L'Italietta delle... meraviglie

Fatto salvo il Festival di Sanremo con l’incoronazione demoscopica di Claudio Baglioni ad “imperatore”, il Popolo Italiano si avvia ad eleggere (XVIII legislatura) il nuovo Parlamento con maggiore serenità.
Per l’assegnazione di 630 seggi alla Camera e 315 al Senato sono state avanzate in totale 12.428 candidature, il cui dato (Viminale) esprime per molti il superamento di una “pseudo-democrazia per cooptazione”, fondata su “rappresentanti nominati”, mentre per altri, al contrario, l’estrinsecazione di un “democraticismo pletorico patologico”, invece, per altri (disillusi), ancora, una specie di mero “concorso pubblico preferenziale”, al fine di una sistemazione lavorativa per privilegiati.

Al via la campagna elettorale della "nuova Repubblica": vietato barare

Poche ore ancora e formalmente partirà la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Italiano (XVIII Legislatura), che dovrebbe archiviare definitivamente la fase ventennale della “Seconda Repubblica”, per lasciare spazio, dopo l’introduzione della nuova legge elettorale mista (proporzionale + quota maggioritaria), ad un inedito assetto politico dai contorni, allo stato, indefiniti.
Sebbene sia difficile prevedere gli effetti del “Rosatellum”, tuttavia le prime impressioni portano a credere che la riforma favorirà la restaurazione di “un sistema neo-partitocratico”, ove, purtroppo, prevarranno gli endemici vizi della “Prima Repubblica”, sommati a quelli nuovi della Seconda.

Grillini all'arrembaggio, o forse no! La parola alla legge elettorale

L’esito referendario del dicembre scorso, oltre ad aver rottamato il Governo di Matteo Renzi, ha posto fine al trentennale riformismo istituzionale dei partiti, dando inizio ad una stagione di turbolenza ed instabilità politica (non breve) che neppure le prossime elezioni saranno in grado di superare.
Di conseguenza, in questa nuova fase, i partiti tradizionali hanno l’obbligo di rinnovarsi (sia nei contenuti programmatici che nei quadri dirigenziali) e riposizionarsi, evitando di favorire quei processi di frammentazione e divisione già in atto.

Il Partito del "No" per un Paese in cerca d'autore

Nella breve Storia Repubblicana ai partiti tradizionali è doveroso aggiungere, anche, il “Partito del NO”, il quale rappresenta una forza, immanente, maggioritaria, trasversale e reazionaria all’interno del Paese che si pone, sempre e comunque, da ostacolo ad ogni tentativo di innovazione e modernizzazione del “Sistema Italia”.
Ultimamente innumerevoli sono le battaglie intraprese: No alle riforme costituzionali, No alle Olimpiadi nella Capitale, No al Ponte sullo stretto, No alla Tav, No alle discariche integrate di smaltimento di rifiuti, No alla Riforma del mercato del lavoro, No alla riforma della Giustizia, No alla riforma del sistema creditizio e quant’altro.

Un saluto all'ambasciatore di Spezzano nel mondo: Francesco Fusca

L'Ispettore Fusca nel suo ultimo articolo su “Diritto di Cronaca” (24.06.2016), prima della sua fulminea dipartita, nel commentare positivamente l'approvazione alla Camera della nuova legge denominata “dopo di Noi” che si occupa delle persone con disabilità gravi che restano senza sostegno familiare, riaffermava con forza il ruolo principale della Scuola (con la S maiuscola come soleva dire) nell'integrazione delle persone disabili, nonché individuando sempre nell'istituzione scolastica (nel suo insieme) il soggetto promotore della costruzione di una società inclusiva.
Dall'anzidetto intervento è ricavabile il leitmotiv della sua ricerca, durata oltre quarant'anni.

Nessuno tocchi la Costituzione!

In Italia tutto è lecito tranne che modificare la “Magna Carta” della Repubblica. Ogni tentativo di riformarla è stato sempre affossato, inesorabilmente, dalla forte opposizione di un vasto e composito fronte reazionario che ha stroncato ogni legittima aspettativa di aggiornare l'assetto istituzionale del Bel Paese.
Probabilmente la coalizione oscurantista prevarrà all'appuntamento referendario di ottobre, soffocando ogni velleità di modernizzazione di un sistema paese, incapace di tenere il passo dei tempi.
A complicare le cose è stato, tra l'altro, l'errore del Premier di legare la sopravvivenza  del governo, nonché del suo personale futuro politico alle sorti del Referendum, trasformando, inopinatamente, la consultazione istituzionale in un giudizio politico sul segretario del Partito Democratico.

La figura di Luigi Cucci nel Novecento spezzanese

Grande assente nel “Dizionario Bibliografico degli Italo-albanesi” di Giovanni Laviola resta la figura dell'avv. Luigi Cucci, il quale, nella prima metà del novecento ed anche oltre (1910-1955), è stata una delle personalità più illustri, significative ed autorevoli della comunità Spezzanese (nonché della Provincia Cosentina), avendo egli dato lustro e prestigio al paese natio, attraverso la sua fama di grande avvocato penalista, e avendo contribuito, come intellettuale e politico, al concreto innalzamento delle condizioni civili e culturali del territorio ove è vissuto.

In "Memoria" del male!

Ha ancora senso il Giorno della Memoria? Pur essendo numerose, ogni anno, le lodevoli iniziative di commemorazione delle vittime dell'Olocausto, prende sempre più corpo la convinzione che tale giornata sia stata svuotata di significato.
Si ha la sensazione che il 27 gennaio si sia trasformato in un “contenitore vuoto, una cerimonia stanca, una finta riflessione che approda ad uno sterile rituale, uno spazio da addobbare con la retorica”. Pare, in sostanza, che abbia perso quella spinta ideale di humanitas, rimanendo prigioniera degli interessi faziosi delle consorterie dominanti.

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