Una giornata di ordinaria follia

Da un anno sai che devi andare alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, al Tribunale, per motivi d’Ufficio (atti dovuti). Hai regolare, perentorio, invito del Giudice. Lo sai. Passa il tempo, passano i mesi, i giorni… Si avvicina il ‘fatidico’ appuntamento. Sei pronto. Fai il tuo dovere.
All’alba dell’11 ti alzi alle cinque, alle sei parti. Sono quasi trecento chilometri, Corigliano Calabro - Reggio. La convocazione è alle dieci. La strada è lunga, impervia, ‘cattiva’ sotto diversi riguardi. È opportuno andare. La puntualità è l’arma dei forti. Vai, dunque, tranquillo!

La gimcana, si sa, è un gioco. Tutta la Salerno - Reggio Calabria è un gioco, soprattutto da Lamezia Terme in giù. Evviva! Ti scavezzacolli guidando veloce e prudente. Ovviamente ‘dentro’ il Regolamento stradale.
Non manca mai qualche imbecille che, pericolosamente per sé e per gli altri, fa i numeri, come non manca chi sta dietro a un camion anche là dove, evidentemente, può sorpassare e si fa la fila, invece, sotto il sole cocente, quasi quaranta gradi: la Calabria è un pezzo d’Africa staccatasi milioni di anni fa…
Te la prendi con filosofia. Ti viene in mente anche Leo Longanesi: La mamma degli idioti è sempre incinta! Ed eccoti, dunque, nella bella, dolce Terra del Meridione d’Italia, dove hai deciso, scegliendo, di vivere.
***
Pazienza. La Pazienza è virtù antica dei Calabresi, anche e soprattutto dei Calabresi dell’altra Calabria: quella pulita -vi assicuro che esiste! Ridete? Risus abundat in ore stultorum!- della Calabria che lavora, che non spara, che non droga, che non traffica… Di quella - l’altra Calabria che, prima o poi (speriamo ‘prima’, nonostante la proverbiale rassegnata attesa della… manna), un gruppo di Persone oneste e colte, per bene, politicamente attrezzate, vada a governare la Regione dalla parte davvero dei Cittadini/e calabresi, dalla parte della maggioranza, dei più.
Questa è la Democrazia, a cui tu sempre (nonostante tutto!) credi, di cui sei pazzamente, fieramente innamorato. Sei nato e cresciuto così! È destino! E lavori da sempre con (mai contro) gli altri per inculcare l’idea della Democrazia, del Pluralismo, dei Diritti umani. Soprattutto l’esempio e la pratica della Solidarietà nel Lavoro. Ne parli e ne dai testimonianza…
Ognuno ha il suo destino: il tuo è di credere, di crederci, di credere negli altri che consideri alla pari, di credere nel Bene inteso nel Senso laico del termine e del concetto, di credere nelle Culture e nelle Civiltà che emancipano, che allentano i lacci della rozza ignoranza che ci stringono il collo perché coscienti…  
***
Insomma, per farla breve, alle nove e trenta circa, finalmente, sei nell’ampio parcheggio, davanti al Palazzo di Giustizia di Reggio. Ovviamente (ti viene da ridere, ma che ve lo dico a fare!), non c’è parcheggio, nemmeno uno straccio di spazio, un angolo, per lasciare la macchina.
Giri guardi spii. Vai a destra e poi a sinistra, vai diritto. Torni indietro, vai avanti, … La ricerca stanca. L’orologio fa il suo mestiere e prosegue, con la saggia giustizia del Tempo, l’eterno giro. La butti in uno spazio qualunque, l’auto, sconsolato. Badi che non dia fastidio a chi deve transitare. Amen!
Vai veloce verso il Palazzo. A piano terra non c’è il Giudice indicato sul documento, ma una Giudice. Va bene, non c’è problema.
L’aula è affollata. Chi di competenza fa il riconoscimento delle persone. Ci sono diverse cause, diversi processi. Tu non conosci nessuno, sebbene altri, che conosci, siano immischiati nella faccenda. Finalmente, un signore con un foglio in mano si avvicina. Tu gli dici: -Sono Fusca. Lui controlla legge dichiara: -Lei deve venire il 16 luglio, perché il dibattimento è stato spostato. Chiedi: -Spostato da chi? Perché? Risposta: -Solo stamattina è giunta la richiesta di spostamento…
Resti allibito, di stucco. Resti basito.
Guardi la Giudice, seduta al suo posto di Presidente. Fai segno con la mano per poterti avvicinare. Risposta positiva. Dici alla Giudice: -Sono partito all’alba, quasi trecento chilometri per venire, quattro ore di macchina… E lei, la giudice: -Mi dispiace. Solo stamattina hanno portato la richiesta… Non abbiamo potuto avvisarla.
È visibilmente mortificata, la Giudice. È partecipativa del tuo disagio… Abbassa la testa e continua il suo lavoro, con diversi altri che premono.
Tu che fai? Bella domanda! Da buon Cittadino, prendi la coda tra le gambe, saluti e… buona notte ai suonatori…
***
Rieccoti sulla Reggio Calabria – Salerno: l’autostrada dei sogni e soprattutto dei sogni dei ‘ndranghetari, la Malapianta di Grattèri, che i Fratelli di sangue interpretano bene, in un eterno film, visto e ri-visto, che è sempre lo stesso.
Lo Stato italiano c’è? Dov’è? Se c’è batta un colpo! Non si sente nulla… Questa autostrada (e non solo) è una vacca da mungere. Le mafie prosperano: non sarà terminata mai! Lo sanno tutti… Anche noi, che siamo gli ultimi… Non lo sanno i potenti di turno, che governano? Ma va’! Sorridiamo ironici col buon Totò:  -Mi facci il piacere!
Il sole picchia forte, sempre più forte. Vivi in un pezzo di Africa staccata, lo sai… Cosa vuoi? Che cosa cerchi? È tutto normale, naturale. E vai… È destino, certo! Ma soprattutto è mancanza di Cultura e, dunque, di Civiltà. Così sia!
La Scuola italiana? Ne parliamo o sorvoliamo? Citiamo la Costituzione? I trattati di Pedagogia? Vogliamo parlare di J. J. Rousseau, di Norberto Bobbio…
Per la pace di Dio e degli Angeli, lasciamo stare! Stendiamo, dunque, un velo pietoso di amarezza e, consapevolmente inquieti, cibiamoci come sempre di Poesìa…
© Riproduzione riservata
Torna in alto

Video di Approfondimento

ozio_gallery_lightgallery

Sport

Editoriali

Rubriche

Informazioni

Partners