Luigi Aragona, intrighi, misteri, jazz...

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Quando un artista (poeta, pittore, musicista, …) può definirsi tale? C’è qualche elemento connotativo che differenzia e separa l’artista vero dall’apprendista stregone? Che cosa distingue chi lavora da sempre con passione, orgoglio, studio, ricerca, da chi un giorno, all’improvviso, si alza un mattino e si dice e dice al mondo:   -Voglio diventare/sono un pittore, poeta, scultore, scrittore, … me lo sento, ce la farò?

Ebbene, la risposta è sì: c’è qualche elemento distintivo, identificativo! Non è, ovviamente, questa, una risposta che viene semplicemente e che si dà tranquillamente, a cuor leggero. Tuttavia, un elemento identificativo (almeno uno) sicuramente c’è ed è, oltre allo status che è la considerazione in cui ti tengono gli altri (e sulla quale non puoi far nulla…), la storia personale, se si vuole la bio-bibliografia della Persona.
Da quando scrivi le poesie, da quando pratichi la pittura, da quando studi la musica, … ? Tenendo nella dovuta considerazione la diversa età dei soggetti con cui ci si interfaccia (giovani, adulti, …), le domande sono tutt’altro che peregrine e, pertanto, non menano affatto il can per l’aia né sono quisquilie… Esse, invece, danno il senso del lavoro nel tempo, indicano l’impegno la responsabilità la passione l’orgoglio del soggetto, le sue esperienze fatte: con chi, come, dove.
Ergo, le domande sono pertinenti, deontologiche, etiche. Per leggere e capire. Perché no, anche per esprimere giudizi di valore… Non si può sempre esser ponziopilateschi (chi scrive assolutamente no!), nel nostro misero tempo del profitto e dell’apparire, in cui  -con William SHAKESPEARE-  la Virtù deve piegare il capo di fronte al vizio…
***
Luigi ARAGONA non demorde, insiste, studia ed approfondisce. Testardo come un mulo (magari come il mulo di Jacques Prévert). O come un calabrese.
Nero è bello! Eccolo che torna, continua, s’innamora. C’è una simmetrìa, un’armonìa: il re e la sua corona, la regina di cuori nera e bianca, il sassofono e il jazz, la tromba, il tamburo, … e in fondo carte da decifrare, magari tarocchi, insomma: mistero da decifrare, forse il Senso della vita e della morte, forse del Viaggio, forse e soprattutto dell’Amore.
Una scommessa. Ma anche Eros e Thánatos. Forse una rosa, forse di più un fiore di campo. Come con una margherita bianca, profumata, tesa al cielo come una spada o una preghiera: -M’ama, non m’ama, m’ama, … Canto, danza, polvere di stelle…
Dunque, nero. Nero è bello. Nero è jazz. Ricchezza e povertà: il jazz la misura di tutte le cose? L’intercultura. L’inter di intercultura è l’incontro tra, il conoscersi tra, l’accogliersi tra, il dialogare tra, il fare insieme tra, ….
La Cultura della Solidarietà, dei Diritti umani, della Pace… Dio solo sa quanto ha bisogno l’Umanità di questa Cultura, quanto abbiamo bisogno noi tutti: le Persone consapevoli ovviamente, le Persone coscienti… arare
Si dirà (le persone superficiali, di cui il mondo è pieno!): -Parolone. Parole…
Ebbene, no! Aragona sonda i terreni antropologici del suo tempo, che va; e poi li ara e li coltiva con semplicità e facilità: il lungo sodalizio con i colori e le loro luci, con una tavolozza dalle tinte forti e decise, la sua attenzione socio-culturale a quanto gli succede intorno (vicino e lontano) ed ha valore, ebbene tutto ciò gli permette di imboccare e seguire la via esistenziale della leggerezza e della trasparenza, della comprensibilità disarmante. Una manciata di coriandoli o un dono di Dio…
«Mi ci è voluta tutta una vita  -dice Pablo PICASSO)-  a imparare a disegnare come un bambino. (…). È la mano a fare tutto, spesso senza l’ intervento del pensiero».
La proposta d’Arte di Aragona, sotto questo riguardo, non risponde né a cànoni né a stilèmi né a còdici. Far tesoro delle esperienze e coglierne il meglio è il segreto (ormai svelato) di Luigi Aragona il quale, così agendo, inventa un’immagine, crea un simulacro, staglia una chicca: la sua originalità espressiva e il suo messaggio d’inquieta allegrìa. Disarmati, disarmanti.
«Un artista ha bisogno del successo  -sostiene ancora Picasso-  e non per poter vivere solamente, ma soprattutto per realizzare la propria opera». Come dire: un minimo di successo è importante se no ci si ritrova nella condizione dell’… “assegno vitalizio” a Riccardo BACCHELLI (per il quale la Legge dell’8 agosto 1985; 94 anni), Alda MERINI (78 anni), Amedeo C. MODIGLIANI (35 anni), Vincent W. VAN GOGH (37 anni), Egon L. A. SCHIELE (28 anni), …
E se è vero  -con Albert EINSTEIN-  che «ci sono due modi per vivere la
vita. Uno sta nel non credere ai miracoli. L’altro sta nel ritenere ogni cosa un miracolo», sicuramente Aragona (ma, anche Ibrahim KODRA, Mimmo CANONICO, Luigi MELFI, Giuseppina PEDONE, Andrea BIFFI, …) aderisce al secondo ‘modo’. Solo così si spiega il fantastico sogno dei colori, la gioia dei sorrisi e le chimere, la magìa e l’alchimìa, la musica e i cuori, il bianco e il nero, i rossi e dintorni…
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