Pedagogia estiva... da dimenticare

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PRIMO. Dalla televisivazione dei corpi alla televendita dei cervelli.
Processi sottili, effimeri che oppiano il Popolo, in particolare con i persuasori occulti, e lo rendono succube, schiavo sino alla orribile… legge-bavaglio, che nega ai cittadini di essere informati.

Immaginate, dunque, corpi inconsapevoli-incoscienti… Corpi seduti o sdraiati o accovacciati o sconquassati in comode, flaccide poltrone che per ore, ogni giorno, sette giorni su sette, trenta giorni su trenta, … guardano la televisione. Il parterre è ricco, vario, mellifluo, pieghevole, disponibile, possedibile, …: basta cliccare sulla piccola, preziosa tastiera e il gioco è fatto! Che meraviglia: -Il mondo è nelle mie mani, alla portata delle mie scelte, lo piego come voglio, lo possiedo… Vedo quel che voglio, sento quel che voglio, …:-Decido io! (?).
Zapping, la mia vita! Quasi uno slogan, che fa tanto bene all’anima ma assai poco alla mente: -Zapping, la mia vita, il mio amore, la mia libertà!
Da “tutti fascisti” a “nessuno fascista”. Ebbene, come ieri accadde che la società italiana e la sua Scuola furono fascistizzate e all’alba della Libertà cantammo la Liberazione dalla dittatura e de-fascistizzammo la Società italiana e la sua Scuola, allo stesso modo oggi occorre de-televisionizzare la società del nostro straziato Paese e la sua Scuola. Non è un’operazione facile, lo sappiamo. Comunque, anche Internet e dintorni stanno già facendo -nel bene e nel male!- la loro parte…
Ieri si deteneva il potere governando fascistizzati (con le buone, ma soprattutto con le cattive…), oggi si detiene il potere governando sostanzialmente televisionizzati e dicendo al Popolo italiano -un giorno sì e l’altro pure- una cosa la sera e l’opposta la mattina, e all’occorrenza definendolo coglione! che ci pare la conoscenza davvero profonda del Popolo medesimo e di come trattarlo…
SECONDO. Più intelligenti al Nord, più idioti al Sud.
Lo dice Richard Lynn, psicologo irlandese, ri-proponendo una querelle antica che, se da un lato ci ricorda le idee di Cesare Lombroso (ma, erano altri tempi, altri studi scientifici, altri luoghi…), dall’altro ci fa riflettere soprattutto su quanto, sempre nella Storia universale dell’Umanità, l’intolleranza/fanatismo (intellettivo psichico fisico) sia stato e sia ben annidato e radicato nei cuori e nelle menti degli ‘umani’… Quando ne usciremo? La risposta è: -Mai? Che tristezza, che amarezza…
Dice lo ‘scienziato’ iralandese (e ci ricorda un altro ‘scienziato’, questa volta italiano, tal Antonello Venditti…) che “l’inferiorità intellettiva meridionale” è “una teoria basata su dati e metodi scientifici” (sic!). Non specifica, però, più di tanto, di quali ‘metodi’ e di quali ‘dati’ si tratti.
Parlando di “deficit di capitale civile”, per l’arretratezza del Meridione, Donato Masciandaro (Direttore del Dipartimento di Economia all’Università “E. Bocconi” di Milano) sostiene idee condivisibili e attendibili, storico-scientifiche e socio-culturali.
Questa volta, sì! E ci convince molto. Difatti, se è indubbio, in generale, che “a Sud c’è un deficit di capitale civile” (a mo’ d’esempio: la zavorra della criminalità che pesa sicuramente sulla formazione di tanti giovani e di tante giovani), è altrettanto vero, in particolare, che, «da alcune analisi compiute dalla Bocconi sulle performance degli studenti emerge che i risultati dei meridionali non sono peggiori di quelli del Centro e del Nord solo se si tiene conto appunto della zavorra».
Bisogna puntare, insomma -a nostro convinto parere- sul capitale invisibile (anche in riferimento alle ricerche di Giovanni Gozzer) che è rappresentato da una Scuola di qualità e all’altezza dei tempi (italiana, europea, mondiale), che veicoli, attraverso le Culture e i saperi, la Civiltà delle civiltà.
Il passaggio al miglioramento e allo sviluppo (sostenibile), ripristinate le regole del gioco: a mo’ d’esempio: la legalità della Cultura dei diritti/doveri voluta dalla Costituzione repubblicana, è assai probabile.
TERZO. Per un ceffone di un… brutto ceffo o per un pugno… di dollari?
A che punto siamo? L’edizione 2.010 delle indagini ufficiali della ‘violenza’ sui figli da parte dei genitori e sugli alunni da parte degli insegnanti, che cosa dice? Ahimè!, tenuto nel dovuto conto quanto sia tutto più difficile nei rapporti con i giovani e le giovani, secondo anche la dilagante tematica/problematica del pernicioso fenomeno del Bullismo e dintorni; considerati i tempi di falso benessere (e di quanto ciò svii dal perseguire i Valori che pur esistono, come sempre), di cui si nutrono oggi i ragazzi, oltre il già noto fenomeno del mammismo sino a quarant’anni circa della presenza dei figli a casa (il fannullonismo di cui parla oggi il ministro Brunetta lo conoscevamo già da tempo…); memori, infine, di confusioni esistenziali e di diffusi dis-orientamenti, ebbene i genitori e i docenti come si comportano, cosa fanno?
Le indagini dicono che circa 25% di figli sono ‘regolarmente’ sculacciati e/o schiaffeggiati dai genitori e che, in alcuni casi, la percentuale supera il 50%; poi, che quasi il 40% dei genitori punta sulla ‘forza’ dell’affetto; che il 30% cerca il dialogo…
Si tratta di genitori che si autodefiniscono “meno severi” rispetto ai loro padri e alla loro ‘epoca’ di gioventù. Inoltre, e qui consideriamo la Scuola e i suoi docenti, il rapporto interpersonale è diventato più fluido sino… all’ incomprensione dei limiti corretti del processo di insegnamento/apprendimento. Pertanto, si verifica sovente d’incontrare docenti, dalla Scuola materna alla Secondaria superiore, in crisi d’identità e in crisi… professionale. Le reazioni dei docenti, ovviamente solo di alcuni, rasentano le sanzioni disciplinari e il Codice penale. La questione è seria, senza ‘se’ e senza ‘ma’…
Solo una Politica scolastica adeguata ci può salvare! Ma, è evidente, occorre prima una Politica governativa adeguata e, cioè, dalla parte della Scuola italiana e del milione circa di Persone che in essa lavorano. Aspettiamo fiduciosi!
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