Spezzano appesa al filo di un consiglio comunale

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E alla fine arrivarono al dunque. E' questa la lunga attesa a cui la città di Spezzano Albanese è ormai legata da diverso tempo circa le sorti dell'attività amministrativa dell'attuale squadra di governo. Martedì 23 ottobre, infatti, si capirà quanto di vero c'è nelle voci che si susseguono in strada sullo stato di salute del gruppo amministrativo guidato dal sindaco Giovanni Cucci.
E' doveroso fare un passo indietro, però, per dare a tutti la possibilità di capire cosa sia successo nell'ultimo anno di amministrazione Cucci. Il vociferare precedente, che spesso ha visto gli amministratori protagonisti di dissidi interni, oggi ci interessa poco. A parlare ci sono fatti chiari.
Il primo: Luigi Serra, vicesindaco e candidato più votato della lista “Per un'altra Spezzano”, il 30 novembre 2011 si dimette e passa al gruppo misto. Le motivazioni? «Le perplessità -come dichiara lo stesso Serra- sull'attività amministrativa che più volte mi hanno portato a non essere in sintonia con le scelte effettuate». Poco importa se “radio marciapiede” molto tempo prima aveva annunciato questa eventualità. Meno ancora interessa che Serra e qualche piccolo assessore avessero avuto discussioni accese quasi da arrivare alle mani. La mancanza di sintonia, alla fine, è capitolata sulla «incapacità nel gestire la problematica dell'erogazione del servizio idrico che -a suo tempo- poneva seri problemi igienici sanitari alla comunità spezzanese».
Ebbene, questa è stata solo la punta dell'iceberg. Infatti, nel gennaio 2011 già Serra si era reso protagonista di una rivolta interna alla maggioranza che aveva portato alla formazione del gruppo “Voce del Popolo Spezzanese”, poi abbandonato da Serra e alcuni compagni successivamente, ma rimasto in vita grazie a Peppino De Marco e Carmine Lupinaro a cui si è aggiunto anche Fiorenzo Viceconte. E saranno proprio loro, nel consiglio del 23 ottobre 2012, a stabilire cosa sarà di questa amministrazione. Sì perché nel mese di maggio scorso Vps si diceva rammaricata del dover prendere atto del fatto che la proposta di una forte discontinuità, fatta il 9 gennaio 2012, non veniva accolta dal sindaco. Per queste ragioni VPS scriveva che «le strade dei due gruppi si dividono in maniera chiara e purtroppo definitiva». Specificando che «Il gruppo VPS si considera, pertanto, svincolato da qualsiasi legame di maggioranza e prenderà le iniziative politiche che ritiene più giuste».
Questo fatto, importante, poneva quindi il sindaco Cucci a non avere più i numeri per governare. Infatti, al suo fianco rimanevano 7 persone mentre all'opposizione la situazione si conformava in questa maniera: 5 consiglieri (Ferdinando Nociti, Ferdinando Iannuzzi, Giuseppe Muià, Giuseppe Liguori e Tommaso Gallucci) più altri 4 (Serra nel gruppo misto e i tre del Vps che probabilmente continueranno a tenere vivo il gruppo), il tutto per un totale di 9 elementi contro 8. Da allora nulla è cambiato e in tanti hanno rievocato il detto “can che abbaia non morde”. Anzi, qualche inasprimento ulteriore c'è stato, le solite logiche di paesello del parlar male dietro e fare la bella faccia davanti, nulla di che, certo, ma da maggio ad oggi non s'è mossa una foglia. Molti si aspettavano il ribaltamento della situazione ma, invece, i pronostici sono stati tutti disattesi. Tant'è che il Bilancio di Previsione è stato rinviato il più lontano possibile, proprio allo scadere dei termini. Sicuramente le dinamiche della politica nazionale hanno inciso tantissimo sul lavoro dei nostri amministratori, ma non possiamo non pensare che anche la paura di andare a casa abbia influito nella scelta di individuare una strategia finalizzata a rimanere a galla. E questa strategia, a quanto pare, sembra essere venuta fuori. Infatti, nell'imminente consiglio comunale, non si parlerà di Bilanciò, bensì di variazioni di tariffe, fondamentali e propedeutiche per l'approvazione del documento contabile. Se non dovessero essere approvate, automaticamente si andrebbe a casa. Lo stesso Cucci, nel corso di una recentissima conferenza stampa, ha dichiarato di non essere molto interessato alla cosa, nel senso che ha affermato di non aver chiesto nulla a Vps: «Se dobbiamo andare a casa -ha detto- io sono pronto anche adesso». Ma allora ci chiediamo, con tutta la comunità, come mai qualche giorno fa è stato affisso un manifesto sui muri del paese, seguito da una nota stampa che abbiamo diffuso integralmente su queste colonne, in cui (stranamente) si mettono in guardia i cittadini (cosa mai fatta prima) sulla situazione dell'Ente e si richiamano alla responsabilità tutti i consiglieri? Come mai il sindaco ha prima affermato di essere pronto ad andare a casa e qualche ora dopo preparava una lettera aperta in cui la parola “responsabilità” in un solo capoverso, viene ripetuta ben tre volte? Non ci lanciamo in facili supposizioni ma ci sembra un po' stridente tutto ciò. Ad ogni modo, checché se ne voglia dire, l'ago della bilancia continua ad essere Vps. Alcune indiscrezioni vedono il gruppo deciso a votare contro l'aumento delle tariffe, ma altre indiscrezioni vedrebbero, addirittura, la possibilità che qualcuno dei tre membri potrebbe non presentarsi all'assise. Ovviamente il toto-scommesse, come al solito, è aperto ma oggi è un'altra cosa ad avvolgere in un velo di mistero il tam tam di voci che negli ultimi giorni, da più parti, ci sono giunte all'orecchio. Infatti, addirittura qualcuno ha diffuso la notizia di eventuali “minacce” fatte pervenire a qualcuno del Vps, ma per adesso si tratterebbe solo di vox populi. Non a caso nessuna denuncia formale è stata fatta presso le autorità competenti. E allora ci domandiamo: perché qualcuno avrebbe messo in giro queste voci? Forse per rendere ancora più entusiasmante il consiglio del 23? E se invece non fossero voci? E' forse mancato il coraggio di denunciare tali velati messaggi?
Non vogliamo risposte a queste domande, sicuramente la politica, fatta dagli Uomini, saprà darcene molte di più.
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