Bocciare in 1^ elementare… come guadagnare la prima pagina del Corsera

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Che la mamma degli idioti sia sempre incinta, questo lo sappiamo da sempre, al di là della lezione ironico-sarcastica di Leo Longanesi; ma, che ancora ci si accanisca, nel 2.012, contro bimbi/e seienni, e nella Scuola, questo davvero fa traboccare il vaso, indigna e ci dà la cifra del disorientamento scolastico e della confusione sociale che vigono, ormai da diversi anni, nella Istituzione più importante della nostra Società (cosiddetta) civile, che è Scuola d’Italia - Scuola d’Europa. Abbandonata. E anche derisa.

E così leggiamo, con amarezza (ma, a chi gliene importa dei nostri sentimenti?), sulla prima pagina del Corriere della Sera (12 giugno 2.012): I cinque bimbi bocciati in prima elementare - La scuola che boccia a sei anni…
Quali argomenti pedagogico-didattici potranno addurre, a giustificazione della scelta iniqua, i docenti, colpevoli, dell’Istituto comprensivo di Pontremoli (Massa Carrara) “Giulio Tifoni”? Quali spiegazioni psicologiche sociologiche antropologiche potranno proporre all’attenzione generale e, in particolare, a quella degli “addetti ai lavori”, per spiegare il “nobile gesto”? Cosa dirà mai il baldo dirigente scolastico, tutto… professionalità competente e scienza infusa? E, infine, dov’è il Ministro? Che fa? C’è? Se c’è, per piacere, almeno dia un segnale di vita, un alito di giustizia sociale…
***
Il buon C. Freinet, tra gli altri pedagogisti (numerosi, nella Storia della Pedagogia mondiale) già diversi decenni fa ci insegnò come e perché bisogna dare tempo e dare fiducia ai bimbi e alle bimbe, quando fanno i primi passi negli apprendimenti, tuot court; quando ci si apre, giocando giocando, al mondo magico del formale/astratto… Come alle piante, quando vengono messe a dimora e devono crescere, secondo natura, e accudite opportunamente, dando tempo e sostegno, l’aiuto… opportuno. Si veda, a proposito, il famoso attualissimo I detti di Matteo.
E invece, no! Bocciato, cioè cacciato, cioè escluso… Ma, non parliamo sempre di INCLUSIONE? Non gridiamo e scriviamo sempre, ai vari venti, che dobbiamo puntare sulla Cultura dell’Integrazione e incentivarla promuoverla incrementarla sempre più, per tutti, alla pari?
Dove vivono i docenti della Scuola “Giulio Tifoni”? E il dirigente scolastico?
Si dice: -L’Infanzia garantita. Ma, di quali ‘garanzie’ si parla? Quale Infanzia è veramente garantita dalle pompose altisonanti sbandierate Carte: dalla Costituzione alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia del 1989 (ratificata dall’Italia con Legge n. 176/91)?
Cinque bocciati a sei anni! Complimenti! Raccontano le cronache, ahimé!, che si tratta di tre ‘extracomunitari’ e di due ‘italiani’, di cui uno è disabile (alla Croce aggiungi altra croce…).
Non si crescerà mai! Il film, déjà vu, dello scommettiamo e puntiamo su Pierino (figlio del dottore), contro Gianni (figlio del disoccupato, inoccupato, esodato, …), per una politica chiaramente classista, fa ancora capolino. E così sarà sempre, se non si fanno le teste. Le Teste ben fatte - non le “teste ben piene”, che oggi diffusamente, glo-calmente, galleggiano tra avere-profitto e apparire, tra il tremendo do ut des e la triste filosofia dell’homo homini lupus…
Tagliare le gambe, ‘cacciare’: proprio nel senso di “dare la caccia” e ‘sparare’ al… bambino/a. Complimenti. Proponiamo medaglie d’oro all’allegra brigata …
La Scuola dell’Autonomia, si dirà. Del DPR n. 275/99, art. 4. Il docente è titolare, per legge, della libertà/autonomia didattica. C’è la garanzia della legge, che salvaguarda tutte le scelte e le strategie metodologiche, pedagogico-didattiche e organizzative degli insegnanti. Complimenti! Il ragionamento non fa… una grinza! Epperò…
Epperò, fa male (per tutta la Vita) alle cinque Persone di sei anni, e ai loro genitori, e alla Comunità di Pontremoli. Fa male, molto!, alla Scuola italiana che non vive, com’è noto, una grande significativa
qualitativa considerazione sociale e politica (con la p, politica, rigorosamente minuscola) da parte delle Persone del nostro martoriato sventurato ‘maneggiato’ Paese, che antepone alle “Persone reali” e ai loro bisogni di Identità e di Dignità il Pil e la politica ‘mirata’ delle banche e dei bancari/banchieri: dalla banca centrale d’Italia alla banca centrale d’Europa…
Dichiara Angelo Frediani, dirigente scolastico della Scuola ‘Tifoni’: «È un provvedimento adottato all’unanimità dal collegio dei docenti nel rispetto della normativa ministeriale e per tutelare questi alunni». E si lava le mani… Questa, in verità, non l’avevamo mai sentita…
***
Ma, quando mai si è visto, in tutti i 150 anni di Storia della Scuola italiana, che per bocciare cinque alunni/e di sei anni, in prima elementare, occorre l’unanimità di tutto, nientemeno, … il Collegio dei docenti? Cosa ne sanno, diecine e diecine di docenti delle altre classi (senza citare quelli della Scuola dell’infanzia e della Secondaria di 1° grado), dell’andamento pedagogico-didattico dei bambini/e? Cosa ha fatto la Scuola, sin da ottobre scorso, conoscendo, doverosamente, i ‘limiti’ e gli ‘svantaggi’ socio-culturali dei cinque alunni/e? Ha provveduto, subito, ad attivare e a svolgere un ‘piano’ di decondizionamento e di compensazione da un lato, e di supporto e di incentivazione, dall’altro? Cosa risulta, in questo contesto di idee brevemente delineato, dalla ‘storia’ scritta dei registri di classe e dei Consigli di interclasse dell’anno scolastico 2.011-12?
Vogliamo controllare, signor ministro Francesco Profumo, oppure crediamo alle favole degli ignoranti arroganti, che già vorrebbero “fuori uso” gli Ispettori (Dirigenti tecnici) che, nella Scuola delle Autonomie, non conterebbero più niente? Qual è la norma che ha “fatto fuori” la funzione ispettiva? O puntiamo, insistendo sul deleterio processo in atto del mettere insieme e confondere bene, perché NON si capisca la scelta, oves et boves?
Stia attento, signor ministro Profumo: la funzione ispettiva (quella degli Ispettori selezionati da concorsi nazionali, severi, svoltisi a Roma, con tre prove scritte e una orale) ancora non è ‘morta’ anche se i segnali, per le scelte ‘incolte’ di alcuni che hanno governato la Politica scolastica nazionale, ci sono tutti. Su un organico nazionale di 335 Persone (da 696 nel 1989 a 520 nel 1996, a 335 nel 2.009), ne siamo rimaste in servizio forse 100 (con concorso e non per… tessere). E con un concorso ispettivo in atto (a 145 posti), che segna il passo, sebbene bandito nel gennaio del 2008… E perché è stato ‘bloccato’? Da chi? Glielo dobbiamo dire noi, signor Ministro?
E la funzione ispettiva non è morta né morirà, a nostro parere. Né confligge con la Legge costituzionale n. 3/01, come interpreterebbe qualche solone della giurisprudenza à la page…
Con dispiacere, sommo, ci risulta, di tanti dirigenti scolastici (una buona quota diventati dirigenti scolastici con concorso riservato… e tutti sappiamo cos’è-com’è, con qualche eccezione), che vorrebbero fare il… “salto della quaglia” (senza, dunque, il concorso selettivo-difficilissimo ancora oggi vigente), grazie alla tessere di partito e/o alla tessera sindacale e/o ad altri “poteri occulti” e che… ‘occulti’ poi non sono; e anche di alcuni sindacalisti dell’ultimora…
Perché non morirà la funzione ispettiva? Perché, per Fortuna siamo nell’U. E. (Unione Europea), dove essa è tenuta in alto conto, come: gli “occhi veri dell’Amministrazione” che ‘conoscono’ e “fanno conoscere” al Centro, a chi governa, la “Scuola italiana vera”, perché gli Ispettori nelle Scuole ci vanno ‘fisicamente’, per supportarle e promuovere la Cultura delle Norme nazionali della Scuola… In Inghilterra, a mo’ d’esempio, gli “Ispettori di sua Maestà…”.
Questo solo per dire, con i riferimenti di Marco Gasperetti (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), che è risibile quanto dichiarato da Lucia Baracchini: «Giudico inopportuna la richiesta dell’invio degli ispettori. L’istituzione scolastica ha per fortuna l’autonomia nella valutazione formativa e anche questa volta lo ha fatto valutando la complessità dei casi anche con il ricorso di un gruppo di lavoro di esperti dell’Asl».
Complimenti, signora sindaco e dirigente scolastica due volte, di due Istituti comprensivi…! Le parole sono ‘pietre’ e si autodenunciano pubblicamente, per il peso, a nostro parere, in-colto e in-civile… Difatti, senza necessariamente citare pedagogisti psicologi neuropsichiatri infantili, di chiara fama a livello nazionale e mondiale, … è noto a tutti, tranne a chi fa della ‘questione’ una “questione di scelta politica”, una “questione di… classe”, che i ritmi di apprendimento (le ‘modalità’, le strategie, gli stili, le “tecniche mentali” di comprensione soggettiva, …) sono diversi differenti dissimili tra Persone e Persone a tre anni come a sei, a dodici, a sedici, …. E non ci venite a raccontare balle: -Che la questione è superata e che più non esiste… Che la Psicologia dell’età evolutiva è… una pia scemenza. Che …
E, ancora, la famiglia. La famiglia “alle spalle” di… Gianni o di Pierino (la sua Cultura, economia, storia sociale, …) conta molto, per il successo/insuccesso formativo della Persona…
***
Vogliamo chiederci, infine (per modo di dire), e controllare chi sono i cinque bocciati di sei anni? A quale classe socio-economico-culturale appartengono? Se sono figli del dirigente scolastico, del sindaco, dell’insegnante, del dottore, dell’ispettore…; ovvero, dell’operaio, dell’emigrante, del disoccupato, del carcerato, del drogato, dell’assassino, …? O questo domandare è inopportuno e, magari, scandaloso? Facciamo le cose… a umma a umma…
Si dirà: -La valutazione formativa dei cinque ‘nessuno’ è stata equa… Come la tristemente famosa, professoressa di don Milani, che dichiarò la sua giustizia scolastica, con arroganza e dunque ignoranza, con le parole: -Io, quando un ragazzo merita quattro, gli do quattro! Amen.
È così facendo che si spiega la ‘risposta’ alla domanda: -COME GUADAGNARSI LA PRIMA PAGINA DEL CORRIERE DELLA SERA e degli altri mass-media, caldi e freddi, sino a Internet?
Complimenti, davvero!
***
«L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile.
Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno.
Ma se si perde loro la scuola non è più scuola.
È un ospedale che cura i sani e respinge i malati.
Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile.
E voi ve la sentite di fare questa parte nel mondo?
Allora richiamateli, insistete, ricominciate tutto da capo all’infinito a costo di passare per pazzi.
Meglio pazzi che strumento di razzismo.
(…). Milioni di ragazzi aspettano d’essere fatti eguali.
Timidi come me, cretini come Sandro, svogliati come Gianni.
Il meglio dell’ umanità»
don Lorenzo MILANI, Scuola di Barbiana, 1969
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