La Terra è malata ma per fortuna non lo sa

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Ogni giorno che passa ci si accorge che la cara vecchia terra non ce la fa più a supportare gli abitanti che circolano sulla sua superficie. Il loro numero, statistiche alla mano, raggiungerà il 10 giugno 2013 l’iperbolica cifra di 6.666.666.666, cioè all’incirca sette miliardi. Ma non è tanto il numero degli abitanti che preoccupa, bensì l’estremizzazione del clima che sale sempre più.

È ormai un dato di fatto incontrovertibile: D’estate la temperatura sale oltre la norma caratterizzandosi altresì per la scarsità di piogge, mentre gli inverni sono altrettanto imprevedibili per le improvvise gelate che colpiscono anche le colture sotto serra, già di per se costose. Le varie fonti di cibo, ivi comprese quelle ittiche anch’esse sempre più scarse, non sono più in grado di sfamare un numero esorbitante di esseri viventi che, peraltro, sprecano buona parte di quel che producono. La pessima abitudine ormai inveterata nella cultura occidentale di buttare nella spazzatura ciò che non si consuma nell’immediato, è purtroppo dura a morire.
Certo bisogna cambiare molte abitudini alimentari e anche in fretta se non si vuole assistere alla fine di questa forma di vita sulla terra. Sicuramente necessita in primis, interrompere i meccanismi che provocano il surriscaldamento del pianeta causando l’immissione nell’atmosfera di gas serra come residuo dell’uso generalizzato di combustibili fossili. L’estate appena passata è stata la seconda più calda di tutti i tempi. C’è da preoccuparsi se si considera che la prima più calda si ebbe appena dieci anni fa e il fenomeno per ripetersi non aspettò ancora una volta dieci anni, bensì solo nove. È chiaro che a questo ritmo fra dieci anni la terrà sarà diventata un luogo di morte collettiva ove la vita all’aria aperta sarà poco più di un ricordo.
Anche se i terrestri sapranno riprendere il controllo del fenomeno del surriscaldamento non sarà facile ritornare alla situazione precedente, essendo necessari almeno il doppio degli anni per riavere una inversione di tendenza quando ci si sdraiava piacevolmente sull’erba fresca per assaporare il tepore primaverile.
Pur senza essere dei catastrofisti, si può anche credere a quella schiera di scienziati che sono convinti che il declino della terra non sarà così draconiano. I fattori concomitanti sono diversi e agendo in contrasto fra loro provocheranno una fine più lenta che è meglio non tentare di descrivere nei particolari.
Anche perché nel frattempo potremmo aver trovato un pianeta amico i cui abitanti ci ospiteranno, magari non sapendo che abbiamo appena distrutto la vita nel pianeta di origine e presto potremmo fare lo stesso col pianeta ospite.
Ma probabilmente non succederà nulla. Non sarà necessario cambiare pianeta anche perché saremo noi umani ad adattare il nostro “dna”. La scienza non dorme la notte. Presto diventeremo dei modelli di umanità che non inquina perché non produce più spazzatura. Tutto diventerà biodegradabile. Ogni prodotto, ogni sacchetto di spazzatura che non serve verrà rimesso in circolo sotto altra forma e altro utilizzo. Dai cibi al vestiario. La terra diventerà una unica pattumiera e l’uomo che l’ha creata vive e convive con essa convinto del fatto che verrà il tempo in cui quell’immondezzaio davanti la porta di casa si trasformerà in un vaso di fiori.
Sì è vero: Bisogna credere nelle favole degli adulti ivi comprese le streghe e l’uomo nero. Solo credendo nelle favole e conficcando la testa nella spazzatura, Pinocchio, Cappuccetto Rosso, La bella addormentata nel bosco, Cenerentola, Biancaneve e i sette nani, la principessa sul pisello, il gatto con gli stivali, la piccola fiammiferaia vivranno una seconda vita. Su meccanismi è meglio sorvolare, visto che anche le favole non sono del tutto innocue. Ma infatti, a scanso di equivoci l’uomo fa di tutto perché la notizia non si diffonda. I bambini potrebbero spaventarsi alla vista di un cumulo di spazzatura abbellito di fiori profumati che fa bella mostra di sé davanti casa, magari impedendone il passaggio. È già successo in epoche remote quando le favole circolavano impunemente. In attesa un solo consiglio in merito: Cari bambini quando vedete un cumulo di spazzatura che fa bella mostra di sé sotto il sole non preoccupatevi dello spettacolo indecente. Tornate fra qualche millennio e lo vedrete trasformato in un profumato vaso di fiori.
© Riproduzione riservata
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