Marito e moglie a ore

Hostaria Antico Borgo
Nel film del 2005 – Wedding date – (Un amore in prestito), la protagonista Debra Messing andava al matrimonio della sorella accompagnata da un uomo bellissimo scelto da un catalogo e pagato fior di quattrini.

Oggi il copione cinematografico sta diventando una prassi comune, almeno fra le donne in carriera che in Inghilterra non hanno il tempo materiale di innamorarsi, ma che per opportunismo di facciata, non volendo presentarsi da single ad un party, si accompagnano con uomini “rigorosamente no – sex”. Con 500 euro e tanti saluti, a fine serata ognuno se ne va per la propria strada. Niente amore, niente sesso, ma solo un contratto d’affitto che si scioglie sulla porta di casa. Il compito dell’accompagnatore è quello di recitare la parte del perfetto intrattenitore, di essere un forbito e galante gentleman capace di suscitare l’ammirazione e l’invida delle altre donne.
Gli antropologi sostengono che il fenomeno è appena agli inizi ed estende alla donna in carriera il vecchio concetto, tutto maschilista, che legava il sesso al potere, ma in maniera completamente distorta: Il manager di sesso maschile che utilizzava il successo ottenuto in campo lavorativo riversandolo in campo sessuale, (più potere uguale più sesso), viene sostituito dalla donna manager che annulla ogni collegamento fra sesso e potere, sacrificando sull’altare del successo imprenditoriale e quindi sulla scalata al potere, ogni spinta di carattere sessuale.
L’apparizione sulla scena economica ai più alti livelli dell’elemento femminile aggiunge quindi, un aspetto del tutto inedito. Quanto più la donna sale in carriera tanto più tende ad essere libera da impegni familiari direttamente connessi con gli aspetti prettamente sessuali. In questo modo, grazie alla sua autonomia economica, la donna in carriera può avere il meglio della compagnia maschile senza le complicazioni legate al sesso e all’amore. Avere un uomo in affitto per una serata può non essere un problema. Pagando il dovuto si trova sempre il bel fusto a cui accompagnarsi.
Per contro, non vi è più famiglia, non vi sono figli da accudire. Solo soldi da spendere e poi ancora solo più soldi, fin quando, magari una mattina guardandosi allo specchio con più attenzione, ci si accorge che le pomate e le creme della sera precedente non hanno funzionato a dovere e si scoprono le rughe che avanzano, la cellulite che dilaga, e le smagliature che solcano profondamente quelle parti del corpo ritenute il biglietto da visita di un tempo che fu.
Alfine – ma questa è una personale valutazione di chi scrive – ci si accorge che il vuoto interiore aumenta. La solitudine psicologica isola nonostante il rumore assordante delle serate trascorse fra pasticcini, alcolici e analcolici, musiche, balli, canti e suoni. Inesorabile arriva il giorno in cui i soldi non bastano mentre la vita è ormai sfuggita di mano. Forse senza rimpianti, ma sicuramente senza lasciare memoria di se.
Eppure poeti e filosofi di tutte le epoche ci hanno insegnato che l’uomo è quel che lascia in eredità ai posteri quale frutto del proprio intelletto, più che del proprio denaro. Oggi, purtroppo, si bada solo al presente. Il passato e il futuro non contano e la filosofia di vita si è ridotta ad un arido “chi ha è, chi non ha non è”. Certo non è auspicabile alcun ritorno al passato anche recente che vedeva la componente femminile ricoprire il ruolo di Cenerentola. Ma quel che preoccupa è la sensazione che tanti valori siano diventati obsoleti, senza che alcun nuovo ordine accettato, sia quanto meno apparso all’orizzonte.
Anzi v’è da aggiungere, in fatto di uomo in affitto, che l’idea ha fatto scuola, anche se fin’ora solo negli Stati Uniti, ove è gia di moda l’esatto contrario, ovvero l’assunzione di una “moglie a ore”. Anche in questo caso, niente sesso, solo servizi domestici “personalizzati”. La moglie ad ore aiuta la donna manager ad aggiungere alla sua casa quel calore umano e quella affettività che ha inevitabilmente perso e che una semplice colf non è capace di ricreare, considerato il suo limitato orizzonte culturale.
La moglie ad ore si sostituisce alla padrona di casa. Arreda secondo i suoi gusti l’intero ambiente. Organizza eventi particolari come matrimoni, battesimi, onomastici e compleanni. Sceglie la giusta tonalità degli asciugamani in bagno, mantiene le relazioni interpersonali. Insomma è una assistente, una segretaria, una manager a livello familiare. La sua figura va a coprire il ruolo prettamente sociale che, fin nel recente passato, è stato tipico della cosiddetta”padrona di casa” e che è andato ormai perduto nella società moderna nella quale la moglie in carriera non ha più nulla a che spartire con la figura stereotipata di “angelo del focolare”.
Non c’è che dire e non c’è da meravigliarsi più di tanto! La società è in lenta ma continua evoluzione. Essa si sviluppa e si trasforma senza seguire un percorso lineare prefissato o condiviso, ma procede per tentativi ed errori. Molte scelte si riveleranno effimere e sbagliate, ma è solo l’esperienza che traccia il cammino dell’umanità.
“Così è, se vi pare”!
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