELLA, intitolato: Se questa è Civiltà…, Stefano BORGATO (www.superando.it), citando don Lorenzo MILANI scrive: «Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali».

«Ed è proprio attorno a questa frase, annota Borgato, che ‘volano’ tutte le riflessioni di Francesco Fusca sulla scuola, sulle politiche sociali, sulle famiglie, sulla "Storia più cattiva" e sulla costante ‘invisibilità’ delle persone disabili, riflessioni che prendono spunto da un recente intervento del giornalista Gian Antonio Stella sul “Corriere della Sera”».
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Il solito Stella, dunque, noto "disturbatore-rompitore" dei sogni tranquilli degli ipocriti e dei maneggioni dell'antico italico stivale - razza ahimé, questi ultimi, sempre in espansione - in «Corriere della Sera.it» (9 febbraio 2012) riflette, amaramente, sulla "Cultura della disabilità e dintorni".
Esordisce con la Didattica, citando l'inizio di un ‘problema’ assegnato in una classe della Scuola tedesca, durante l'era letale del nazismo (1940), quando questo, insieme al fascismo, tocca, in Europa, la punta più velenosa della cattiveria umana di tutta la Storia universale…
Dunque, il ‘problema’: «Un pazzo costa allo Stato 4 marchi al giorno, uno storpio 5,50, un criminale 3,50…». I conti, ovviamente, non tornano. Sterminare eliminare cancellare: le parole di una civiltà (con la "c" rigorosamente minuscola) che si determina, con lucida follia, al dolore e alla morte. E così è stato! Pazzi, storpi, criminali, zingari, omosessuali, bambini, vecchi, … tutti nei forni crematori, che non sono forni per… fare la crema. Urla sempre, in eterno, il grande Poeta Francesco GUCCINI: «Son morto che ero bambino / son morto con altri cento / passato per il camino / e ora sono nel vento. /Ad Auschwitz c'era la neve / e il fumo saliva lento / nel freddo giorno d'inverno / e adesso sono nel vento».
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Per citare ancora Stella, ricordiamoci quel che afferma l’Istat relativamente alla “Disabilità in cifre”. In Italia i disabili «sono 2 milioni e 600 mila, pari al 4,8% circa della popolazione di 6 anni e più che vive in famiglia. Considerando anche le 190.134 persone residenti nei presidi socio-sanitari si giunge a una stima complessiva di poco meno di 2 milioni e 800 mila persone».
E visto che stiamo… dando i numeri, riflettiamo anche sui seguenti, impressionanti: «Special Olympics nel mondo è presente in 180 Paesi, con 3.200.000 Atleti. I familiari sono più di 4.000.000, i “grandi eventi” 30.000 e i volontari 1.000.000. In Italia, Special Olympics conta 13.000 Atleti, 2.700 familiari e 2.000 volontari».
Ma, cos’è lo Special Olympics? Nato nel 1986, per opera di Eunice KENNEDY, esso si caratterizza per il lavoro che svolge con le Persone con disabilità intellettiva, attraverso gli allenamenti sportivi e le competizioni atletiche (‘competizione’ è solo nel senso di concetto positivo: dare il meglio di sé guardando gli altri diversi come me, confrontandosi con loro, cercando di superarli nelle gare e di vincere. Per quel che è possibile. Sin dove è possibile…
Lo Sport, con il suo proverbiale Mens sana in corpore sano, fa pendant con lo stare insieme, con la gioia e l’allegrìa, in modo disinvolto rimanendo se stessi, con il dare il meglio di sé tra gli altri, davanti agli altri, con genitori e familiari e poi a Scuola e poi in Società. Lavorando, da adulti, beninteso, come gli altri, anche per onorare l’art. 4 della Costituzione repubblicana che, testualmente, recita: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
In questa ottica, nella bella brochure d’accompagnamento dello S. O., si legge: «Lo sport, offrendo continue opportunità di dimostrare coraggio e capacità, diventa un efficace strumento di riconoscimento sociale e di gratificazione. Può essere palestra di vita che offre agli Atleti Special Olympics la possibilità di valorizzare le proprie diverse abilità e di spenderle produttivamente nella società, che avvicinandosi a loro in situazioni gioiose e momenti di festa, matura una maggiore disponibilità verso questo tipo di disabilità».
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Anche a Sibari di Cassano all’Ionio (Cosenza, Italia; nell’ultima settimana di maggio 2.012) c’è stato il giuramento: «Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze».
Tutti: Ragazzi/e e Adulti, ‘Stranieri’ e Italiani/e, tutti hanno giurato. Probabilmente, in nessun altro modo poteva esaltarsi di più l’Italia, la Calabria, la Provincia di Cosenza, Sibari e il Minerva Club Resort & Golf dell’ottimo Luigi SAUVE, che ha ospitato l’evento per il decimo anno.
Una manifestazione di profonda Umanità, che oggi è difficile ritrovare in giro.
Difatti, in questa nostra allegra, sgangherata società mondiale (solo in parte di essa) falsamente ricca di materiali averi, profondamente povera della anche terenziana com-prensione e dell’Homo sum: humani nihil a me alienum puto - Sono un uomo: nulla che sia umano mi è estraneo, ebbene in questa società glo-cale c’è ancora qualche oasi per ristorare lo spirito, mettendo a risposo, almeno per un po’ il foscoliano spirto guerrier ch’entro mi rugge. Nel bene e nel male…
Dunque un’Oasi. Il Minerva di Sibari con il suo Special Olympics. Gli scavi. La Cultura greco-latina. La Mediterraneità. Il ‘miracolo’ e la ‘magìa’… Ri-tornano le ‘tracce’ i ‘segni’ i ‘codici’ di chi siamo stati, di chi siamo. Oggi però, sovente, tristemente ignorantemente, inconsapevoli…
Forse non comprendete queste parole. Forse. La ‘colpa’ è solo nostra, se è così!
Se abbiamo sbagliato sarete rifusi. Con la Preghiera, naturalmente: quando il figlio muore, invoca la Mamma; quando la Mamma muore, invoca la Mamma, … C’è una Madre per tutti… Bisogna saperlo! O con un mantra. O con un salmo. O con una sura.
O, se volete, infine, col sussurro del Fiume davanti alla statua della Madonnina a Lourdes che si con-fonde/fonde/in-fonde/dif-fonde con la Preghiera ‘plurale’ delle Genti della Terra che invocano, in ginocchio o con gli occhi verso l’Alto, il Cielo, sempre stellato. Promessa… Il mistero del Mistero.  
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L’Oasi è la metafora dell’anima. Il viandante che cerca di orientarsi nei flussi di alterna Fortuna della Vita, che cerca Senso. L’Oasi è ‘perdono’, ‘ri-conciliazione’, ‘catarsi’. È Resurrezione.
Sentimenti ed emozioni suscitati solo da certi contesti. Umani, ovviamente. INSIEME, per intuire il Senso del Viaggio; per scegliere con fiducia orgoglio passione la VIA (la Verità e la Vita?) da percorrere; per essere. Per essere la Donna, l’Uomo dell’humani nihil a me alienum puto.
Pino MONTEMURRI, Federico VICENTINI, Carlo ROMEO, A. LATELLA, A. DI DIEGO, C. SANSONETTI, S. SANCINETO, F. AMARELLI, … hanno approfondito, con tempi ‘europei’, il tema TURISMO E DISABILITÀ, dimostrando, se ce ne fosse stato bisogno, come l’azione e l’opera di Luigi Sauve e di Gabriella siano state feconde, abbiano contagiato tantissime Persone verso i VALORI UNIVERSALI dei Diritti umani agiti e della Solidarietà vera convinta appassionata. Grazie!
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