La Pasqua della Scuola? Miseria e Nobiltà

Hostaria Antico Borgo
E la chiamano Scuola, questa Scuola tradita calpestata abbandonata, a partire dalla sua cosiddetta Autonomia…
Questa Scuola senza ! Senza mezzi economici e senza mezzi finanziari; senza strumenti didattici e tecnologie multimediali padroneggiate dai docenti; svogliata, dunque, negli obiettivi da raggiungere e vilipesa; la peggio pagata nell’Europa dei Cittadini e delle Cittadine; non più nel cuore né nella mente della Politica nazionale; senza formazione in servizio continua e obbligatoria, per i docenti: -Dov’è finita la europea formazione professionale per tutto l’arco della vita?
Scuola senza!

Non miseria e nobiltà (Commedia di Edoardo Scarpetta, 1888; e anche Film del 1954, con Totò), ma pertinentemente, perché ci interessa da vicino, miseria e povertà. Anche, ahimé!, per quel che va accadendo oggi e che è sotto gli occhi di tutti (se poi uno si mette le bistecche sugli occhi e non vuole vedere, sono affari suoi e della sua coscienza…).
Non è che, nel passato, chi ha governato si sia fatto a pezzi per la Scuola del nostro Paese; ma, quello che si sta registrando oggi supera, senza tema di essere smentiti, ogni possibile riferimento ai momenti, anche peggiori, della Storia dei 150 anni di Scuola Italiana, ovviamente esclusa l’epoca della fascistizzazione della Scuola del Ventennio…
Anzi, per dirla tutta, senza infingimenti, ma con la solita onestà che ci caratterizza: -Lo Stato, la Scuola Italiana, l’ha abbandonata al suo destino di ultima tra le Istituzioni che compongono la Società… Anche di essere e di restare -la Scuola Italiana- negli ultimissimi posti nelle graduatorie di Pedagogia comparata delle Scuole dei 27 Stati-membri dell’U. E. (Unione Europea). Consapevoli del fatto che, oggi, l’Onestà è una dea negletta, sappiamo altresì che in questa Società il voltagabbanismo, l’incoerenza e la mediocrità la fanno da padrone, sino… all’essere, per queste ‘virtù’, promossi o parlamentare o direttore o presidente, facilmente ‘esecutivi’ del pensiero unico e, dunque, facilmente ‘manovrabili’…
Ha ragione Curzio Maltese quando, con ironìa ma senza sarcasmo, scrive: «Saper fare il proprio lavoro è considerata l’ultima delle prerogative per ottenere un posto. Molto più importanti sono considerati, in un giovane, la capacità di adattarsi all’andazzo corrente, tipico degli imbecilli, il servilismo nei confronti dell’oligarchia dominante, una certa elasticità nei confronti di mezzi più o meno illeciti. (…). La politica di questi anni è stata la dimostrazione di come una nazione moderna possa applicare un po’ ovunque il criterio della Roma decadente di nominare un cavallo senatore, direttore o presidente, senza offesa per i cavalli».
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La chiamano, questa fase, tempo di ristrettezze economiche. La verità, probabilmente, non è questa: pur consapevoli della crisi economica mondiale che si è abbattuta su tutti noi… La verità, ahimé!, assomiglia molto, invece, a scelte oculate e mirate a demolire ed abbattere la Scuola dello Stato, per dare spazio (e soprattutto finanziario: e ciò la Costituzione non lo prevede agli artt. 33 e 34…) alla Scuola del privato…
Inutile sottolineare che queste scelte di politica scolastica nazionale portano a un film già visto, déjà vu, che -mirabilmente!- quel disturbatore, quello scomodo prete di nome don Lorenzo Milani già negli anni Sessanta aveva ‘girato’, denunciando.
Il prete di Barbiana aveva capito (meglio: intuito ! Ecco la grandezza e l’attualità della Lettera a una professoressa, tradotta in centinaia di lingue nel mondo) che Gianni e Pierino, i prototipi di una Società falsamente giusta, sono i rappresentanti di due categorie socio-ecomico-culturali che, ieri come oggi, ci sono, eccome!, e che dividono ingiustamente l’Umana Società in chi è colto (possiede saperi) e diventa sempre più ricco (economicamente), e in chi è ignorante (non possiede saperi) e diventa sempre più povero (economicamente).
La Cultura paga! Prima o poi… In questi ultima anni, purtroppo, paga piuttosto poi che prima… E i giovani, sono messi all’angolo, aspettano… Godot, diventando tante volte preda e dominio di gente del malaffare, che si ritrova una manodopera anche ‘colta’ (meglio dire ‘erudita’, perché la Cultura -secondo la lezione di Ernst Cassirer, Saggio sull’uomo- umanizza), per raggiungere gli obiettivi criminosi. Si pensi alle recenti lezioni, su questi temi, di un altro disturbatore : Nicola Grattèri…
Il giudice Grattèri ha sostenuto, in più occasioni, parlando agli studenti e alle studentesse (e dintorni): Occorre investire in Cultura ed esserne convinti! Ai giovani difatti dico: -Studiate, studiate!
Nella Scuola di oggi c’è un eccesso di democrazia: i ragazzi vivono allo stato brado, senza regole, senza diritti e doveri.
La Scuola a tempo pieno è un’organizzazione importante, perché si tolgono dalle case e dai genitori mafiosi, per molto tempo al giorno, i bambini.
Lo Stato ci deve credere. I Governi (il potere) non hanno mai voluto veramente investire in Cultura e nella Scuola, non hanno mai voluto una Giustizia che funzioni: se la gente non è colta e pensa di meno, disturba di meno “il timoniere” …
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E, modestia a parte!, in Calabria e nel Meridione d’Italia non scherziamo per niente tra… ‘ndrangheta camorra stidda mafia, per le quali ce la caviamo, piuttosto che no!, bene… Sempre con modestia a parte -solo l’ironìa, anche per sorridere tutti insieme!, ci può salvare- pare che, per questo cospicuo campionario umano, siamo i primi al mondo…
Complimenti a tutti, ma soprattutto a chi ha governato l’Italia, nei decenni trascorsi: ormai sempre più Italia degli ex… santi eroi poeti navigatori…
Siamo contenti per tutto ciò? Niente affatto: siamo amareggiati e infelici, siamo inquieti…
Pulce all’orecchio: disturbatrice in vista. Ha ragione Stefania Rossini (L’Espresso, 4 febbraio 2.010) quando scrive, tristemente e malinconicamente, che «l’Italia è il paese dove la televisione è diventato l’unico accesso culturale stabile»?
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«Senza mangiare e umiliati. Punire i bambini per gli sbagli, o la povertà, dei genitori. Questa sembra la nuova linea -sostiene Chiara Saraceno (la Repubblica, 9 aprile 2.010), denunciando, apertis verbis, fatti precisi- di alcuni amministratori (leghisti) del Nord. I conti pubblici vanno tenuti in ordine anche a prezzo dei diritti dei bambini, con buona pace delle Dichiarazioni internazionali sui diritti dei minori, che pure anche l’Italia ha firmato».
Qualche mese fa, centinaia di dirigenti scolastici, nel Lazio, hanno scritto ai genitori e hanno chiesto di mettere nella cartella, al mattino, la carta igienica, perché
la Scuola non la può più comperare. E qualche euro, per le fotocopie, …
In tutta Italia, dove più dove meno, le Scuole… piangono.
Eppure, TUTTE le Scuole sono creditrici nei confronti del Ministero I.U.R. di migliaia e migliaia di euro…
-A che gioco giochiamo?- vien da chiederci. Perché i docenti di religione cattolica, a mo’ d’esempio, non solo non subiscono tagli e crescono in organico, ma anche hanno aumenti economici, in questo tempo di penuria italiana e mondiale? Beninteso, non abbiamo niente ‘contro’ questi lavoratori della Scuola; tuttavia, si rimane perplessi quando si commettono così gravi ed evidenti ingiustizie…
È lecito parlarne o si commette il peccato di lesa maestà?
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