Scuola: Concorsi al via (2)

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Scuola: Concorsi al via (2)

Tanto tuonò, che piovve! Ma l’acqua ancora non si vede, anche se il cielo è carico del grigio delle nuvole nere che portano pioggia. La pioggia, dissetante, dei desiderati sperati agognati concorsi, per una ‘sistemazione’ lavorativa giuridica, definitiva, delle Persone; ma, prima, per un Atto Dovuto di palese Giustizia e, quindi, di etica sociale.

Insomma, in questa prima decade di febbraio 2015, i tre concorsi ipotizzati dovrebbero essere banditi per ‘posti’ per i docenti abilitati: uno per quelli della Scuola dell’infanzia e della Scuola primaria; un altro per i Docenti della Scuola Secondaria di 1° e di 2° grado; uno, infine, per i posti di docente specializzato/a per il sostegno.
Il C. S. P. I. (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) -il cosiddetto ‘parlamentino’ della Democrazia della Scuola italiana- ha protestato vivacemente contro il Governo e, in particolare, contro la Ministra GIANNINI, per il “tempo assegnato” non disteso e necessariamente assai compresso, perché il Consiglio esprimesse un ‘parere’ obbligatorio ma non vincolante per il Governo, non solo su ben cinque Decreti, ma anche sull’Ordinanza che farà partire, ufficialmente, i concorsi in Italia.
Tant’è! Epperò, i nodi vengono al pettine, perché -fa rilevare il Cspi (che prima si chiamava C. N. P. I. = Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione)- il concorso doveva essere bandito anche per tutti quei Docenti che avessero maturato i famosi 36 mesi di servizio, così come ben evidenziato -con ‘forza’ normativa europea- dalla Corte di Giustizia (siamo al lontano novembre 2014).
Concorso sì, concorso no, concorso nì.
Ad oggi la Sentenza della Corte di Giustizia Europea è rimasta lettera morta. Anche se il Governo, con mossa palesemente astuta, con il Piano “La buona scuola” aveva previsto l’assunzione di 150.000 Docenti precari.
La interessante querelle era iniziata, in Europa, nel 1999, quando, in una sua Direttiva (n. 70), l’Europa aveva sancito che i lavoratori precari, dopo trentasei mesi di servizio dovevano essere assunti a tempo indeterminato… L’Italia, dal canto suo, aveva fatta propria la Sentenza europea con il D. L.vo n. 368/01.
Bene! Restano aperte tante questioni. Serie e importanti. A mo’ d’esempio: la Scuola dell’infanzia e i Docenti a questa interessati. Ai quali è stata riservata una palese disparità di trattamento (esclusi nel/dal Piano nazionale di assunzioni, fase C), essendo iscritti -si legge, testualmente- nelle graduatorie di merito del concorso del 2010 e nelle Gae provinciali.

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