Litigio a portata di mano

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Non è dato sapere con precisione quali rapporti intercorrano fra gli ottomilanovantadue Comuni ufficialmente presenti in Italia. Si può comunque arguire, visto che nessuna particolare diatriba è assurta agli onori della cronaca, che non vi siano contenziosi degni di nota. Se così è, fa comunque eccezione il caso dei due comuni più che limitrofi (di fatto un’unica realtà urbana), di Spezzano Albanese e San Lorenzo del Vallo, entrambi situati nella provincia di Cosenza, e sin dalla loro nascita, nell’ormai lontana seconda metà del 1400, percorsi da un sempiterno, diremmo quasi inossidabile rapporto di amore/odio che, come tale, attraversa i secoli.
Sorvolando sui motivi storici del contendere, veniamo direttamente ai tempi nostri per segnalare l’ultima diatriba degna di nota in quanto affidata a regolare patrocinio legale.
Non vi sono in ballo grosse questioni territoriali o fiscali, o altro ancora. La contesa, invero modesta, riguarda lo spostamento di un armadietto scolastico che la Dirigente dell’Istituto comprensivo che raggruppa in un’unica realtà amministrativa gli alunni della scuola dell’obbligo dei due comuni, per motivi prettamente inerenti l’ottimizzazione delle risorse a disposizione, ha inteso spostare da un plesso di San Lorenzo a quello di Spezzano, sede di Direzione. Spostamento per giunta effettuato con l’ausilio di personale messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Spezzano Albanese.
La contesa assume aspetti più rilevanti se si considera che essa pare tragga alimento dall’ormai improcrastinabile decisione circa l’accorpamento dell’Istituto Comprensivo “Mattia Preti” di San Lorenzo del Vallo all’omologo Istituto “San Giovanni Bosco” di Spezzano Albanese, pur esso già accorpato all’Istituto “Ferdinando Cassiani” relativo alla scuola primaria. Questioni più che intricate se si considera l’eventualità, come taluni auspicano di vedere accorpate le scuole di San Lorenzo a quelle decisamente più distanti del comune di Terranova da Sibari.
Per una sommatoria di variabili fra loro interdipendenti e per i rappresentanti istituzionali a vario titolo coinvolti, la diatriba circa lo spostamento dell’armadietto scolastico effettuato dalla Dirigente di Spezzano Albanese ha assunto i connotati di una questione prettamente legale in quanto configurata come sottrazione di un bene al legittimo proprietario. In tal senso la vicenda non poteva non sfociare nelle mani della giustizia ordinaria.
L’avvocato patrocinante l’Amministrazione Comunale di San Lorenzo ritiene valide la ragioni del Sindaco che ha bollato come “illegittimo lo spostamento del mobile scolastico al di fuori del territorio comunale”. «Non ha alcun rilievo – scrive il legale – che i suddetti arredi siano di proprietà comunale o della scuola, perché ciò che impediva, ed impedisce, (…omissis…), il ‘trasferimento’ degli stessi è il vincolo di destinazione d’uso in capo a tali arredi. Essi, in sostanza, sono destinati alle scuole di San Lorenzo del Vallo e la dirigente è titolare, al massimo, di un potere di disposizione all’interno degli istituti scolastici del predetto Comune. Se lo scopo era la conservazione dei fascicoli inerenti personale docente ed alunni delle scuole sanlorenzane, ben poteva, la dirigente, continuare a conservarli ove essi si trovavano, non esistendo alcuna norma di legge che imponga la conservazione dei medesimi all’interno di un unico locale o di un’unica segreteria. Ancora una volta, la dirigente dimostra di confondere la ratio dell’accorpamento amministrativo con la soppressione dell’istituzione scolastica o, peggio ancora, con la fusione tra istituti che sono ben altra cosa. Di conseguenza, la proprietà e l’uso degli arredi scolastici resta in capo alla popolazione comunale residuando, lo si ripete, in capo alla dirigente solo un potere dispositivo limitato all’ambito comunale».
Naturalmente non è l’aspetto prettamente giuridico che lascia perplessi. Ma la vicenda certo sì, considerato che sicuramente si ripercuoterà nei rapporti interpersonali ed istituzionali ai vari livelli: fra Comuni e fra questi ed i rispettivi organi dirigenziali scolastici, qualunque sarà la conclusione dell’intera vicenda. Indipendentemente da chi abbia operato nel rispetto della legge e chi no, ancora una volta resta ferita la comunità. Ed è proprio questa e solo questa che continuerà a portare il segno per i tempi a venire. E pensare che fino a qualche mese fa si era ipotizzata fra i due comuni la tanto agognata conurbazione! Ma per questo bisognerà aspettare secoli migliori. Se pure verranno.
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