Concorso direttivo: le peripezie del melodramma

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L’agosto 2.012 si può tranquillamente definire di ‘fuoco’, non solo per la calura fuori dal normale naturale andamento estivo, comparato con gli anni passati; non solo per gli incendi e i roghi, che hanno divorato grandi pezzi boschivi e oltre del Territorio italiano; ma, anche per coloro che, nella Scuola del nostro Paese, aspettano un posto di lavoro: dal personale Ata (amministrativo e ausiliare) ai Docenti, ai Dirigenti scolastici.

Agosto-settembre di fuoco e, dunque, caotico nevrotico isterico, per il mix di norme di ieri e di oggi, che si sono mescolate contraddette confuse; per il ‘dimensionamento’ degli Istituti (si pensi all’errore madornale di chiudere le gloriose fondamentali significative -sotto il profilo della Psicologia dell’età evolutiva e non solo- DIREZIONI DIDATTICHE); per la ‘razionalizzazione’, infine, degli organici del Personale scolastico (che si possono serenamente obiettivamente definire IRRAZIONALIZZAZIONI), ridotto all’osso (tra ‘tagli’ di… pelo e contropelo…), con il consequenziale danno, evidente -sotto gli occhi di tutti: ovviamente, di chi vuole onestamente vedere- per la formazione armoniosa, colta e civile, della personalità dei giovani e delle giovani: dell’INFANZIA, della quale sempre tanto si dice e si scrive (ieri come oggi); ma, nei fatti, ben poco si fa!
***
Il CONCORSO DIRETTIVO. Parliamone. Cerchiamo di capire a che punto stanno le ‘cose’… Insomma: -Qual è lo stato dell’arte, oggi, all’inizio dell’anno scolastico 2.012-13 della funzione direttiva?
Ragioneremo brevemente, per scelta di campo elettiva e per chiarezza espositiva, sulla seguente, intrecciata, concettualizzazione: da un lato, sui dati quantitativi, dall’altro sui dati qualitativi.

I DATI QUANTITATIVI –
Al 31 agosto 2.012. Il ‘taglio’ del 20% dell’organico nazionale dei Dirigenti scolastici, previsto dalla spending review e dintorni, li ha ridotti, da oltre 10.000, a circa 8.000.
In servizio, ad oggi, in Italia, sono 6.789, mentre i posti vacanti e disponibili sono 1.337.
In Calabria, a mo’ d’esempio, su un organico di 407 Capi d’Istituto, oggi lavorano solo 313. Poi, si apre il capitolo reggenze. Non ne parliamo, per l’amor di Dio… Della serie: un ‘buon’-‘medio’ Dirigente scolastico, per professionalità competente, già non riesce a lavorare proficuamente (secondo le perentorie indicazioni del D. L. vo n. 165/01 e successive modifiche e integrazioni) con un solo Istituto, immaginiamoci come lavorerà con due Istituti, sovente disseminati sul Territorio in più Comuni e in molti plessi…, di cui risponde, si precisa per la chiarezza delle responsabilità civili e penali, per dovere soggettivo pieno, a chi di competenza…
Per la ‘solita’ chiarezza. Spending review significa, grosso modo, revisione della spesa pubblica e, grosso modo: (a) eliminazione degli sprechi e delle inefficienze; (b) garanzia dei controlli sui conti pubblici; (c) individuare e ‘liberare’ risorse da utilizzare, per interventi di sviluppo; (d) infine, da un lato ri-dare efficienza al settore pubblico, dall’altro (di conseguenza) concentrare l’azione su chi ne ha bisogno.
Dunque, i dati quantitativi. 8.000 circa i candidati non ammessi alle prove scritte e che hanno fatto ricorso. 1.000 circa, ad oggi, i Dirigenti scolastici neo-immessi. Come sarà il futuro, prossimo? È difficile dirlo se si pensa alla lunga variegata messe di ricorsi pendenti davanti al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio, che a novembre p. v., potrebbero inficiare, totalmente (in tutta Italia), il concorso direttivo… Ciò considerato, pare che la Direttrice generale Lucrezia Stellacci stia già lavorando, a Viale di Trastevere, per il bando del nuovo concorso direttivo…
Oltre al caso più eclatante, la Lombardia; diverse altre Regioni, infatti, sono… in odore di annullamento di concorso, per differenti motivi: la Basilicata, la Toscana, l’Umbria, la Calabria.
Insomma, il concorso nazionale a 2.386 posti a Dirigente scolastico, bandito il 13 luglio 2.011, si sta sfaldando, miseramente, come la neve al… sole d’agosto-settembre 2.012. Dio solo sa, mentre succede tutto questo nella Scuola delle Autonomie, quant’è grande profondo autentico il bisogno (la ‘fame’) di buoni ottimi Dirigenti scolastici nel nostro Paese, stante, sempre viva, la sfida a 27, delle Scuole dei 500 milioni di Cittadini europei…

I DATI QUALITATIVI –
De jure condendo (in merito al diritto che dovrebbe essere formulato), le questioni legate, a mo’ d’esempio:
al mancato “requisito di anonimato”, per la nota vicenda del concorso direttivo in Lombardia;
«agli apprezzabili profili di fumus boni iuris, con riferimento al motivo di ricorso concernente il ruolo del professor Viscomi, presidente della commissione esaminatrice e già presidente del corso di perfezionamento per dirigenti scolastici, frequentato anche da dirigenti con funzioni vicarie poi ammessi al concorso» (Consiglio di Stato, Ordinanza del 29 agosto 2.012), per la vicenda del concorso direttivo in Calabria.
A parte quanto già detto sulle negatività e le criticità del concorso direttivo nazionale (e regionale), si può cogliere qualche elemento buono significativo qualitativo dell’avventurosa esperienza in atto? Cosa capisce e impara chi? Cosa insegna cosa? Qual è la ‘lezione’ per lo Stato italiano e per chi lo rappresenta ai vari livelli?
Riflessioni a voce alta. Per iscritto. Con spirito di servizio. Come sempre. Per la grande valida ottima Scuola italiana nell’U. E. (Unione Europea):
(A) Intanto, il fatto di averlo bandito e cercato di espletarlo fino in fondo dichiara, evidentemente, l’importanza che lo Stato annette al concorso. Esplicita, inoltre, il bando del concorso, la centralità della funzione direttiva e la portata strategica del ruolo epicentrico dell’Istituzione scolastica nella Società. Detto diversamente: la Scuola, nel S. F. I. (Sistema Formativo Integrato) ha un Senso socio-culturale diffusamente condiviso e dà Senso alla formazione dei giovani e delle giovani di oggi, sotto i profili della Democrazia e del Pluralismo, della Giustizia e della Libertà, …;
(B) I Dirigenti scolastici ben selezionati e formati, nella Scuola delle Autonomie, sono una garanzia sotto il riguardo organizzativo. L’organizzazione, come ci indicano le migliore ricerche scientifiche nel campo, è l’intelligenza viva della Istituzione nell’odierna Società cangiante massificata anonima glocale. Difatti, il tempo è risorsa e ricchezza, così come lo è lo spazio. In questo contesto di idee, il nascente nuovo Umanesimo si fonda sulle dimensioni esistenziali della leggerezza e della flessibilità, del cambiamento possibile e sostenibile e della creatività della mano sinistra… Insomma, non se ne può più di produttività e Pil, di avere e di apparire, …: il loro licenziamento è imminente;
(C) L’evento del concorso ha acceso i riflettori su uno dei protagonisti più importanti dello scenario socio-culturale del Paese: il Dirigente scolastico. Ciò ha già comportato e comporta un’attenzione alta da parte della Società tutta, perché le Persone della Scuola, tutte comprese, sono oltre un milione;
(D) Saper parlare e scrivere l’Italiano corretto; possedere una testa ben fatta, che pensa criticamente anche perché in continua tensione di studio e di ricerca; interpretare e vivere il nostro tempo (che è l’unico Tempo possibile che ci è dato) in modo com-prensivo e, cioè, convincendosi sempre più che i temi e i problemi degli altri sono i miei - come i miei (così come le gioie e i dolori, …); conoscere le Lingue e padroneggiarle in modo funzionale e nella convinzione che le Lingue affratellano i Popoli; conoscere e padroneggiare, infine le tecnologie multimediali, nella convinzione che si tratta di strumenti prodotti dall’intelligenza umana e che, dunque, sono al servizio della Persona (che sono ‘oggetti’ da usare, senza… essere usati), tutto ciò e tant’altro ancora impersona oggi il Dirigente scolastico di Valore, cioè professionalmente competente;
(E) Come procedere, per non ri-commettere gli errori già fatti? Dall’alto della nostra esperienza (lunga e grande) e della nostra Cultura (piccola e onesta) nel seguente, semplice, modo:  1°) Per la pre-selezione, considerato l’enorme numero facilmente immaginabile di partecipanti, occorre che alla batteria dei quesiti ci lavori, sempre collegialmente, una sola commissione di esperti. Se il numero di esperti dovessero essere elevato (30-40 Persone) resta fermo che la batteria di domande deve essere sempre discussa e condivisa da tutti: sempre insieme. Così non ci saranno errori contraddizioni ridondanze: com’è accaduto al concorso direttivo in atto… 2°) Per la selezione. Due prove scritte, tradizionali, sugli argomenti pregnanti del Programma del concorso. Se a qualcuno viene da ridere è giustificato. A patto che… A patto che:
[a] NON condivida il fatto che il pensare-scrivere in Italiano sia importante;
[b] NON condivida che contenuto e forma siano la sintesi vincente di una testa ben fatta colta problematica critica, capace di fronteggiare liberamente dialetticamente la nostra mutevole variegata cangiante Società mondiale dell’interdisciplinarità;
[c] NON condivida il fatto che essere Dirigente scolastico oggi sia una scommessa sul padroneggiare funzionalmente le competenze (psicologiche, sociali, relazionali, pedagogico-didattiche, organizzative, tecnologiche, …), sia a livello soggettivo sia a livello intersoggettivo, nel mondo del lavoro, nel quale, sia chiaro, il posto fisso è una ricchezza tout court e una sicurezza psicologica ed esistenziale (ma, il titolare del posto fisso deve essere continuamente monitorato controllato valutato. Deve ‘rendere’ in Società nel senso ‘umano’ del termine. Se no, va licenziato: senza se e senza ma. Ovviamente, i Sindacati, che non c’entrano nulla, devono difendere, all’occorrenza, solo e soltanto il ‘posto’ di lavoro del lavoratore… che lavora (intelligenti pauca).   

«Oggi la cultura
è considerata non tanto una noia, quanto un pericolo pubblico:
a cominciare dal ministro dei Beni culturali, l’impegno è quello di azzerarla;
mentre quello dei mezzi di comunicazione, soprattutto la televisione,
è quello di azzerarci»
Natalìa ÀSPESI (27 agosto 2.010)
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