Sassi, che il mare ha consumato

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E il Tempo passa e va. Ruit hora! Il Tempo è Signore, gentiluomo. Orazio: Carpe diem! Carducci: E precipita l’ora. O bocca rosea, / schiuditi o fior de l’anima, / o fior del desiderio, apri i tuoi calici: / o care braccia, apritevi. E dunque, con Alfredo e Violetta: Libiam ne’ lieti calici / che la bellezza infiora / e la fuggevol ora /s’inebri a voluttà!

In verità, in verità vi dico che il Tempo presente è il migliore dei tempi possibili, per l’Uomo consapevole…
«In verità ciò che ha reale valore nella vita è il presente; l’ora che passa è la donna che dobbiamo amare e rendere felice; il passato e l’avvenire sono presenti che furono e presenti che saranno, perciò impegniamoci ogni giorno come fosse l’ultimo della nostra esistenza, come se dovessimo fare un bottino per l’eternità…».
E così, anch’io -con John MASEFIELD-
«Ho bisogno di riprendere il mare,
il mare solitario sotto il cielo;
e tutto quel che io domando
è un agile veliero
e una stella come guida».

Quando si dice la passione!
E passione è amore profondo, vero, irriducibile, irrinunciabile. Passione come dedizione, trasporto, aria per respirare, neve e sole, riva e mare, pieno e vuoto, … Passione che è volontà, decisione, impegno, responsabilità… Insomma, passione come, anche e soprattutto, intreccio tra Vita e Arte, tra esistenza umana e creatività della Presenza…
Quando si dice passione, pertanto, si pensa a tante persone, a cose e a fatti, ad eventi…
Ebbene, è proprio in questo contesto di idee, che, sicuramente, si colloca oggi la dimensione artistica di Giuseppina PEDÒNE da Afragòla (Napoli), che canta nella sua ricerca -con la tavolozza variopinta e sognante, e il caleidoscòpio- il colore e la luce, la forma e il contenuto, il noùmeno e il fenomeno…
L’artista, che disegna e dipinge da sempre, incontra nella sua esistenza fatti imprevedibili, insormontabili, improcrastinabili. Lavora intensamente sino al 2.001 circa e poi, colpita -come uccello che canta ed è felice!- si adagia dolcemente sulla Terra e ne ascolta, accogliente e ricettiva, il respiro universale per… intuire (l’ispirazione) più che capire. Null’altro è concesso!
La morte del padre e i problemi di salute (di non facile comprensione) sono dietro l’angolo del Tempo, che -col suo galoppo inesorabile e giustiziere- segna il passo per circa un decennio nel cuore e nella mente dell’artista di Afragòla, lacerandone l’anima e disorientando. Ciononostante, onirica e funambola, la mano pensa, la mano parla, la mano fa…
Ma la Vita è grande. Immensa è la Natura: Rocce primordiali, sì, sussurra; ma pure, con Gino PAOLI, canta: Sassi, che il Mare ha consumato, sono le mie parole…
Come un filosofo che, accovacciato sulla propria ombra, pensa e medita il Senso della Vita e della Morte, così la pittrice accoglie sulla propria pelle sofferente i fatti, terribili, e li somatizza. Ne soffre, ma li supera. Lasciano il Segno, tuttavia; ma è il Segno purificatore del fuoco dell’Amore e dell’Arte che compie il miracolo; del fuoco -eccola che torna!- della passione…
E così oggi Pedòne affronta il pubblico.
Offre meringhe caramelle confetti; dona fiori di campo e papaveri, paesaggi e castelli e mare, cieli e chiese: l’Arbëreshità di San Cosmo e Vaccarizzo: l’Arbëreshità degli Italo-Albanesi che è un amuleto, un talismano nel cuore della Storia: Girolamo DE RADA e Agostino RIBECCO i Poeti, Giorgio Castriota SKANDERBEG il condottiero di Cristo, l’Aquila bicipite la Libertà.
Ella dispensa, a mani larghe, gli odori dell’erba e i profumi dell’archeologia, la Civiltà del Mediterraneo incantato e dei suoi monti, l’energia positiva e le scintille di una tavolozza sincera, disponibile, veritiera… Viene voglia di ringraziare; ma, solo un pio sorriso e una carezza stagliano l’azzurro dell’Orizzonte…
Il gioco della Fantasìa si scambia con il gioco della Realtà: dove finisce l’uno e incomincia l’altro è difficile dire… Resta un sospiro, forse un alito, forse un rèfolo… Con Inquietudine: -La Realtà è Fantasìa, la Fantasìa è Realtà? Con Pedro Calderón DE LA BARCA: La vita è sogno?
Insiste sulla tela con la sabbia e l’olio, Pedòne. Il lavoro creativo cesella, è di fino, paziente, certosino: gli umori e i sapori della tela sono diversi, cori, contraddittori: a volte sì, docili; a volte avvolgenti.
L’ispirazione della Pittura e il ritmo onomatopèico della Poesia si inseguono e proseguono -confusi, diffusi, soffusi ma sicuramente fusi- il loro Viaggio di conoscenza e di proposta. E il messaggio della Bellezza si esalta -miracolo? destino? mistero?- sino alle soglie e ai confini dell’Estetica che, com’è noto, filosoficamente studia il bello dell’Arte (o l’Arte del Bello?).
E dunque, infine, anch’io -con John MASEFIELD-
«Ho bisogno di riprendere il mare,
il mare solitario sotto il cielo;
e tutto quel che io domando
è un agile veliero
e una stella come guida».
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