Poesìa e Ironìa

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“Continuare a crescere. Sguardi intrecciati su adultità e vecchiaia. Gli esiti della ricerca Prin’08”

POESÌA E IRONÌA
Poesìa ironica - Ironìa poetica
Solo la LEGGEREZZA ci salverà! O una… RISATA?


«Non son chi fui; perì di noi gran parte:
Questo che avanza è sol languore e pianti.
E secco è il mirto, e son le foglie sparte
Del lauro, speme al giovenil mio pianto»
Ugo FOSCOLO, Di se stesso

Il Fuscapensiero su giovinezza e vecchiezza (Seminario di Foggia, 20 e 21 novembre 2012).
Fare il punto. Lo stato dell’arte. A che punto siamo? A sessant’anni suonati siamo felici o infelici? Verso dove andiamo? Cosa abbiamo capito della Vita: di questo attimo tra l’assurdo del Tempo infinito che ci ha preceduti e l’assurdo del Tempo infinito che verrà dopo?

Cosa pensiamo della Morte, di Sorella Morte? Cos’è il Mistero? Che ne so io? Cosa significano questi versi, la Poesìa dell’inquieto disturbatore irriverente infinito universale Ugo Foscolo?:
«All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne / confortate di pianto è forse il sonno / della morte men duro? Ove più il Sole / per me alla terra non fecondi questa / bella d’erbe famiglia e d’animali, e quando vaghe di lusinghe innanzi / a me non danzerai l’ore future / (…) / qual fia ristoro a’ dì perduti un sasso / che distingua le mie dalle infinite / ossa che in terra e in mar semina morte?».
***
Tra noùmeno e fenòmeno, dunque, … coriandoli e champagne, scintille e illusioni. Ce n’è per tutti: ovviamente per quelli che sappiamo…
  • «Più si diventa anziani, meno si ha paura di diventarlo. Tutti gli studi lo dimostrano: con gli anni le persone sono meno ansiose, meno ostili, provano emozioni meno negative. Tendono a vedere entrambi i lati della medaglia. Oggi esistono pochissime cose in grado di stressarmi»: Jane FONDA (‘Barbarella’. 72 anni. In: L’espresso del 10 febbraio 2.011) –
  • «In ogni espressione letteraria l’autobiografia ha un posto inalienabile. Sorano, non a caso, tratta i temi dell’amore e della sessualità, come io li vivo. Scopre ad esempio, all’interno del rapporto coniugale, la bellezza dell’eros che il tempo trasforma in agape, l’appagamento che la coppia ne riceve e tante altre cose di cui siamo depositari, fra gli altri, mia moglie ed io»: Romano FORLEO: medico e scrittore, autore anche de L’uomo che curava le donne (Electa edizioni, 2.009, pp. 390, €. 29,00) –
  • «Nessuno scrive per ottenere la fama, che del resto è cosa molto transitoria, o l’illusione dell’immortalità. La prima ragione che ci spinge a scrivere è certamente quella di soddisfare qualcosa dentro di noi, e non di soddisfare gli altri. Naturalmente quando gli altri riconoscono i nostri sforzi, la soddisfazione è maggiore, eppure scriviamo in primo luogo per noi stessi, seguendo un impulso interiore»: Sigmund FREUD –
  • «La ricchezza di chi legge rispetto a chi non legge è che lui sta vivendo e vivrà solo la sua vita, chi legge... ne vive moltissime»: Umberto ECO –
  • PERLINE (prima): (A) «Non penso mai al futuro. Arriva così presto!»; (B) «Ci sono due modi per vivere la vita. Uno sta nel non credere ai miracoli. L’altro sta nel ritenere ogni cosa un miracolo»; (C) «Ci sono solo due cose al mondo infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma sulla prima cosa ho qualche dubbio»: Albert EINSTEIN (1879-1955; Nobel, 1921) –
  • PERLINE (seconda): (a) «Si nasce una sola volta due volte non è concesso, né si può essere in eterno; e tu, pur non essendo il padrone del tuo domani, procràstini la gioia: così la tua vita trascorre nell’ indugio e ciascuno di noi si muore senza mai essere stato felice»; (b) Beati i vecchi!; (c) Non dobbiamo stimare come più felice il giovane, ma il vecchio che ha vissuto bene. Perché il giovane nella pienezza delle sue forze è spesso confuso e sviato dal vento della fortuna; ma il vecchio che si è ancorato nella vecchiaia come in un porto, tiene ormai saldi nella sicura custodia della gratitudine i beni che prima aveva scarsa fiducia di ottenere: EPICURO, Varia –
***
Il Fuscapensiero è tutto qui. O quasi. È evidentemente poco piccolo… Quasi niente quasi tutto…
Tuttavìa si dovrebbe notare una certa leggerezza… D’altronde, una certa pesantezza -l’opacità la tristezza la noia l’avvilupparsi la negatività del Male il compiangersi…- non porterebbe a niente, se non alla depressione. Magari alla voglia di morire. Sino, magari, al suicidio…
L’Amico TEMPO se ne va! Ruit hora! Passa, per tutti, alla pari… E meno male… La Giustizia esiste! Maturità dell’Uomo. ----->A mo’ d’esempio: REMBRANDT. Questo pittore ha dipinto diversi autoritratti nel tempo (nel 1629, nel 1661, …): realistici e veritieri, senza mai tentativi di ‘abbellire’ o di ‘rin-giovanire’ o di … Ha accettato, in buona sostanza, la Vita che va, dimostrando grande maturità, accettazione di sé, stima, coerenza, …
Il totem della gioventù ad ogni costo, ricorrendo a qualsiasi ‘cosa’ (materiale o immateriale), il totem dell’eterna giovinezza è uno spaventapasseri che insegue e colpisce le persone mediocri, giorno e notte, rendendo la loro esistenza una vera e propria sofferenza intima, ma anche esternamente visibile.
***
«Quando si è esperito ogni tentativo di sopravvivenza resta la fede. Piaceri infiniti, anche sessuali, ci attendono nell’aldilà. Da sempre il sogno dell’uomo è sconfiggere la morte. Non ce l’abbiamo ancora fatta, ma il progresso ci ha dato strumenti per restare giovani anche in tarda età.
Poi si ricorre ai placebo, dal collezionismo ossessivo ai mausolei per lasciare un ricordo ai posteri. Ma la fonte dell’eterna giovinezza è l’ironia. Berlusconi si è eretto un monumento (commissionato a Pietro Cascella), Eco raccoglie milioni di libri, Jackson aveva affidato la sua immagine alla chirurgia estetica. Cambiano i metodi, ma rimane l’esigenza di esorcizzare la decadenza e l’oblio. Solo su una sfida -quella della morte- nonostante tutti i nostri sforzi, restiamo prudenti.
Nel corso dei millenni siamo riusciti a raddoppiare la nostra vita media, ma si tratta di un progresso irrisorio rispetto all’eternità che ci ha preceduto e all’eternità che ci aspetta. Esauriti i rimedi scientifici, non resta che ripiegare sui placebo, ricorrendo all’astuzia della ragione. Il placebo più efficace resta la fede nell’aldilà. Onorio di Autun, Eadmero di Canterbury, (…) hanno fatto a gara nel fornirci elenchi di piaceri d’ogni specie (…). I maomettani ci aggiungono il trionfo dell’erotismo: basti pensare che ogni natica delle Uri, le fanciulle vergini, ha una superficie di un miglio per un miglio, e che l’orgasmo dura 100 anni. (…). L’esperienza di Michael Jackson ci insegna che, come si dice, “l’America è il solo paese dove un povero bambino negro, crescendo, può diventare una ricca signora bianca”. (…).
Ci sono coloro che, per esorcizzare la morte che ci spoglia di ogni cosa, collezionano oggetti: François Pinault…, Umberto Eco… Don Giovanni preferiva collezionare amanti: “Madamina, il catalogo è questo delle belle che amò il padron mio” -riferisce scrupolosamente Leporello- “in Italia seicento e quaranta; il Alemagna duecento e quarantuna; cento in Francia, in Turchia novantuna; ma in Spagna sono già mille e tre. V’han tra queste contadine, cameriere, cittadine, v’han contesse, baronesse, marchesine, principesse. E v’han donne d’ogni grado, d’ogni forma, d’ogni età”. (…)»: Domenico DE MASI In: Style n. 10, ottobre 2.011, LA SCIENZA DEL BUON VIVERE –
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«Non son chi fui; perì di noi gran parte:
Questo che avanza è sol languore e pianti.
E secco è il mirto, e son le foglie sparte
Del lauro, speme al giovenil mio pianto»
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